Il Cile
La storia del Cile è fatta di una serie di conflitti sia sul piano esterno, con Bolivia e Perù a causa dei confini territoriali, che su quello interno. Nel 1970 venne eletto Salvador Allende il candidato delle sinistre, il quale ha attuato una serie di riforme economiche introducendo il controllo statale su vari settori dell’economia, una politica di ridistribuzione dei redditi e la riforma agraria.
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Questo portò il Cile ad avvicinarsi ai paesi socialisti. Nel 1973 il governo venne rovesciato dal sanguinoso colpo di stato del generale Pinochet. Il nuovo governo militare ridusse drasticamente l’intervento diretto nel settore economico ponendo fine al sistema delle nazionalizzazioni. Dopo la dittatura, finita nel 1988 il paese ha tentato la strada dell’ammodernamento e della democratizzazione. Oggi il Cile è una delle potenze industriali più significative dell’America latina, oltre che il leader nel settore della produzione mineraria. A paragone di altri stati sudamericani la popolazione del Cile presenta caratteristiche di discreta omogeneità. E’ infatti costituita per il 91,6 % dai meticci, gli amerindi, che abitano in prevalenza in regioni meridionali, costituiscono una esigua minoranza (6,8%). La lingua ufficiale è lo spagnolo. La religione più diffusa è quella cattolica, a cui si affianca una consistente minoranza di protestanti, mentre gli Indios, in piccole parti, praticano riti animisti. |
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