Risparmia energia
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Secondo l'Earth Policy Institute, La produzione mondiale di cereali, per il 2006, è stata di 1967 milioni di tonnellate, a fronte di una domanda al consumo stimata intorno ai 2040 milioni di tonnellate. Si deduce che esiste un divario di 73 milioni di tonnellate di cereali in meno. Inoltre, la crescita dei consumi mondiali di cereali dal 2001 al 2006 è di circa 31 milioni di tonnellate l'anno in media. Di questi, circa 2 milioni di tonnellate annui sono stati consumati come alimento, mentre negli Stati Uniti la crescita annuale nell’utilizzo di cereali per la produzione di etanolo per autovetture è stato in media di circa 7 milioni di tonnellate l'anno, passando rapidamente dai 2 milioni di tonnellate nel 2001 ai 14 milioni di tonnellate nel 2006. La crescita della domanda di prodotti agricoli, un tempo guidata dalla domanda di cibo e in seguito da quella di prodotti destinati all'alimentazione animale, è dominata ora dalla domanda di biocarburanti, per la quale è prevista un'ulteriore crescita. In un periodo di crisi alimentare che affama milioni di persone esiste insomma un conflitto tra l'uso di cereali a scopo alimentare e quello finalizzato alla produzione di energia. Il risparmio energetico non è soltanto una buona prassi ecologica ma anche un atto di giustizia distributiva. |
Per una settimana ho provato a vivere così. All'osso, calcolando l'equivalente in anidride carbonica di ogni minimo atto.
Ho misurato i chilometri in treno, il cibo consumato, i tempi di cottura, gli sciacquoni, e poi ho tirato le somme.
Risultato? Ho consumato la metà della metà e la mia vita è cambiata.
Sono diventato più ricco, più leggero, più sensibile all'insulto dello spreco.
E sicuramente più ai ferri corti con un Paese che non fa nulla per premiare il consumo virtuoso.