FAQ
5. Posso scegliere il rendimento?
6. Dove finiscono i miei prestiti?
7. Come vengono utilizzati i soldi prestati?
8. Posso suggerire ad un amico di prestare i risparmi alla cooperativa?
10. Cosa rischio sul capitale sociale?
11. Quali sono le garanzie sul prestito?
12. Il risparmiatore può scegliere la destinazione del proprio prestito?
13. La cooperativa è concorrente di Banca Etica?
14. Quale rapporto c’è tra la cooperativa ed i produttori?
15. Chi in Italia è attivo nella finanza solidale?
16. Posso chiedere il rimborso del prestito quando voglio?
18. La cooperativa (il Consorzio) fa microcredito ai produttori?
19. Perché il Consorzio si appoggia ad una società privata per finanziare i produttori?
20. Chi è il proprietario di CreSud spa?
21. Perché un’organizzazione del comes può raccogliere risparmio?
22. Perché un’organizzazione di commercio equo ha bisogno di fare raccolta finanziaria?
23. Cos’è il prefinanziamento ai produttori?
24. Cos’è Banquito?
25. Perchè per versare risparmio devo essere socio?
26. Da quanti anni esiste al finanza solidale?
27. Quante cooperative fanno raccolta di risparmio e capitale sociale?
28. Sono socio di un'associazione, possiamo fare la raccolta di prestito?
29. Un socio può aprire un libretto di risparmio a nome del figlio?
30. Posso detrarre il prestito dalla dichiarazione dei redditi?
1. Cos’è il prestito sociale?
Il prestito sociale costituisce una forma di finanziamento della società cooperativa che si concretizza nell'apporto, da parte dei soci, di capitali rimborsabili, a fronte del quale vengono corrisposti degli interessi.
Le norme definite della Banca d’Italia prevedono che le cooperative possano attivare la raccolta esclusivamente presso i propri soci, e che il risparmio così raccolto possa essere utilizzato per il raggiungimento dell’oggetto sociale della cooperativa stessa.
La cooperativa può avviare la raccolta di risparmio tra i soci, solo se è previsto dal proprio statuto e solo se sono stati predisposti tutti documenti necessari alla corretta gestione.
Sono i soci stessi che definiscono le condizioni economiche e le condizioni generali di gestione del prestito sociale attraverso un Regolamento di gestione che deve essere approvato dall’Assemblea dei soci della cooperativa.
La raccolta di risparmio si configura come un indebitamento verso i soci ed è quindi preferibile, dal punto di vista della solidità della cooperativa, all’indebitamento con le banche.
Se il risparmio è molto frazionato (molti risparmiatori con importi non molto differenti tra loro) e con movimenti non molto frequenti su ciascun deposito, la cooperativa può contare su un finanziamento di medio/lungo periodo, e di una riserva di liquidità per la gestione ordinaria dell’attività abbastanza sicura e stabile.
Generalmente ha un costo inferiore, poiché la remunerazione è determinata dagli stessi soci (in Assemblea o nel Consiglio di Amministrazione) rispettando un criterio di equa remunerazione per entrambe i contraenti: i soci risparmiatori e la cooperativa.
Gli interessi sono soggetti alla ritenuta d’imposta agevolata al 12.5%. (legge 133/2008)
2. Cos’è il capitale sociale?
Il capitale sociale è dato dall’insieme delle somme conferite dai soci per costituire l’azienda, per mantenere ed ampliare l’attività. Acquistare le quote di capitale sociale di una cooperativa vuol dire diventare co-proprietario, cioè socio, insieme alle altre persone che con le quali si condividono motivazioni e finalità che hanno portato alla costituzione dell’organizzazione.
La sottoscrizione di nuove quote di capitale è un modo per rafforzare la cooperativa ed aumentarne la solidità nel lungo periodo. Si tratta di un obiettivo molto importante, perché le cooperative molto spesso soffrono di una scarsa capitalizzazione e di un alto quoziente di indebitamento. Il capitale sociale costituisce, inoltre, un canale di finanziamento a costo zero, in quanto il capitale non dà alcun rendimento ai soci. Inoltre, non avendo scadenza predeterminata, consente alla cooperativa di fare investimenti di medio/lungo periodo.
