Agosto 08 - Aggiornamenti sul cous cous di Gerico
AGOSTO 2008 - Il cous cous palestinese torna nelle botteghe. Non, per ora, quello proveniente dalla striscia di Gaza, che continua ad essere sotto assedio, ma quello prodotto dalle cooperative di donne di Gerico.
Irene Panighetti Ghidinelli, giornalista free lance di Brescia vicina al commercio equo e solidale, che ha svolto un periodo di collaborazione presso PARC, ha inviato un breve aggiornamento.
È mancato per qualche tempo dalle botteghe, ma ora il cous cous palestinese torna in Italia, un prodotto "made in Palestine" che significa anche riconoscimento politico per questo popolo.
La farina viene portata da Jenin alle cooperative di donne di Gerico, che dall’ultima mia visita si sono ulteriormente sviluppate e specializzate: ora sono 60 le donne che vi lavorano, mentre prima erano 16, quasi tutte provenienti dal campo profughi nei pressi di Gerico, per le quali questo lavoro rappresenta, oltre che sicurezza alimentare, dignità e autostima. Ce lo aveva spiegato la presidentessa della cooperativa, Helen Abu Al Hayja, quando, al nostro primo incontro, dichiarò: “da quando ho iniziato a lavorare per il commercio equo e ad avere entrate posso contribuire ai costi della vita della mia famiglia, e quindi sono più rispettata dalla gente del campo profughi e la mia autostima è ben più alta”. Helen dimostra anche questa volta quanto questo lavoro sia importante per lei: la troviamo con camice bianco e guanti in cooperativa appena 10 giorni dopo il parto del suo secondo figlio: “oggi non potevo mancare, è un giorno importante per la pianificazione del lavoro dei prossimi mesi”, afferma con un sorriso. È grazie a passioni come questa, oltre che al sostegno del PARC e dei partner stranieri come Ctm altromercato, che oggi riusciamo ad avere ancora il cous cous palestinese sulle nostre tavole. Infatti la situazione delle cooperative di Gaza, che inizialmente producevano cous cous per PARC, non è purtroppo cambiata: la Striscia di Gaza è ancora assediata dall’embargo israeliano, che non permette l’ingresso né l’uscita di merci o persone, in palese violazione del diritto internazionale.
Le lavoratrici delle cooperative di Gaza non possono quindi lavorare, e, di conseguenza, soddisfare ai bisogni di oltre 200 famiglie come accadeva prima, quando la cooperativa esportava 100 tonnellate di cous cous, dirette ad altre associazioni del commercio equo e solidale in Europa, e anche a Ctm altromercato, in Italia. È per questo criminale assedio che il cous cous palestinese era scomparso dalle botteghe del commercio equo e solidale, ma ora ritorna, grazie alle strategie commerciali di PARC e al lavoro delle cooperative di Gerico, sorte in sostituzione di quelle di Gaza.
Comprare il loro prodotto è quindi anche un gesto di sostegno concreto ai Palestinesi, che, in particolare in questo caso le donne, sono riusciti a mettere in campo tutta la loro forza per far arrivare a noi il cous cous, sperando di ricevere in cambio un concreto aiuto nella lotta per la fine dell’assedio a Gaza e dell’occupazione israeliana in generale.
da Gerico
Irene Panighetti Ghidinelli
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SOSTIENI LE DONNE DI GAZA Da oltre 10 anni Ctm altromercato acquista cous cous dalle donne di Gaza tramite PARC, un'importante ONG palestinese, impegnata nel sostegno alla produzione agricola. A causa dello scontro tra Hamas e l’esercito israeliano, la Striscia di Gaza è attualmente isolata: i traffici commerciali sono sospesi e mancano acqua, energia, comunicazioni e cibo. In questa situazione, è impossibile importare cous cous dalle cooperative di donne della Striscia. Per non lasciarle sole, in attesa che gli acquisti riprendano, Ctm propone un intervento diretto tramite donazioni, che prevede l’acquisto a prezzi equi di derrate alimentari prodotte da contadini palestinesi, da distribuire alle famiglie più colpite. |