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Produttrici di BASE, India
Produttrici di BASE, India

LA NOSTRA STORIA

Storie a confronto: il Commercio Equo e Solidale e Altromercato

 

ALTROMERCATO

  • Anni 80: il Commercio Equo e Solidale è poco conosciuto in Italia. Sono attive solo due Botteghe, una a Bressanone e una a Bolzano, che si appoggiano alla rete fair trade d’oltralpe.
  • 1987: nasce una società a nome collettivo fondata da Rudi Dalvai, Heini Grandi e Antonio Vaccaro.
  • 1987: nasce il termine Commercio Equo e Solidale: è Antonio Vaccaro a tradurre così l’espressione inglese fair trade usata fino ad allora. La doppia aggettivazione, che non  esiste nella definizione inglese, intende evidenziare i concetti di giustizia sociale, equità e solidarietà.
  • “La solidarietà senza equità – che implica una relazione sociale – finisce con il trasformarsi in carità. E la carità non produce trasformazione, non cambia lo stato delle cose. D’altra parte l’equità senza la solidarietà ovvero senza la fratellanza diventa un senso astratto di giustizia, una giustizia vuota perché non calata in una dimensione sociale”. Antonio Vaccaro
  • 1988: la società è trasformata in cooperativa con l’acronimo CTM (Cooperazione Terzo Mondo). La Cooperativa è formata da 9 soci (3 lavoratori e 6 Botteghe) e si occupa  d’importazioni dirette e di sviluppo del Commercio Equo e Solidale sul territorio in cui opera.
  • 1988: prima campagna nazionale di promozione e sensibilizzazione del Commercio Equo e Solidale, organizzata da Ctm e Focsiv.
  • 1988: CTM diventa socia di EFTA.
  • 1989: CTM inizia le prime importazioni dirette. Il primo produttore è UCIRI, caffè.

Intervista a Rudi Dalvai, cofondatore di Altromercato

Rudi Dalvai fondatore di Altromercato con H.Grandi e A.Vaccaro

 
  • 1989: CTM è co-fondatore di IFAT (l’attuale WFTO) e fonda CTM Mag.
  • Anni 90: la Cooperativa cresce arrivando a includere 50 Soci. Le Botteghe Altromercato sono 100.
  • 1991: primi progetti di cooperazione internazionale.
  • 1992: campagna nazionale sullo zucchero, “Zucchero Amaro”.
  • 1992: nasce il Comitato Progetti, organo indipendente che ha lo scopo di controllare l’operatività di CTM verso i produttori.
  • 1997: a meno di dieci anni dalla fondazione, CTM prende una decisione storica, non priva di lunghe discussioni interne, e inizia a promuovere i suoi prodotti anche fuori  dalle Botteghe Altromercato, nella Grande Distribuzione Organizzata, nei negozi e nelle catene del biologico.
  • 1998: il 28 giugno CTM compie un altro passo importante. Da Cooperativa si trasforma in Consorzio di Botteghe del Mondo garantendo maggiore partecipazione alle Botteghe ? e una crescita dei servizi per lo sviluppo qualitativo dei Soci. Il Consorzio prende il nome di CTM Altromercato. Il nome Altromercato era già utilizzato come marchio dei prodotti da qualche anno. 
  • 2000: il Consorzio inizia l’importazione e la commercializzazione delle banane.
  • 2004: il Consorzio Altromercato incrementa notevolmente sia il fatturato sia il numero di Soci, che diventano 150. Le Botteghe sono oltre 300.
  • 2004: viene fondata CTM Agrofair Italia S.r.l., una joint-venture tra il Consorzio Altromercato e l’olandese Agrofair Europe.
  • 2006: nascono Inventa S.r.l. Unipersonale e Altromercato Argentina S.A.
  • 2008: Altromercato festeggia i suoi primi 20 anni.
  • 2010: nasce la linea Solidale Italiano Altromercato, che ha l’obiettivo di valorizzare i prodotti realizzati in Italia da cooperative sociali, consorzi e organizzazioni di carattere nazionale attive in aree problematiche del Paese e che lavorano nel rispetto dei princìpi del Commercio Equo e Solidale.
  • 2011: Manduvirà Ltd. (Paraguay) è il primo Produttore del Commercio Equo e Solidale a diventare Socio del Consorzio.
  • 2012: nasce Auteurs du Monde, la linea moda Altromercato.
 

