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Altromercato - Notizie - Mangia e Bevi

Le nostre banane equosolidali

Altromercato vuole cogliere l’occasione dell’articolo “Chi paga il costo per le banane equosolidali” di Stefano Liberti, pubblicato su Internazionale il 22 maggio 2017 e centrato sulla realtà della Repubblica Dominicana, per fornire informazioni sulla filiera delle banane di Altromercato, gestita dalla società partecipata Ctm Agrofair.

Come Altromercato crediamo sia importante intervenire con una nostra comunicazione sebbene dal 2016 non siano presenti tra le nostre referenze banane con questa origine, perché a causa delle diverse tempeste tropicali che hanno colpito la zona di produzione si è dovuto far fronte ad una drastica riduzione nella produzione. Dal 2017 le banane bio Altromercato - importate dalla società partecipata Ctm Agrofair -  provengono da filiere validate del Perù (Asoc. Valle del Chira e Asoc. de Pequenos Productores Banano Organico) e dell’Ecuador (Asociacion de Pequenos Productores Bananeros El Guabo).

Ci preme raccontare qualcosa di più su come abbiamo lavorato in Repubblica Domenicana, anche perché i temi sollevati sono di grande rilevanza e ci stanno a cuore da sempre.

Negli anni in cui si è lavorato in quell'area abbiamo avviato una selezione di produttori certificati Fairtrade che rispettassero anche i protocolli di valutazione di Altromercato. Dal 2014 le banane Altromercato origine Repubblica Dominicana sono state fornite dapprima da Banama e poi da Fruecodom. Per quanto concerne il prezzo Fairtrade per le banane biologiche della Repubblica Dominicana, Ctm Agrofair nel 2016 ha pagato 14.60 usd/cartone più 1 usd/cartone di premio benché il minimo stabilito dall’ente di certificazione sia di 13.50 usd/cartone[1] più 1 usd/cartone di premio (il prezzo non è 9.60 usd/cartone come erroneamente riportato nell’articolo[2]).

A seguito della visita ispettiva effettuata dal Comitato Progetti di Altromercato nel 2016, risultava come i salari pagati ai lavoratori fossero “sensibilmente maggiori” al minimo legale di circa 6.000 pesos [3], con valori che su base mensile arrivavano a quasi 11.000 pesos e quindi vicini al valore obiettivo di “salario degno” [4].

Inoltre, se la legislazione nazionale prevede un massimo di 48 ore lavorative la settimana, e di 10 ore al giorno, i produttori delle filiere Altromercato applicano un orario ridotto di 8 ore al giorno.  È risultato che i produttori delle filiere Altromercato in Repubblica Domenicana forniscono ai lavoratori haitiani, a spese proprie, i seguenti servizi: colazione e pranzo, trasporto dalla dimora al luogo di lavoro e viceversa, servizio di primo aiuto infermieristico e assistenza per le procedure di regolarizzazione.

I contratti con i lavoratori, redatti sia in spagnolo che in Criollo, in modo da essere chiari e comprensibili anche per i lavoratori haitiani, prevedono esplicitamente la possibilità e la libertà da parte dei lavoratori di associarsi per avanzare le proprie rivendicazioni di tipo sindacale, nonché la libertà di formare comitati dei lavoratori. Dalle interviste realizzate durante la visita ispettiva è stato possibile verificare che l’assemblea dei lavoratori aveva provveduto a nominare un proprio organismo di rappresentanza, attivo ed utilizzato dai lavoratori per comunicare le proprie istanze.

Queste sono le verifiche che abbiamo realizzato con i nostri partner produttori e che testimoniano il nostro impegno.

L’attenzione sui temi del salario degno e dei lavoratori haitiani deve continuare a restare massima, ed è per questo che Altromercato ha sostenuto fortemente la campagna internazionale “Make Fruit Fair! promossa in Italia dalla ong GVC – Gruppo di Volontariato Civile, nata nel contesto della rete Euroban di cui siamo soci ed al cui interno si è realizzata la missione di Stefano Liberti da cui ha origine l’inchiesta.

Vi segnaliamo infine che anche l’ente di certificazione Fairtrade Italia ha provveduto a dare un proprio riscontro, reperibile al link:

http://www.fairtrade.it/news/internazionale-risposte-fairtrade.

Stefano Liberti sarà anche nostro ospite in occasione di Altromercato Campus, il prossimo 10 giugno a Verona.


[1] 18.14 kg minimo garantito per frutta matura

[2] https://www.fairtrade.net/standards/price-and-premium-info.html

[3] Nel 2016 il salario minimo legale per il lavoratore agricolo era di 270 pesos/giorno, 5.577 pesos/mese

[4] Uno studio condotto da Fairtrade International definisce in circa 11.900 pesos il salario degno per lavoratori agricoli in Repubblica Dominicana, ovvero il salario che permette non solo di vivere al di fuori della soglia di povertà, ma anche di “vivere una vita considerata socialmente accettabile”, includendo il diritto all’abitazione, l’accesso all’acqua, l’educazione, la cura, il vestiario ed altre beni essenziali per coprire eventi eccezionali. Fonte Living Wage Report Dominica Republic Executive Summary, consultabile e scaricabile in www.faitrade.net