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Sabahar
“Vado a lavorare. Vado in un posto dove c’è bisogno di me". Kalemua
Sabahar nasce nel 2004 da Kathy Marshall che, dopo aver lavorato diversi anni per Oxfam Canada occupandosi di cooperazione allo sviluppo, vede la possibilità di dare vita a un nuovo settore in Etiopia: la lavorazione della seta.
Paese: Etiopia
Fondazione: 2004
Persone coinvolte: oltre 50
Sito Web

La tradizione millenaria della seta e il nuovo baco Eri

La seta ha sempre avuto un ruolo fondamentale in Etiopia e già ai tempi del regno di Aksum, alcuni secoli prima di Cristo, la seta veniva importata in grandi quantità da India, Cina e Arabia; veniva conservata in grandi caverne e gli imperatori etiopi regalavano i manufatti in seta agli ospiti più importanti. Benché gli artigiani etiopi avessero sviluppato nei secoli una grande maestria nella filatura e tessitura della seta, la coltivazione della seta, nella varietà “Eri”, è iniziata poco più di dieci anni fa. I bachi da seta Eri si adattano molto favorevolmente al clima etiope e costituiscono un esempio di totale sostenibilità; i bachi si nutrono di foglie di ricino, che crescono abbondanti e spontanee in Etiopia, e sono molto resistenti alle malattie. Ogni due settimane dal bozzolo rinasce la farfalla che depone le uova e il ciclo inizia nuovamente. Sabahar collabora con il Ministero dell’Agricoltura etiope in programmi di formazione per donne che vogliono imparare ad allevare i bachi da seta Eri; Sabahar ha prodotto, ad esempio, un manuale in amarico che spiega come allevare i bachi e nutrirli con foglie di ricino. La speranza è di non dover più importare la seta da India e Uganda, ma di poter utilizzare seta grezza autoctona per tutta la propria produzione!

Le donne filano, gli uomini tessono

In tutta l’Etiopia mamme e nonne insegnano alle bambine a filare il cotone, mentre i bambini imparano la tessitura da nonni e papà. Sono due attività tradizionali, che si tramandano da generazioni, e che garantiscono la conoscenza di tecniche millenarie e il trasferimento di una forte identità culturale e di bellissimi disegni. Sabahar ha capito che è importante preservare questa ricca tradizione, mettendo l’innovazione al servizio degli artigiani. I telai in bamboo sono in parte sostituiti da telai in legno di dimensioni maggiori e al posto del fuso si utilizza l’arcolaio che rende la filatura molto più veloce, e quindi più redditizia. Sabahar vede nella seta e nel cotone autoctoni una grande possibilità perché richiedono molto lavoro manuale e questo consente di dare un lavoro sicuro alle donne e agli uomini che utilizzano i propri introiti per garantire l’educazione e le spese sanitarie ai propri figli. Sabahar aderisce ai dieci principi di commercio equo, è socia Wfto e dà un reddito dignitoso, assistenza medica, un fondo pensione e corsi di formazione ai propri artigiani.

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La tintura e il riscatto dell’Etiopia

L’idea di Sabahar è di creare “prodotti bellissimi che riscattino l’immagine che le persone in tutto il mondo hanno dell’Etiopia”. Scialli e sciarpe coloratissimi e 100% naturali. Sabahar recupera le conoscenze tradizionali e invita le artigiane a sperimentare la tintura con materiali naturali. E’così che la seta assume sfumature uniche grazie al famoso caffè etiope, alle foglie della cipolla, alle bacche di edera, ai fiori di zafferanone o mescalina, alla corteccia di pernambuco o all’insetto cocciniglia. Sono pochi i colori che le artigiane non riescono a realizzare e questi vengono acquistati da una ditta di colori naturali.

Formazione e risparmio per cambiare vita

Sabahar ha notato che spesso gli artigiani sono consci delle proprie abilità manuali ma hanno scarsa capacità di gestire il denaro. Nella cultura etiope si spendono ingenti somme per matrimoni (invitando per le nozze anche tremila persone!) e funerali, mentre non resta denaro per la quotidianità. Sabahar ha promosso un corso di gestione finanziaria in cui si sono analizzate le spese fisse (affitto, vitto, spese mediche, spese per i figli) di una famiglia e si è provato a fare un bilancio familiare secondo le necessità. Inoltre, si è introdotto il concetto di risparmio, utile soprattutto per iniziare una piccola attività. In seguito alla formazione gli artigiani hanno creato un “gruppo di risparmio” a cui i soci versano il cinque per cento del loro stipendio; ci sono precise regole per accedere ai prestiti a condizioni molto più vantaggiose rispetto alle banche (che spesso non considerano i produttori marginalizzati). Il gruppo di risparmio vuole essere un aiuto sia in situazioni difficili (es. malattia di un membro della famiglia) che un incentivo per chi vuole iniziare una nuova attività. In Etiopia non esiste la sanità pubblica e l’assistenza sociale strutturata. Ben vengano le iniziative degli artigiani organizzati.