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Ragionamenti ad alta voce sul mercato delle materie prime agricole
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Comments

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Re:Quanto c’entra la Borsa piena con il piatto vuoto. Responsabilità morali di un gioco azzardato. by maria — Ultima modifica 11/07/2008 10:30

Non esistono prodotti finanziari positivi o negativi in assoluto. I futures, per esempio, hanno più senso per i prodotti agricoli - soggetti a stagionalità - che per tutti gli altri prodotti finanziari, probabilmente. E' l'uso spregiudicato e senza regole, il problema.
E' interessante la domanda su chi debba decidere. Esiste un organizzazione internazionale che abbia potere di decidere sulle regole in ambito finanziario?
Chi affossò dieci anni fa il progetto Tobin Tax? Chi coordinerà la attuale Robin Tax?

Re:Dagli all’untore – La ricerca di un capro espiatorio per la crisi alimentare internazionale by maria — Ultima modifica 11/07/2008 10:27

La quantità di terre coltivabili al momento è data, a meno di investimenti (che andrebbero fatti soprattutto in Africa) . era quindi logico che, destinando delle terre alla produzione di biocarburanti, mentre prima erano adibite alla produzione di beni agricoli per alimentazione umana, qualche problema si sarebbe creato. Un'azienda svedese si è comprata la produzione di bioetanolo di un'azienda brasiliana per i prossimi 10 anni. Peccato che la terra su cui coltivare materie prime per bioetanolo sia del Ghana (notizia apparsa sul Sole 24 Ore) , che scenario prefigura tutto ciò?
Anche senza arrivare all'eliminazione dei prodotti agricoli dai listini di Borsa, una regolamentazione razionale delle regole applicate alle contrattazioni sarebbe sufficiente ad evitare crisi come quella che stiamo vivendo.
Infine, per quanto riguarda filiere corte e lunghe: la filiera corta locale va assolutamente incentivata per tutti i prodotti reperibili sul territorio, per ovvie ragioni, su cui non mi dilungo. Ma per i prodotti non reperibili in loco bisogna approvvigionarsi in maniera diversa...

Re:Petrolio a 140…all’ora? by maria — Ultima modifica 11/07/2008 10:10

Infatti, pare...l'aumento della povertà è altrettanto trasversale, e colpisce anche paesi industrializzati. Su che cosa sia il benessere e come viene misurato (aumento del PIL? aumento della scolarizzazione? aumento dell'aspettativa di vita?) ci sarebbe molto da discorrere, e i risultati che porta chi analizza in modo approfondito le statistiche sono piuttosto interessanti...

Re:Petrolio a 140…all’ora? by sarap81s — Ultima modifica 07/07/2008 17:24

Condivido alcune considerazioni, ma pare che il benessere economico e la riduzione della povertà in Cina, India e Brasile si stiano estendendo a passi da milioni di persone all'anno.

Re:Dagli all’untore – La ricerca di un capro espiatorio per la crisi alimentare internazionale by sarap81s — Ultima modifica 07/07/2008 19:00

Quindi abolire la borsa alimentare e pianificare la produzione agricola? Nell'UE lo abbiamo fatto, non senza difficoltà tra latte padano versato contro quello olandese e polacchi invidiosi dei sussidi aifrancesi. Barroso promette 1mld euro per i PVS, ma mi pare che il problema sia nella capacità di molti governi di gestire un processo di armonizzazione della produzione.

Uno studio sui biocarburanti servirebbe e sarebbe una questione da decidere a livello politico in relazione alle questioni ambientali. Per quanto ci riguarda: meglio la filiera corta e locale o l'ananas che attraversa gli oceani per arrivare sulla nostra tavola?

Re:Quanto c’entra la Borsa piena con il piatto vuoto. Responsabilità morali di un gioco azzardato. by sarap81s — Ultima modifica 07/07/2008 16:47

Quindi la proposta sarebbe quella di non permettere l'utilizzo di strumenti finanziari derivati sui generi di prima necessità? O di eliminare la borsa alimentare del tutto? In ogni caso, chi dovrebbe deciderlo? Le autorità nazionali di controllo? Le banche centrali? I parlamenti? Il G8? insomma, chi può decidere queste cose e come e dove fare proposte che evitino queste degenerazioni senza soffocare il mercato?

Re:Perché in borsa non ci mettono il sedano? by maria — Ultima modifica 13/06/2008 12:19

caro Compa, il COMES da anni mette in pratica quello che dici, pubblicando i prezzi trasparenti dei prodotti che acquista (puoi vedere all'indirizzo http://www.altromercato.it/it/prodotti/prezzotrasparente per i prodotti di CTM altromercato) .

cara sarap81s, l'incontro tra domanda e offerta non è un male, come non lo è il commercio in sostanza, quello che è paradossale in questo caso è che su beni alimentari scarsi si possa liberamente speculare costringendo chi li coltiva e chi li mangia a correre ai ripari in qualche modo. E per correre ai ripari io intendo si il mercato dei derivati, che non è nemmeno il male minore. Di peggio ci sono le razzie, i tumulti di piazza che già si sono verificati, e gli accordi segreti bilaterali tra Paesi per impedire alla gente di morire di fame.

Grafico torta by Compa — Ultima modifica 12/06/2008 11:11

Anch'io sono laureato in Economia e ho anch'io provato a fare domande scomode a professori dotti ed ad ospiti illustri in aula. A volte hanno proprio sorvolato la domanda. Penso che per far interessare i consumatori a questi temi sia necessario introdurre nell'etichetta un grafico torta con la ripartizione del prezzo, in modo che i consumatori, anche quelli meno istruiti, sappiano a colpo d'occhio a chi vanno i loro risparmi quando comprano un prodotto. In questo modo si renderebbero conto che il prezzo del caffè da anni cala ma che la tazzina di caffè nel bar da anni cresce e che la differenza non va al produttore del campo di caffè

Re:Perché in borsa non ci mettono il sedano? by sarap81s — Ultima modifica 23/05/2008 00:30

Quindi? Facciamo una campagna per abolire la Borsa degli alimenti? La Borsa è un modo per fare incontrare investitori e imprenditori, domanda e offerta. Forse i derivati sono l'ultima degenerazione che la fa assomigliare ad un casinò?