La condivisione del rischio d’impresa aumenta la consapevolezza ed il coinvolgimento: il socio vigila affinché le finalità sociali vengano raggiunte attraverso una gestione efficace ed efficiente del patrimonio e dell’attività della cooperativa stessa.
Diventare soci di una bottega del mondo significa rafforzare economicamente l’organizzazione e prendere parte alla sua vita sociale e alle sue scelte strategiche, attraverso l'assemblea dei soci e gli altri ambiti di partecipazione.
Il capitale sociale può essere anche considerato una misura della fiducia reciproca fra i soci della cooperativa e nei confronti della rete di relazioni cui partecipano i singoli e l‘organizzazione.
3. Cos’è la Finanza Solidale?
In Italia non esiste una definizione univoca di Finanza Solidale, e non esiste un soggetto che detenga il controllo, e ne definisca principi, strumenti e ruolo nel mercato finanziario nazionale ed internazionale.
Il Consorzio Altromercato si riconosce nella definizione di Finanza Solidale proposta dal sito internet www.fineurosol.org:
Arte di trattare il denaro e le sue svariate sfaccettature (risparmio, investimento, credito, gestione del conto,…) con la consapevolezza che esistano una responsabilità e degli interessi comuni che comportano, per gli uni, la volontà di assistere gli altri.
A questa sintesi ci sembra opportuno aggiungere il concetto di trasparenza tra investimento e finanziamento erogato, per cui il socio risparmiatore/investitore può scegliere i soggetti sui quali investire, l’attività ed i progetti verso cui investire, e può avere riscontro diretto ed informazioni in merito ai risultati ottenuti dall’organizzazione e dal progetto finanziato.
In sintesi i due concetti basilari cui fa riferimento la Finanza Solidale sono:
1. il prodotto di risparmio solidale sostiene organizzazioni e progetti che hanno un plusvalore sociale, culturale ed ambientale (fineurosol) e generano un rendimento (seppur variabile) per l’investitore.
2. il risparmiatore sceglie, conosce, condivide le organizzazioni o progetti che finanzia, all’interno di una relazione di informazione e/o partecipazione con l’organizzazione stessa.
4. Cos’è la Finanza Etica?
La definizione condivisa dalla maggior parte delle organizzazioni che in Italia si occupano di Finanza Etica è espressa nel manifesto della Finanza Etica predisposto dall'omonima Associazione.
Il Manifesto della finanza eticamente orientata:
- Ritiene che il credito, in tutte le sue forme, sia un diritto umano. Non discrimina tra i destinatari degli impieghi sulla base del sesso, dell'etnia o della religione, e neanche sulla base del patrimonio, curando perciò i diritti dei poveri e degli emarginati. Finanzia quindi attività di promozione umana, sociale e ambientale, valutando i progetti col duplice criterio della vitalità economica e dell'utilità sociale. Le garanzie sui crediti sono un'altra forma con cui i partner si assumono la responsabilità dei progetti finanziati. La finanza etica valuta altrettanto valide, al pari delle garanzie di tipo patrimoniale, quelle forme di garanzia personali, di categoria o di comunità che consentono l'accesso al credito anche alle fasce più deboli della popolazione.
- Considera l'efficienza una componente della responsabilità etica. Non è una forma di beneficienza: è un'attività economicamente vitale che intende essere socialmente utile. L'assunzione di responsabilità, sia nel mettere a disposizione il proprio risparmio sia nel farne un uso che consenta di conservarne il valore, è il fondamento di una partnership tra soggetti con pari dignità.
- Non ritiene legittimo l'arricchimento basato sul solo possesso e scambio di denaro. Il tasso di interesse, in questo contesto, è una misura di efficienza nell'utilizzo del risparmio, una misura dell'impegno a salvaguardare le risorse messe a disposizione dai risparmiatori e a farle fruttare in progetti vitali. Di conseguenza il tasso di interesse, il rendimento del risparmio, è diverso da zero ma deve essere mantenuto il più basso possibile, sulla base delle valutazioni sia economiche che sociali ed etiche.
