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Emergenza Messico

UNIDOS VENCEREMOS. Insieme ricostruiremo.

Il forte terremoto che ha colpito il Messico ha interessato le province di alcuni produttori Altromercato. La situazione più grave è quella di UCIRI, nello stato di Oaxaca, produttore storico di caffè, un simbolo per tutto il Commercio Equo e Solidale. Altromercato si è attivato per sostenere i produttori coinvolti e ha prontamente contattato le Province Autonome di Bolzano e Trento per avviare un progetto di emergenza.

Tutti insieme possiamo fare qualcosa!

Ora più che mai è importante sostenere i produttori del Messico e le loro comunità, acquistando i loro prodotti, i frutti della loro terra. Con il tuo semplice gesto possiamo dare una forte risposta per la rinascita, ci permetterai di mantenere la continuità degli acquisti in futuro.

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La situazione: aggiornamenti

“A volte la nostra Madre Terra si arrabbia molto e chiama attenzione alla sua fragilità. Solo se ci uniamo tutti, possiamo affrontare queste terribili sfide e mitigare le sofferenze delle tante persone coinvolte”. 

Francisco Van der Hoff

Uciri >
Uciri >

Da giorni siamo costantemente in contatto con i produttori messicani, per capire gli effetti del terremoto a breve e lungo termine e per esprimere la solidarietà di Altromercato. La situazione è, purtroppo, in continua evoluzione.

Come già intuivamo dalle prime notizie, la situazione più grave resta quella di Uciri, produttore storico del Commercio Equo e Solidale a livello mondiale di caffè biologico. La sede di Uciri, nello stato di Oaxaca, si trova a pochi chilometri dalla costa, poco distante dall’epicentro del terremoto che ha colpito Chiapas e Oaxaca il 7 settembre. Numerose sono state le scosse nei giorni successivi, più brevi ma comunque intense e terribili.

Francisco van der Hoff, fondatore di Uciri, ci scrive che il terremoto di sabato scorso li ha colpiti nuovamente con grande forza. L’epicentro è stato a Ixtaltepec (dove vive Francisco), che non era stata così colpita nel primo sisma, e ora vi sono moltissimi danni, anche gli uffici e il magazzino di Uciri al momento sono inagibili. Francisco aggiunge: “i disastri naturali come questo terremoto ti fanno sentire la totale impotenza nei confronti delle forze nefaste della nostra terra. A volte la nostra Madre Terra si arrabbia molto e chiama attenzione alla sua fragilità. Solo se ci uniamo tutti, possiamo affrontare queste terribili sfide e mitigare le sofferenze delle tante persone coinvolte”.

Nelle città di Juchitán e Ixtaltepec la situazione è drammatica: ci sono delle vie che sono state totalmente devastate e tutte le abitazioni sono crollate o fortemente danneggiate. Alcune case che non erano state distrutte dalle prime scosse, sono crollate ora. 435 soci di Uciri e altre 350 famiglie sono senza casa. Anche la scuola comunitaria è distrutta. Molte persone vivono per strada e dormono con una coperta, il traffico è nel caos più totale. In ogni momento anche chi ha un tetto deve essere pronto a uscire per strada a causa delle forti e continue repliche del terremoto.

Francisco ci dice che è molto pericoloso e aggiunge: “Manteniamo la calma, almeno cerchiamo. Come dicono i soci: va tutto molto male, ma mais e fagioli ci sono, quest’anno la raccolta è stata buona, ha piovuto parecchio. Adesso però non vogliamo la pioggia. Da due giorni sta piovendo moltissimo con forti fulmini e questo per noi è terribile”.

Ci sono dei villaggi con cui non si riesce ancora a comunicare, soprattutto nella zona di Mixe; i tecnici di Uciri stanno cercando di raggiungerli, sperando che non vi siano ulteriori brutte notizie.

In altri paesi molto colpiti, come San José el Paraíso e Cuatlan, vi sono persone ferite che devono ancora essere trasferite in elicottero al più vicino ospedale, poiché le strade sono completamente distrutte.

Uciri stessa e molte famiglie della zona hanno subito raccolto viveri di prima necessità, coperte e vestiti e organizzato la distribuzione agli abitanti della “sierra” (le zone montagnose vaste e poco collegate con circa 60 villaggi), nonché hanno allestito i “comedores”, dove chi è senza casa può ricevere un piatto caldo. Oltre all’aiuto concreto, stanno “urlando” perché gli abitanti della sierra vengano minimamente aiutati. Il governo è completamente assente nella sierra e si concentra solo sulle cittadine di Juchitán, Ixtaltepec e su Città del Messico.

La cosa più urgente è iniziare con la ricostruzione delle case, e a seguire quella dei cafetales. Dai calcoli di Uciri una casa molto semplice, costituita da una camera e un cucinino (come nelle case tradizionali della zona) costa circa $ 3.500. Uciri acquisterà i materiali per la ricostruzione in forma collettiva, in modo da garantire un certo risparmio ed evitare che i campesinos vengano sfruttati dagli speculatori locali.

Da una prima stima ci vorranno almeno € 150.000 per la ricostruzione e la messa in sicurezza di case, strade e gli altri edifici. Altromercato ha prontamente contattato le Province Autonome di Bolzano e Trento per attivare un progetto di emergenza.

Purtroppo i fondi governativi messicani non saranno sufficienti per la ricostruzione, considerato che un secondo terremoto ha colpito fortemente la zona della capitale.

Nonostante i gravissimi danni alle strade, fortunatamente Uciri è riuscita a far partire il container di caffè pronto per la spedizione verso l’Italia. Questa notizia ci dà speranza e ci fa capire quanto sia importante continuare ad appoggiare l’attività produttiva ora e nei mesi futuri.

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