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Cacao e cioccolato tra storia e leggenda

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Interno di una cabossa di cacao Interno di una cabossa di cacao
 

La leggenda

È una leggenda azteca a voler svelare le origini della pianta del cacao. Essa narra che un giovane scudiero in partenza per la guerra, in difesa dei confini dell’impero, lasciò il suo tesoro alla sua sposa, una principessa, affinchè lo custodisse fino al suo rientro. All’arrivo dei nemici, interessati al tesoro, la principessa innamorata, nonostante le minacce, scelse di non rivelare il segreto e per vendetta fu uccisa. Dal suo sangue nacque una pianta i cui semi erano amari come le sue sofferenze, forti come la sua virtù e rossi come il sangue: era la pianta del cacao.

La storia

I primi semi di cacao, gli stessi che nei secoli acquistarono importanza gastronomica, sociale, religiosa ed economica in entrambe le sponde dell’Atlantico, trovano origine in Messico. Le prime notizie sul suo uso vanno ritrovate negli scritti Maya: il cacao non solo veniva sfruttato in quanto alimento energetico in grado di alleviare le fatiche, ma era utilizzato soprattutto come moneta di scambio ed era anche protagonista delle usanze funebri.
Nel 1500 a.C. furono gli Olmechi a battezzare "Xocolatl" la bevanda che derivava dalla pianta kakawa.
Nel 1502 Cristoforo Colombo si imbattè in un’imbarcazione che trasportava cacao, ma non gli diede molta importanza. Fu invece con Hernàn Cortès, tra il 1540 e il 1550, che gli Occidentali iniziarono ad importarlo in Europa: il primo sacco di cacao arrivò in Spagna nel 1585, mentre in Italia il "cibo degli dei" approdò solo nel 1606.
Le sue virtù, accompagnate al suo sapore particolare, portarono alla sua veloce diffusione in tutta Europa. Inizialmente il consumo della bevanda derivante dal cacao era destinato ad una piccola elitè, ma con la rivoluzione industriale fu presto accessibile anche a tutta la popolazione. Le prime fabbriche su larga scala nacquero in Francia (1776) e in Olanda (1815), e alla fine dell'Ottocento Lindt inventò il "concaggio", dando il via alla produzione del cioccolato così come lo conosciamo (e mangiamo!) oggi.

La poesia

«Il cioccolato è divino, morbido, sensuale, profondo.
Nero, sontuoso, gratificante, potente, denso, cremoso, seducente, suggestivo, ricco, espressivo, setoso, liscio, lussurioso, celestiale.
Il cioccolato è rovina, felicità, piacere, amore, estasi, fantasia…
Il cioccolato ci rende cattivi, colpevoli, peccatori, chic, felici...
»

Elaine Sherman
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Ultima modifica 17/09/2008 15:31
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