- È trasparente. L'intermediario finanziario etico ha il dovere di trattare con riservatezza le informazioni sui risparmiatori di cui entra in possesso nel corso della sua attività, tuttavia il rapporto trasparente con il cliente impone la nominatività dei risparmi. I depositanti hanno il diritto di conoscere i processi di funzionamento dell'istituzione finanziaria e le sue decisioni di impiego e di investimento. Sarà cura dell'intermediario eticamente orientato mettere a disposizione gli opportuni canali informativi per garantire la trasparenza sulla sua attività.
- Prevede la partecipazione alle scelte importanti dell'impresa non solo da parte dei soci ma anche dei risparmiatori. Le forme possono comprendere sia meccanismi diretti di indicazione delle preferenze nella destinazione dei fondi, sia meccanismi democratici di partecipazione alle decisioni. La finanza etica in questo modo si fa promotrice di democrazia economica.
- Ha come criteri di riferimento per gli impieghi la responsabilità sociale e ambientale. Individua i campi di impiego, ed eventualmente alcuni campi preferenziali, introducendo nell'istruttoria economica criteri di riferimento basati sulla promozione dello sviluppo umano e sulla responsabilità sociale e ambientale. Esclude per principio rapporti finanziari con quelle attività economiche che ostacolano lo sviluppo umano e contribuiscono a violare i diritti fondamentali della persona, come la produzione e il commercio di armi, le produzioni gravemente lesive della salute e dell'ambiente, le attività che si fondano sullo sfruttamento dei minori o sulla repressione delle libertà civili.
- Richiede un'adesione globale e coerente da parte del gestore che ne orienta tutta l'attività. Qualora invece l'attività di finanza etica fosse soltanto parziale, è necessario spiegare, in modo trasparente, le ragioni della limitazione adottata. In ogni caso l'intermediario si dichiara disposto ad essere 'monitorato' da istituzioni di garanzia dei risparmiatori.
5. Il socio risparmiatore può scegliere il rendimento dell’investimento?
Nella finanza solidale ciò che dovrebbe guidare la scelta d’investimento non è tanto il rendimento bensì le finalità del soggetto e/o del progetto su cui si investe. Le cooperative del Commerci Equo che fanno Finanza Solidale si impegnano a garantire un rendimento equo per il socio prestatore e per la cooperativa stessa. Nelle cooperative sono gli stessi soci, attraverso l’approvazione in assemblea del Regolamento di Gestione del Prestito Sociale che definiscono le caratteristiche e il tasso dell’interesse che sarà applicato sul prestito dei socia alla cooperativa.
6. Dove finisce il denaro investito nella cooperativa?
I risparmi che un socio e un socio prestatore affidano alla cooperativa, come previsto dalla normativa in materia, vengono utilizzati per il raggiungimento dello scopo sociale dell’organizzazione. Sono utilizzati all’interno dell’attività ordinaria o di particolari investimenti a seconda della proposta e gestione che è decisa dagli amministratori e dall’assemblea dei soci.
Concretamente in una cooperativa che gestisce una o più botteghe del mondo, il capitale sociale che il socio può sottoscrivere e versare alla cooperativa è necessario per finanziare gli investimenti pluriennali dell’organizzazione (avviamento, ristrutturazioni e ammodernamento locali, nuove aperture, software e attrezzature d’ufficio, automezzi, …) e in parte anche lo stock minimo di magazzino che permette alla cooperativa di avere una fornitura costante e rinnovata di prodotti.
Il prestito sociale rientra tra le fonti di finanziamento di breve periodo della cooperativa, necessarie a dare supporto finanziario all’attività ordinaria della cooperativa. Gli impegni ordinari di una organizzazione che gestisce uno o più Botteghe del Mondo sono legati alla stagionalità dell’attività commerciale nel corso dell’anno, alla gestione di più punti vendita e al conseguente aumento del magazzino, al moltiplicarsi delle attività non direttamente legate all’attività commerciale (promozione, importazione diretta, educazione…), oltre a garantire il corretto funzionamento del ciclo dei pagamenti di affitti, servizi, utenze, retribuzioni del personale.
