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Come introdurre il commercio equo e solidale negli acquisti pubblici


Inserimento dei prodotti

Ad oggi gli acquisti delle Pubbliche Amministrazioni vengono regolamentati in Europa da quattro Direttive. Recentemente è stata adottata una nuova Direttiva in data 30 aprile 2004:

  • Direttiva 2004/18/EC del Parlamento d’Europa e del Consiglio, che ha come obiettivo la regolamentazione degli acquisti pubblici in materia di coordinamento delle procedure per l’assegnazione di contratti pubblici di servizi o di prodotti.

Questa Direttiva dovrebbe essere attuata a livello dei singoli Paesi attraverso appositi regolamenti, ma lascia la possibilità alle amministrazioni pubbliche di inserire criteri etici e sociali nei propri capitolati d’appalto.

In particolare, la modalità scelta in Italia da oltre 50 pubbliche amministrazioni è stata quella di intervenire all’atto della formulazione dei capitolati di gara stabilendo i parametri contrattuali che il prodotto/servizio deve rispettare. Si agisce cioè sulle specifiche tecniche previste nei contratti, descritte così nell’allegato VI della Direttiva:
[…] le specifiche contenute in un documento, che definiscono le caratteristiche richieste di un prodotto o di un servizio, quali i livelli di qualità, i livelli della prestazione ambientale, la concezione che tenga conto di tutte le esigenze (ivi compresa l'accessibilità per i disabili) la valutazione della conformità, la proprietà d'uso, l’uso del prodotto, la sua sicurezza o le sue dimensioni, ivi compresi le prescrizioni applicabili al prodotto per quanto riguarda la denominazione di vendita, la terminologia, i simboli, le prove e i metodi di prova, l’imballaggio, la marcatura e l’etichettatura, le istruzioni per l'uso, i processi e i metodi di produzione, nonché le procedure di valutazione della conformità.

Esempi di capitolati

Per facilità di spiegazione evidenziamo in sintesi di seguito le caratteristiche tecniche inserite all’interno del capitolato d’appalto per la ristorazione scolastica del Comune di Roma (Settembre 2004-Giugno 2007) che hanno permesso la diffusione delle banane e del cioccolato del commercio equo e solidale agli oltre 140.000 studenti delle mense.
• Art. 40 “Caratteristiche tecniche riferite alle derrate alimentari” Punto C) Una volta alla settimana come frutta o pranzo deve essere somministrata la banana proveniente dal circuito del commercio equo e solidale.
• Art. 4 “Criterio di aggiudicazione” Punto H) Prodotti offerti provenienti da Aziende appartenenti al circuito del commercio equo e solidale.

Anche nel Bando della ristorazione scolastica del Comune di Genova (Settembre 2005-Agosto 2008) vengono definite le caratteristiche del prodotto sia esso obbligatorio o facoltativo.
• Art. 21 “Modalità relative all’aggiudicazione”
Punto B2 – elementi migliorativi:
Ulteriore impiego di prodotti alimentari di produzione controllata: di filiera tracciata, biologica, lotta integrata, a marchio IGP -DOP - STG, Commercio Equo e Solidale, altro, con indicazione della periodicità di somministrazione e dimensione dell’utenza e numero prodotti.
• Art. 42 - Utilizzo di prodotti biologici, a lotta integrata, tipici e tradizionali, del Commercio
Equo e Solidale, carni bovine a filiera tracciata e/o filiera certificata.

Ovviamente l’introduzione dei criteri sopra descritti non sono in contrasto con le norme che regolano gli acquisti pubblici a livello europeo, ed in particolare rispetto ai principi di uguale trattamento, di non discriminazione, di mutuo riconoscimento, di proporzionalità e trasparenza nel rispetto alla garanzia del pari accesso di tutti i potenziali offerenti.

È opportuno che il capitolato d’appalto preveda il riferimento ai criteri dei definizione del Fair Trade previsti dalla Risoluzione del Parlamento Europeo 2/7/98 A4-198/98 inserendo una dicitura simile a:
[…] Tutte le organizzazioni e tutti i produttori appartenenti al circuito equo e solidale, che hanno le caratteristiche previste dalla Mozione del Parlamento Europeo del 02/07/98 A4-198/98 e dalla Comunicazione n.4 della Commissione al Consiglio Europeo del 29/11/99 – COM 1999/619, sono da intendersi idonee.

Aree d’acquisto interessate

  • Ristorazione (mense scolastiche, mense per dipendenti..)
  • Distributori automatici
  • Catering (Coffee break e rinfreschi)
  • Regalistica e gadget (Convegni, festività)

Esempi di prodotti che possono essere introdotti

  • Nella Ristorazione: banane, cioccolato, quinoa, cous cous, biscotti...
  • Nei Distributori automatici: bevande calde, bibite, snack
  • Nel Catering: coffee break
  • Nella Regalistica: cesti di artigianato ed alimentari

Inserimento di attività di sensibilizzazione

È infine possibile inserire nei capitolati d’appalto un supporto formativo all’inserimento del prodotto equo e solidale, utilizzando ad esempio la formulazione prevista nel bando emesso dal Comune di Settimo Torinese:
• Fornitura di prodotti provenienti dal commercio equo e solidale; realizzazione di una campagna di sensibilizzazione, destinata agli utenti del servizio, sul consumo di tali produzioni.


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Ultima modifica 13/11/2007 13:51
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