“In più di trent’anni, ma soprattutto nell’ultimo periodo, il commercio equo ha dimostrato, partendo dal nulla, che è possibile inserirsi con concetti radicalmente nuovi e diversi nel panorama degli scambi internazionali”.
Il libro
In questi anni il commercio equo ha vissuto una crescita molto rapida che pone nuovi interrogativi sulle scelte importanti da prendere e necessita una riflessione sui rischi che il movimento si trova ad affrontare.
Gli ultimi trent'anni sono stati una fucina di proposte alternative, nuovi sviluppi e innovazioni, che hanno portato il commercio equo ad allargarsi verso nuovi fronti e nel suo piccolo, in questi anni ha dimostrato che è possibile mettere in piedi filiere produttive fra Nord e Sud del mondo in cui i diversi soggetti - produttori, importatori, consumatori - possono avere rapporti tendenzialmente paritari, basati sul reciproco rispetto, pur nelle grandi diversità che esistono fra Nord e Sud del mondo. Un processo di maturazione che ha portato gli addetti ai lavori a interrogarsi spesso sulle strade da intraprendere, sulle forme e sulla partecipazione di tutti i soggetti coinvolti perchè quello del fair trade, ricorda l'autore, è una complessa catena in cui ogni anello è importante.
Il testo offre un quadro dello sviluppo del movimento del commercio equo all'alba del nuovo millennio: l'espansione degli ultimi anni, la capacità di avvicinarsi a prodotti come la banana e i jeans, il cui mercato è ampiamente dominato da poche multinazionali e proporre quindi un'alternativa concreta, l'entrata in scena dei marchi, l'ingresso in nuovi canali come la ristorazione e la collaborazione con realtà diverse come nel caso della finanza.
La crescita degli ultimi anni porta il rischio reale di cadere in contraddizioni e derive, si teme di venir fagocitati dalle grandi multinazionali o di essere travolti dal mercato. Allo stesso tempo però c'è bisogno di ampliare le proprie reti, dare il giusto riscontro alle competenze accumulate negli anni, iniziare nuove collaborazioni con enti impegnati in aree simili, uscire dal proprio isolamento e portare avanti la sfida etica di un commercio alternativo che sia capace di avvicinare produttori e consumatori basato sul rispetto dei diritti, equità negli scambi e tutela delle risorse. Il commercio equo ci sta dicendo che è possibile non solo immaginare ma anche cominciare a costruire qualcosa di radicalmente diverso.
Gli autori
Lorenzo Guadagnucci è giornalista al Quotidiano Nazionale (Resto del Carlino-La Nazione-Il Giorno) dal 1990. Ha lavorato in cronache locali (Ancona, Trieste, Forlì) e alla redazione centrale nei settori dell'attualità, dell'economia e degli esteri. Collabora con Altreconomia e Carta. Ha scritto con Il nuovo mutualismo" e nel 2008 è uscito il suo libro-intervista a Francesco Gesualdi "Dalla parte sbagliata del mondo".
Fabio Gavelli è giornalista per "Il Resto del Carlino" e collabora ai mensili "Altreconomia" e "Una Città".
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