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Chajul
in lingua maya-ixil significa "unione"
L'Asociación Chajulense Va’l Vaq Quyol ruota attorno ad una serie di attività comunitarie a carattere economico e sociale tese al miglioramento delle condizioni di vita della locale popolazione maya-ixil
Paese: Guatemala
Fondazione: 1988
Persone coinvolte: 2500 soci
Sito Web

Una sola voce contro lo sfruttamento e la guerra

Situata sulle montagne Cuchumatanes nel dipartimento di Quichè, l'Asociación Chajulense Va’l Vaq Quyol ruota attorno ad una serie di attività comunitarie a carattere economico e sociale tese al miglioramento delle condizioni di vita della locale popolazione maya-ixil. Oltre il 90% della popolazione è infatti indigena e mantiene la propria lingua e i coloratissimi abiti caratteristici. L’Asociación Chajulense, il cui nome in lingua maya-ixil significa "l’unione", è stata fondata nel 1988, grazie all’appoggio della chiesa cattolica locale e lavora con numerosi soci in differenti campi impegnandosi a realizzare progetti che sostengano le etnie locali di discendenza Maya affidandosi al forte senso di collettività che le caratterizza, in difesa dalla povertà e dalla violenza dei militari. Purtroppo negli anni della terribile guerra civile che insanguinò il Guatemale (1962-1996), la zona di Chajul fu fortemente colpita e qui avvennero 344 dei 669 massacri perpetrati, soprattutto a danno della popolazione maya-ixil.

Asociación Chajulense in lingua maya-ixil significa "unione"

L’associazione si trova in Guatemala, nella zona settentrionale del dipartimento di El Quiché, e precisamente nel villaggio di San Gaspar Chajul. L’associazione gestisce numerosi microprogetti comunitari intersettoriali, inerenti la produzione di caffé e manufatti tessili . Nel corso degli anni è riuscita a creare, un centro di lavorazione per il caffè, una farmacia di comunità, un laboratorio di tessitura, uno spaccio che distribuisce generi di prima necessità , un mulino per la macina del mais e un centro studio per la conservazione della cultura Ixil.

Il caffè biologico dei Maya

La coltivazione del caffè è tradizionale nella regione da oltre duecento anni, soprattutto nelle zone sui 1200-1300 metri di altitudine, secondo pratiche di rispetto delle risorse e della terra. Si tratta di un caffè considerato tra i migliori del mondo, di qualità arabica al 100%, coltivato secondo i metodi tradizionali, nel rispetto della biodiversità. L’idea di vivere con la terra e la natura, e non sulle sue spalle, è da sempre parte della filosofia Maya, e oggi è valso all’associazione la certificazione biologica del proprio caffé.

Nel 1990, dopo il recupero delle piantagioni distrutte dai militari, è stato costruito un centro di lavorazione per la trasformazione in loco del caffè, chiamato beneficio (dove si rimuove il ‘pergamino’ che avvolge i chicchi, trasformando così il caffè in ‘oro’). Con questa lavorazione, le comunità locali vendono il prodotto direttamente all’estero, liberandosi degli intermediari locali ,che fino al 1989 acquistavano il caffè non lavorato (e cioè con il pergamino) a prezzi bassissimi e sfruttavano le comunità locali. Tutto il percorso del caffè è svolto da uomini, dalla terra fino alla gestione dei macchinari, ma nell'ultima fase il processo manuale di verifica della qualità del chicco è eseguito da gruppi di donne. Sono loro che garantiscono la qualità finale.

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Un modello vincente

L’Asociación Chajulense Va’l Vaq Quyol vuole promuovere e difendere il modello socio-economico della famiglia campesina ixil. L’apporto che è stato dato all’economia locale della zona di Chajul, grazie anche alla collaborazione con il Commercio Equo e Solidale, è notevole: i soci ricevono un prezzo decisamente migliore per il loro caffè, l’associazione li aiuta a rinnovare i “cafetales”- i terreni dove cresce il caffè - con piante più giovani e produttive, i campesinos hanno potuto acquistare altri piccoli appezzamenti e creare dei veri “patio de secado”, zone all’aperto dedicate all’essiccazione naturale del caffè. Anni fa i sacchi di caffè venivano trasportati sulle spalle all’impianto di lavorazione, mentre ora i soci hanno potuto acquistare dei muli.

Porte aperte a nuovi soci

I benefici per le famiglie campesine si vedono a 360°. Le case sono state restaurate, tutti i figli dei contadini vanno a scuola e alcuni di loro hanno frequentato le scuole superiori e l’università, cosa impensabile trent’anni fa in una regione con un alto tasso d’analfabetismo. Le condizioni igienico-sanitarie sono nettamente migliorate e c’è una farmacia comunitaria. Molte donne hanno un lavoro giustamente remunerato. E soprattutto le porte sono aperte a nuovi soci. Il modello dell’Asociación Chajulense è vincente.