I produttori
Segnaliamo alcuni gruppi di produttori, che riteniamo essere testimonianze particolarmente significative del contributo del commercio equosolidale alla creazione di un'alternativa al sistema commerciale internazionale che genera limiti nell'accesso al cibo.
- NAVDANYA - India (riso)
- ELEMENTS - India (caffè, cajou, vaniglia)
- PARC - Palestina (cous cous, mandorle, datteri)
- COOPEAGRI - Costarica (zucchero bio)
- UCIRI - Messico (caffè)
- PODIE - Sri lanka (spezie)
- WUPPERTHAL e HEIVELD - Sudafrica (rooibos)
- CHANKUAP - Ecuador (oli essenziali)
- CGTSM - Brasile (guaranà)
- MCCH - Ecuador (progetto sovranità alimentare)
Il commercio equo e solidale è una delle possibili risposte ai problemi delle disuguaglianze nell'accesso al cibo e dei danni sociali e ambientali provocati dal mercato della fame.
Le organizzazioni di piccoli produttori per il commercio equo e solidale, oltre a garantire un reddito dignitoso a contadini e artigiani marginalizzati dal commercio internazionale tradizionale, sono impegnate
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nella tutela dell'ambiente naturale, come nel caso del Consiglio Generale della Tribù Sateré Mawé – che si pone come priorità la difesa dell'ecosistema amazzonico – o come nel caso della cooperativa del Costa Rica Coopeagri, dedita alla conservazione di aree forestali;
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nella promozione dell'agricoltura biologica – praticata dai contadini di Navdania, PODIE, UCIRI, Elements – e mista (come nel caso di Elements, che si preoccupa che alla coltura principale ne vengano affiancate altre minori);
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nella tutela della biodiversità, cuore dell'attività della fondazione Chankuap e di Navdanya, organizzazione fortemente attiva nella protezione di antiche varietà vegetali dalla distruzione e dalla pirateria genetica delle multinazionali;
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nella messa a punto di soluzioni per garantire a tutti l'accesso al cibo, come nel caso di MCCH, che compra prodotti alimentari all'ingrosso e li rivende a prezzi vantaggiosi alla propria rete di spacci popolari;
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nella creazione di opportunità di lavoro per le donne, categoria debole che risente in modo particolarmente intenso del problema di limitato accesso al cibo. Significative a questo proposito sono le esperienze di PARC, ONG palestinese che valorizza le competenze di donne prive del sostegno economico degli uomini (in larga misura morti, imprigionati o fuggiaschi) nella produzione e nel confezionamento di cous cous, mandorle, olio d'oliva e datteri e di Navdanya, in cui le donne, grazie alle loro conoscenze e capacità, svolgono la funzione di vere e proprie custodi della biodiversità e della sicurezza alimentare.