Se una bottega del Mondo tramite la raccolta di capitale e prestito sociale e la su attività ordinaria riesce a sviluppare un surplus di risorse finanziarie, può decidere di investirle in organizzazioni delle quali condivide le finalità e con le quali può completare il raggiungimento del proprio oggetto sociale.
Molte cooperative, girano parte del loro surplus di gestione al Consorzio Ctm altromercato, sostenendo in questo modo l’attività della centrale di importazione del fair trade.
7. Come vengono utilizzati i soldi prestati?
Il capitale ed il prestito sociale sono utilizzati dalla cooperativa in totale autonomia ed indipendenza, entro quelli che sono i limiti di legge.
Gli organi amministrativi della cooperativa decidono l’utilizzo delle risorse finanziarie. Il socio può sempre chiedere conto al Consiglio di amministrazione dell’utilizzo delle risorse raccolte.
8. Un socio può suggerire ad un amico di prestare i risparmi alla cooperativa?
Solo i soci delle cooperative possono versare capitale sociale e prestito sociale.
Si può quindi consigliare ad altri di investire nella finanza solidale precisando che per fare ciò devono prima diventare soci della cooperativa stessa.
9. Il socio cosa rischia sul prestito sociale?
Il socio prestatore al pari degli altri soci partecipa e si confronta negli ambiti dedicati alla vita ed alla crescita della cooperativa, in questo modo può conoscere ed essere informato sull’andamento e sulla situazione economico-finanziaria della cooperativa. Questa possibilità di partecipazione e controllo dei membri della cooperativa dovrebbe garantire la trasparenza sull’operato degli amministratori ed evitare il rischio di inaspettate ed impreviste situazioni di crisi dell’organizzazione.
Agli effetti pratici, in caso di fallimento della cooperativa, si dice che il prestito è postergato, ossia che esso, proprio perché è un debito verso soci, viene rimborsato solo dopo che gli altri creditori hanno ottenuto il rimborso delle proprie partite (dipendenti, banche fornitori, stato).
10. Il socio cosa rischia sul capitale sociale?
Il capitale sociale è per definizione capitale di rischio dell’impresa.
A fronte di un rischio completo sull’investimento, al socio sono riconosciuti tutti i diritti di proprietà: i diritti amministrativi e di controllo sull’organizzazione (a meno di diverse specifiche in statuto).
Nelle cooperative si utilizza il principio “una testa un voto”, secondo il quale i diritti di proprietà sono uguali per tutti, indipendente dall’ammontare di capitale sociale sottoscritto e versato da ciascuno. I soci possono quindi partecipare alle scelte strategiche dell’organizzazione e contribuire allo sviluppo e andamento dell’attività, attraverso i canali di partecipazione previsti dall’organizzazione.
11. Quali sono le garanzie sul prestito?
Non esistono garanzie di enti e soggetti esterni a copertura del prestito sottoscritto dai soci alla cooperativa, proprio perché si tratta, prima di tutto, di un atto di partecipazione del socio stesso all’attività della cooperativa.
La partecipazione ai momenti formali di gestione dell’organizzazione ed ai momenti di incontro e condivisione del progetto tra tutti i soci può essere considerata una garanzia sull’investimento.
12. Il risparmiatore può scegliere la destinazione del proprio prestito?
Sì e no. La gestione del prestito viene adottata in piena autonomia da ciascuna cooperativa, a meno di alcuni vincoli di base posti dalla legislazione italiano in materia.
Il principale vincolo posta dalla legislazione in materia riguarda proprio la destinazione della raccolta di prestito sociale che può essere utilizzata solo ed esclusivamente per i raggiungimento dell’oggetto sociale della cooperativa come definito nello statuto.
