Salutiamo Padre Giovanni Abbiati
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Il fratello Benedetto ci ha dato la notizia della sua morte improvvisa, a 61 anni, il 5 ottobre, a Khulna, in Bangladesh. Mancherà a moltissimi, anche a noi, perché è stato nostro compagno nell'avventura del commercio equosolidale e lo ha fatto con tanta convinzione da trasmetterci la sua energia in ogni occasione di incontro. Negli ultimi tempi Giovanni, oltre a continuare a guidare l'attività dell'artigianato, si occupava anche dei ragazzi di strada e aveva avviato un progetto di acquisto terreni per realizzare case per le famiglie senza tetto. |
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Esprimiamo il nostro cordoglio ai suoi fratelli e auguriamo a chi ha vissuto e lavorato con lui ed è preoccupato per il vuoto che ha lasciato nei cuori e nel lavoro quotidiano, di sentirlo sempre presente come guida per proseguire nelle attività iniziate insieme a lui. |
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La Bottega di Sondrio, che lo ha accompagnato in gran parte di questo cammino, ci racconta alcune pagine della sua avventura.
Fin dai primi anni della sua presenza in Bangladesh, preso atto dei vincoli istituzionali che limitavano qualsiasi attività di proselitismo religioso, Padre Giovanni aveva indirizzato la sua testimonianza cristinana alla promozione umana e sociale degli ultimi, coinvolgendo sopratutto gruppi di donne dei villaggi nella realizzazioni di prodotti artigianali con le materie prime povere della zona (juta e foglia di palma).
Nelle visite che annualmente conducevamo nei loro villaggi incontravamo donne che, inizialmente analfabete e relegate nelle loro capanne, acquisivano sicurezza, consapevolezza delle loro capacità e del loro ruolo anche economico, imparavano a tenere i conti e a far valere le loro ragioni, fino magari a coordinare gruppi di centinaia di persone.
Alcune di loro hanno visitato insieme a Padre Giovanni le nostre Botteghe in Italia, spiegandoci il senso della loro attività e cercando di capire quello del nostro impegno.
In queste attività Padre Giovanni esprimeva un'energia, una determinazione ed una intransigenza, sia verso di noi che verso i produttori, che lasciava spesso senza parole, e che esprimeva la preoccupazione di dare al Commercio Equo basi solide e consapevoli, fondate su di una scelta evangelica netta e decisa ma scevra da ogni sentimentalismo.