IL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE

  • 1945: nella Carta delle Nazioni Unite del 1945, l'Onu s’impegna a promuovere
  • lo sviluppo mediante la creazione di un organismo ad hoc quale l'UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo).
  • Quest’agenzia è necessaria perché l'eredità del colonialismo ha relegato i paesi del Sud del Mondo a meri produttori di materie prime con scarso valore aggiunto,   economicamente dipendenti da un unico (o pochi) prodotto e che subiscono i bruschi ribassi dei prezzi.
  • 1948: Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
  • “Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia un’esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale”.
  • Anni 50: inizia l’attività di Commercio Equo e Solidale negli Stati Uniti e poi nel Regno Unito, seguiti dal resto d'Europa, in risposta alla crescente consapevolezza dei danni sociali e ambientali causati dalle modalità d’importazione dei paesi industrializzati.
  • 1964: prima convocazione dell’UNCTAD. Una questione da risolvere, secondo gli intenti degli stessi paesi del Sud del Mondo, non con l'ulteriore indebitamento tramite la concessione di aiuti, bensì con il riequilibrio del commercio. Lo slogan che meglio sintetizza il princìpio da applicare è ”Trade not aid”, (commercio non aiuto) ed è utilizzato per la prima volta nella conferenza UNCTAD di Ginevra.
  • 1964: Oxfam UK fonda la prima Alternative Trade Organization (ATO).
  • 1967: in Olanda viene fondata la prima organizzazione fair trade.
  • 1968: nascono in Olanda i Cane Sugar Groups, gruppi di persone attente ai temi dello sviluppo che cominciano a commercializzare lo zucchero di canna con la finalità politica di fare pressione sui paesi industrializzati affinché anche ai prodotti dei paesi del Sud del Mondo sia garantito l’accesso al mercato, con l'obiettivo di veicolare in quei paesi parte della ricchezza concentrata in quelli maggiormente sviluppati.
  • 1969: Sos Wereldhandel apre la ”Third World Shop” di Brekelen cittadina di 14mila abitanti nella provincia di Utrecht, Olanda; la prima Bottega del Commercio Equo e Solidale. Gli olandesi di Sos Wereldhandel sanno che l'aiuto non cambia i rapporti iniqui e non incide sulle cause della miseria. Per questo motivo creano le cosiddette “Botteghe del Mondo” (World Shops, in inglese), con l’obiettivo di sostenere progetti nei paesi in via di sviluppo attraverso la vendita di prodotti artigianali.
  • 1969: le Botteghe del Mondo sono 120 solo in Olanda.
  • 1971: in Bangladesh viene fondata la prima Cooperativa di Commercio Equo e Solidale (Jute Work).
  • 1973: in Olanda viene venduto il primo caffè del Commercio Equo e Solidale.
  • Anni 70: il Commercio Equo e Solidale si sviluppa molto, oltre che in Olanda, anche in Belgio, Germania, Svezia, Gran Bretagna e Svizzera.
  • Nel 1974 arriva in Francia per mezzo della Union des Comités de Jumelage Coopération che risponde all'appello dell'Abbé Pierre a favore del Bangladesh. A Parigi viene aperta la prima Bottega del Mondo francese.
  • Anni 80: il movimento subisce un’accelerazione. Questa volta non sono le ideologie o movimenti a dare un nuovo volto al Commercio Equo e Solidale, ma le conseguenze delle politiche neoliberiste del tempo, che portano al crollo dei prezzi delle materie prime.
  • I piccoli produttori del Sud del Mondo - la cui economia si basa, di solito, su un solo prodotto e una sola coltura come il caffè, il cacao o lo zucchero - sono sul lastrico. La povertà aumenta in tutti i paesi in via di sviluppo. Di fronte a questa situazione, le centrali d'importazione europee capiscono la necessità di trovare altri mercati in cui vendere questi prodotti a un prezzo equo, in modo da aumentare i progetti e il numero di produttori del Sud del Mondo. Si apre dunque la fase commerciale: il Commercio
  • Equo e Solidale si affianca all'economia di mercato, cercando di competere con essa senza snaturare la propria etica e la propria missione.
  • 1989: nasce IFAT (International Federation of Alternative Trade) – oggi WFTO - che raggruppa le centrali d'importazione.
  • 1990: nasce EFTA (European Fair Trade Association).
  • 1994: per la prima volta anche il tè è prodotto e commercializzato secondo gli standard internazionali del Commercio Equo e Solidale.
  • 1996: le banane sono inserite tra i prodotti del Commercio Equo e Solidale in Olanda.
  • 1998: il Parlamento Europeo riconosce il Commercio Equo e Solidale in termini economici e politici.
  • 2000: Garstang, una cittadina nel nord ovest dell’Inghilterra, si dichiara “fair trade town”. Da allora circa 600 comunità in tre continenti hanno lavorato per promuovere il Commercio Equo e Solidale, garantire le vendite e, quindi, assicurare ai produttori continuità e prezzi equi.
  • 2005: la Toscana è la prima regione a dotarsi di una legge sul Commercio
  • Equo e Solidale.
  • 2006: approvata la Risoluzione del Parlamento Europeo sul Commercio Equo e Solidale e lo sviluppo, che riconosce il Commercio Equo e Solidale quale valido strumento di crescita economica per il Sud del Mondo e invita la Commissione Europea ad adottare azioni che lo promuovano sotto diversi punti di vista, da quello educativo a quello fiscale.
  • In Italia, nel corso della XV legislatura, è depositata la prima Proposta di Legge Nazionale sul Commercio Equo e Solidale.
  • 2011: Rudi Dalvai, tra i fondatori di Altromercato, è eletto presidente di WFTO.
  • 2012: è depositata in Parlamento una Proposta di Legge Nazionale sul Commercio Equo e Solidale.
  • Le regioni italiane che si sono dotate di una legge sul Commercio Equo e Solidale sono nove.
 

 
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