Per ciascuno cooperativa, in base all’ampiezza della definizione di oggetto sociale, del livello di evoluzione e raccolta del prestito, e delle necessità finanziarie o di investimenti previsti, è possibile gestire delle campagne periodiche di raccolta destinata ad alcune specifiche necessità. Il caso più comune è la campagna di raccolta di capitale sociale e/o prestito sociale (magari con particolari vincoli) per la ristrutturazione, il rinnovo o l’apertura di un nuovo punto vendita. In questi è la cooperativa che propone ai soci di aderire o aumentare la raccolta per uno specifico progetto.
13. La cooperativa è concorrente di Banca Etica?
No, la cooperativa locale che gestisce una o più botteghe del mondo, anche se attiva nella raccolta di capitale e prestito sociale non può essere considerata una concorrente di Banca Popolare Etica né sul versante raccolta, né sul versante degli investimenti. Le condizioni della raccolta, la finalità della raccolta fanno della Finanza Solidale uno strumento a disposizione delle cooperative del commercio equo e solidale per sostenere concretamente la propria attività. Banca Popolare Etica è un istituto di credito ed offre servizi di raccolta, investimento e finanziamento a soggetti terzi, come previsto dalla legislazione in materia, e nel rispetto di vincoli e criteri definiti nel proprio statuto.
Sia l’apertura di un libretto di risparmio in una delle cooperative del Comes, sia l’affidare i propri risparmi ad uno degli strumenti di investimento di Banca Etica possono essere considerate azioni all’interno del grande mare della Finanza Etica, ma si differenziano per i livelli di partecipazione, coinvolgimento e scambio che sussiste nel primo caso tra cooperativa e socio ed invece tra banca e correntista e/o risparmiatore.
14. Quale rapporto c’è tra la cooperativa ed i produttori?
Dipende dalla cooperativa.
Il consorzio Ctm altromercato importa direttamente dai produttori partner, il principale legame finanziario che sussiste tra centrale e produttori è il pagamento della merce. Nel rispetto dei criteri del comes (IFAT) il Consorzio si impegna prefinanziare ed a pagare alla consegna in magazzino la merce acquistata dai produttori partner. (prefinanziamento e pagamento tempestivo).Il Consorzio è inoltre impegnato sul fronte del Credito ai produttori, non direttamente, ma attraverso la partecipazione al capitale sociale e al prestito obbligazionario di CreSud spa.
Le cooperative locali che gestiscono le BdM possono avere rapporti di importazione diretta con alcuni produttori, e quindi occuparsi di prodotti, prefinanziamenti ed importazione. Oppure aver attivato gemellaggi, il cui contenuto può essere differente da progetto a progetto. Oppure aver attivato rapporti di cooperazione con progetti finanziati da soggetti esterni.
Alcune cooperative hanno inoltre, attivato dei finanziamenti a produttori del comes che possono rientrare a pieno titolo in attività diretta di microcredito.
15. Chi in Italia è attivo nella Finanza Solidale?
In Italia una cinquantina circa di soci del Consorzio si propongono nei loro territori come soggetti attivi della Finanza Solidale, attraverso la raccolta di capitale sociale e di prestito sociale. Su questo sito puoi trovare le botteghe impegnate nella Finanza Solidale.
16. Il socio può chiedere il rimborso del prestito in ogni momento?
Dipende, ogni cooperativa ha definito un proprio Regolamento di gestione del Prestito Sociale, le condizioni economiche e di gestione sono contenute in questo documento e sono esplicitate nel Foglio Informativo Analitico che dovrebbe essere esposto nei luoghi adibiti alla raccolta.
