Il commercio equosolidale funziona
Misuriamo il livello di raggiungimento dell’obiettivo fondamentale del fair trade presso alcuni partner del Sud del mondo. Leggi come.
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Ora che il commercio equo e solidale è cresciuto e maturo nasce la necessità di misurare i risultati raggiunti e le nuove sfide da sostenere. Per questi motivi nasce l'idea di Ctm altromercato di realizzare degli studi d’impatto, che verifichino presso alcune delle organizzazioni partner nel Sud del mondo, con un metodo scientifico, il livello di raggiungimento dell’obiettivo di fondo del commercio equo e solidale: migliorare le condizioni di vita dei produttori e delle loro famiglie. |
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Come si misura l’impatto?
Per capire come il fair trade ha funzionato per i produttori, le loro famiglie e le loro comunità, si considerano i cambiamenti nelle condizioni di vita prodotti dalla relazione commerciale equa e solidale. L'insieme di questi cambiamenti è chiamato impatto.
Gli studi presentati indagano due tipi diversi di impatto: diretto e indiretto.
- L'impatto diretto riguarda i produttori di base e le loro famiglie ed è stato misurato tramite questionari (*).
- L'impatto indiretto è invece focalizzato sull’organizzazione che è in relazione diretta con Ctm altromercato e alla quale i produttori di base fanno riferimento per la vendita dei loro prodotti: ne studia i rapporti con le organizzazioni di commercio equo e con i singoli produttori, indagando come le pratiche di commercio equo e solidale incidono sulle condizioni di vita dei produttori. Questa analisi si basa sull’osservazione diretta e sull'analisi dei documenti dell’organizzazione.
Tutti gli studi che seguono sono stati realizzati con questa metodologia, così da ottenere risultati confrontabili che aiutano a capire non solo il singolo caso, ma soprattutto le tendenze più generali su successi, fallimenti e sfide del movimento del commercio equo nel Sud del mondo.
(*) L'indagine avviene su un campione casuale di produttori del commercio equo, e contemporaneamente su un campione di produttori dalle caratteristiche simili ma non inseriti nel circuito fair trade (chiamato gruppo di controllo), che serve come riferimento per il confronto. I risultati dell’indagine vengono quindi sottoposti a due tipi di analisi. L’analisi descrittiva, di tipo statistico, e l’analisi econometrica che serve a correggere i possibili errori dovuti al campionamento casuale: si mantengono ferme tutte le possibili variabili (ad esempio il genere, l’età o l’ampiezza del terreno coltivato) e si verifica così che i risultati ottenuti dall’analisi descrittiva siano veramente dovuti all’aspetto che ci interessa misurare, cioè il coinvolgimento del produttore nel commercio equo e solidale.