17. Cos’è il microcredito?
Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico, che permette alle persone in situazione di povertà ed emarginazione di aver accesso a servizi finanziari. Secondo i dati dell’UNDP – United Nations Development Program (il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite), il 20% più ricco della popolazione mondiale ottiene il 95% del credito complessivamente erogato nel mondo. Nei Paesi in via di sviluppo, milioni di famiglie vivono con il reddito delle loro piccole attività economiche rurali ed urbane, nell’ambito di quella che è stata definita come economia informale. La difficoltà di accedere al prestito bancario, a causa dell’inadeguatezza o assenza di garanzie reali e delle dimensioni delle microattività, ritenute troppo ridotte dalle banche tradizionali, non consente alle microimprese di svilupparsi o di liberarsi dai forti vincoli dell’usura. I programmi di microcredito propongono alternative soluzioni per queste microattività economiche (agricolture, allevamento, produzione e commercio/servizi), pianificando l’erogazione di piccoli prestiti a microimprenditori o gruppi di questi che hanno forte necessità di risorse finanziarie, per avviare o sviluppare progetti di auto-impiego. L’incremento di reddito che ne deriva porta a migliorare le condizioni di vita dei loro nuclei famigliari, determinando contemporaneamente un impatto significativo a livello comunitario. Avendo come target di riferimento i poveri, i programmi di microcredito molto spesso prevedono, oltre a servizi di carattere finanziario, anche una combinazione di servizi di supporto alla microimpresa, come: formazione tecnica e gestionale; creazione di reti commerciali; condizioni per la raccolta di risparmio. In modo più appropriato questi programmi assumono la denominazione di progetti di microfinanza (definizione presa da http://www.utopie.it).
18. Le organizzazioni italiane di commercio equo fanno microcredito ai produttori?
Il Consorzio Ctm altromercato non fa direttamente microcredito ai produttori, poiché non è un’attività prevista dal proprio statuto e non è un’organizzazione con le caratteristiche per fare attività di credito. Riconoscendo però un alto valore all’attività di Credito con i Produttori Partner si avvale della collaborazione di CreSud spa, al fine di poter intervenire con efficacia in progetti di finanziamento dello sviluppo.
Alcune Botteghe del Mondo hanno avviato progetti diretti di Microcredito con alcuni produttori del Sud del Mondo in collaborazione con Altromercato e CreSud spa.
Approfondimento: il progetto banquito AjQuen >>
19. Perché il Consorzio si appoggia ad una società privata per finanziare i produttori?
Il consorzio Ctm altromercato è una società che svolge attività commerciale, seppure con attenzione e criteri differenti da quelle che si propongono sul mercato tradizionale. Per svolgere attività finanziaria di raccolta e credito la legislazione italiana è molto rigida e definisce caratteristiche e requisiti delle società finanziarie, che il Consorzio si trova nella condizione di non poter assolvere. Inoltre le competenza sviluppate da Altromercato negli anni non coprono questo ambito di lavoro, per questo il Consorzio ha fatto la scelta di appoggiarsi ad una società qualificata, secondo tutte le normative in materia e con competenze e capacità sviluppate sullo specifico settore, e con la quale condivide le finalità del lavoro. CreSud spa è diventato il partner preferenziale per l’attività di credito e microcredito con Produttori del Sud del Mondo. La vicinanza nella missione e nelle finalità tra CreSud e Altromercato è confermata dalla partecipazione al Capitale sociale di CreSud da parte del Consorzio Altromercato, che ha portato anche ad un rappresentante in CdA, e di altre cooperative socie del Consorzio, portando a circa il 40% del totale del capitale sociale, la partecipazione delle organizzazioni di Comes.
20. Chi è il proprietario di CreSud spa?
Soci proprietari di CreSud sono un gruppo di persone fisiche, cooperative e associazioni operanti nei settori del microcredito e del Commercio Equo e Solidale. Tra essi Microcredit Coop, Altromercato, alcune Botteghe del Mondo socie di Altromercato (Chico Mendes, Mandacarù, Nuova Solidarietà), e il CIPSI, consorzio di ong di cooperazione allo sviluppo.
Il Consiglio di Amministrazione di CreSud, in carica fino al 15 maggio 2009, è così composto: Andrea Berrini (Presidente e socio fondatore), Matteo Zagaria (Amministratore Delegato), Marco Perotta (rappresentante MicrocreditCoop), Carlo Brugnoli (Responsabile finanziario di Ctm altromercato), Guido Barbera (Presidente CIPSI).
21. Perché un’organizzazione di commercio equo può raccogliere risparmio?
La legislazione italiana permette alle cooperative di raccogliere prestito tra i propri soci, all’interno di alcuni limiti e nel rispetto della normativa in materia. In generale tutte le cooperative italiane possono attivarsi nella raccolta, comprese le BdM. Tale possibilità però non è riconosciuta alle associazioni, quindi le Botteghe del Mondo che sono associazioni, poiché non è previsto dalla normativa, non possono fare raccolta di prestito sociale.
22. Perché un’organizzazione di Comes ha bisogno di proporsi nella finanza solidale?
Le esigenze finanziarie di una cooperativa del commercio equo e solidale sono paragonabili a quelle di una normale impresa, e si possono suddividere in:
- breve termine, destinate a supportare l’ordinaria attività d’impresa;
- lungo termine, destinate alla realizzazione di progetti di sviluppo.
Le regole internazionali del Fair Trade riconoscono nella certezza dei tempi certi d’incasso uno dei criteri qualificanti del Commercio Equo e Solidale, poiché permette ai gruppi di produttori di programmare, organizzare e gestire il lavoro e le attività con sicurezza rispetto alle risorse che hanno, e avranno, a disposizione.
Assicurare ai produttori il prefinanziamento ed il pagamento tempestivo impegna finanziariamente il Consorzio per un periodo lungo, rispetto agli standard del commercio all’ingrosso. I prodotti che arrivano sugli scaffali delle Botteghe del Mondo sono già stati interamente pagati ai produttori (del prodotto finito o della materia prima), con mesi di anticipo rispetto a quando il Consorzio ne riceverà il pagamento dai propri soci e dai clienti.
Dal punto di vista del Consorzio significa avere risorse immobilizzate in merce presso i nostri magazzini, risorse che diventano di nuovo liquide solo dopo la vendita ai clienti e l’incasso delle relative fatture di vendita.
Per sostenere questo processo, così fondamentale per la sostenibilità e lo sviluppo dei produttori partner, Altromercato chiede prima di tutto ai propri soci, che condividono il progetto del comes, di divenire soggetti attivi nell’ambito della finanza eticamente orientata, e sostenere così, attraverso la raccolta di prestito dai propri soci l’attività d’importazione del consorzio Ctm altromercato.
23. Cos’è il prefinanziamento ai produttori?
Nel normale circuito finanziario, la presenza di garanzie è condizione necessaria per l’erogazione di un prestito. Nel commercio equo la conoscenza e la continuità del rapporto commerciale con i produttori è condizione sufficiente per consentire l’erogazione del prefinanziamento che, come strumento di credito commerciale, non soggetto al pagamento di un tasso di interesse, permette ai produttori di acquistare le materie prime, le sementi o gli altri materiali necessari alla produzione ed in molti casi permette loro di sottrarsi all’usura. Il pagamento, inoltre, del prefinanziamento e del saldo a date stabilite permette ai produttori di avere certezze nei tempi di incasso.
Il meccanismo finanziario di un’organizzazione del commercio equo e solidale è la seguente:
24. Cos’è Banquito?
Per il consorzio Ctm altromercato la relazione con i produttori non si limita alla certezza dei tempi d’incasso delle forniture di merce e alla stabilità della relazione commerciale, ma prevede anche un’attività di cooperazione allo sviluppo secondo le seguenti linee operative:
- consolidamento della capacità produttive;
- miglioramento della qualità dei prodotti;
- sviluppo di nuovi prodotti.
Per realizzare queste attività sono necessari investimenti di lungo periodo, con Banquito il consorzio propone uno strumento per dare credito e microcredito ai produttori partner che hanno volontà e necessità di avviare processi di crescita e sviluppo.
Attivarsi nella Finanza Solidale vuol dire mettere a disposizione risorse per rispondere alle necessità finanziarie dei produttori, direttamente come consorzio o attraverso il coinvolgimento e la responsabilizzazione delle Botteghe del Mondo socie.
Per lo svolgimento di questa attività il Altromercato si avvale della collaborazione di partner esterni qualificati, con i quali sussiste una forte integrazione a livello di obiettivi e modalità di lavoro, poiché il Consorzio non è autorizzato a svolgere attività di credito.
25. Perché per versare risparmio bisogna essere soci?
La legislazione italiana in materia di credito è molto rigida e specifica. L’attività di raccolta del risparmio, consistente nell’acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, è vietata a soggetti diversi dalle banche. Nel definire questo, la normativa esclude talune forme di raccolta dalla nozione de raccolta di risparmio tra il pubblico ed elenca le deroghe al citato divieto nei confronti dei soggetti non bancari. Sotto il primo profilo. Non costituisce raccolta del risparmio tra il pubblico la ricezione di fondi effettuata presso specifiche categorie di soggetti individuate in ragione di rapporti societari e di lavoro.
Così per le cooperative è permessa la raccolta di risparmio solo ed esclusivamente tra i soci, in deroga alla normativa, in virtù del rapporto societario esistente tra persone fisica e/o giuridica ed impresa. Ogni altra possibilità di raccolta di prestito tra soggetti non soci è inquadrata come raccolta di risparmio tra il pubblico in violazione delle prescrizioni normative ed è sanzionata penalmente dalle norme sull’abusivismo bancario.
26. Da quanti anni esiste la Finanza Solidale?
Fin dalle sue origini la cooperativa CTM ha avuto necessità di avere fonti finanziarie adeguate alle proprie necessità, legate fin da principio al prefinanziamento ei produttori e al rispetto del principio dei tempi certi di pagamento. A questa esposizione doveva corrispondere, per garantire sicurezza stabilità alla vita delle cooperativa, un capitale “di sicurezza”.Rivolgersi alle banche non poteva costituire una soluzione almeno per due motivi, entrambi importanti. Primo, Ctm non era presentabile come soggetto in grado di produrre garanzie economiche. Secondo, probabilmente anche più importante del primo, la scelta etica di voler sperimentare altro, prima nel commercio e poi nella finanza. La scelta fu da subito quella di chiedere ai propri soci di sostenere anche finanziariamente, attraverso la raccolta di capitale e di prestito sociale, l’attività della cooperativa. Per molte Botteghe del Mondo socie della cooperativa CTM, l’attività di Finanza Solidale divenne da principio, insieme alla vendita dei prodotti, la proposta forte in campo finanziario per i propri soci e per sostenere la crescita del movimento del Commercio Equo.
Sono più di 20 anni che in Italia le Botteghe del Mondo propongono ai loro soci, persone fisiche, di investire i loro risparmio in capitale sociale e prestito sociale per sostenere lo sviluppo e la crescita di tutti gli attori del Fair Trade italiano.
27. Quante cooperative fanno raccolta di risparmio e capitale sociale?
Le botteghe del Mondo socie di Altromercato, impegnate nella raccolta di capitale e prestito sociale sono circa 50 all’inizio del 2008, ed alcune cooperative stanno predisponendo in questi mesi la documentazione per avvivare l’attività nel corso dell’anno.
Puoi visionare le cooperative coinvolte su questo sito.
28. Sono socio di un'associazione, possiamo fare la raccolta di prestito?
No. Le legislazione prevede che solo le società possano raccogliere risparmio presso i soci, secondo quanto previsto dalla normativa, e se previsto dallo statuto della società. L’associazione è una forma aggregativa che non rientra nella qualifica di società e quindi non può effettuare raccolta di prestito tra i soci.
29. Un socio può aprire un libretto di risparmio a nome del figlio?
Possono diventare soci prestatori i soci iscritti al libro sociale della cooperativa da almeno tre mesi. In base a questa indicazione la persona titolare del libretto deve avere tutti i requisiti per essere prima ammesso come socio. Nel caso delle cooperative non sono ammessi soci minorenni a meno che non sia esplicitamente previsto nello statuto con indicazione dei diritti della loro soggettività.
Per ovviare a questa disposizione alcune cooperative del fair trade aprono ai genitori un deposito a nome loro accompagnato da una comunicazione che ne esplicita la destinazione al figlio, quando il figlio sarà maggiorenne diventando socio della cooperativa può diventare socio prestatore a tutti gli effetti e con modalità concordate tra genitori e cooperativa assumere la titolarità del prestito.
30. Posso dedurre il prestito dalla dichiarazione dei redditi?
No, il prestito non è in alcun modo assimilabile alle liberalità.