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Shangrila
Il profumo dell'Himalaya in una tazza di infuso profumato
In una zona remota e incontaminata del Nepal una donna è direttrice di un'impresa sociale, che riunisce oltre 400 famiglie contadine che producono tè e spezie su ripidissimi terreni. Grande attenzione viene posta all'ambiente, all'empowerment delle donne e all'educazione dei figli. Shangrila Agro World è alla costante ricerca di innovazione, nel rispetto della ricca tradizione nepalese.
Paese: Nepal
Fondazione: 2002
Persone coinvolte: oltre 500 contadini e lavoratori
Sito Web

Migliorare la vita delle donne e dei contadini

Tara Banskota è la direttrice di Shangrila Agro World e figlia del fondatore dell'organizzatore, che rimase assai colpito dalle colline del Darjeeling indiano e decise di intraprendere un progetto sperimentale per trasformare la ripidissima zona di Kanchanjangha in Nepal in un giardino del tè. All'inizio venne visto con molto scetticismo dai contadini locali, ma la sua passione e determinazione, nonché i risultati raggiunti, convinsero i contadini a unire i piccoli appezzamenti per migliorare le condizione di vita assai dure in questa zona remota e difficilmente raggiungibile del Nepal. Gli obiettivi iniziali del signor Deepak Prakash Baskota erano di creare opportunità lavorative con un salario dignitoso per le famiglie contadini e migliorare la condizione delle donne, spesso prive di opportunità. Oggi questo è realtà: i contadini hanno un ingresso stabile e l'organizzazione vede tre donne in posizioni chiave: Tara è direttrice e responsabile dell'export, Lobsam è la presidente e Shanta è responsabile del Commercio Equo e Solidale e della Comunicazione. L'80% dei lavoratori nello stabilimento di Kathmandu, dove avviene la lavorazione finale del tè, sono donne.

Sviluppo comunitario sostenibile alle pendici dell'Himalaya

I contadini vivono tra gli 800 e 1.800 metri di altitudine. I terreni sono quasi verticali e c'è voluto molto lavoro per renderli produttivi. Quando il signor Baskota costruì l'impianto di lavorazione del tè a metà degli anni '90, erano rarissimi i gruppi organizzati di contadini che gestivano collettivamente un giardino del tè.  L'organizzazione KTERC (Kanchanjangha Tea Estate & Research Centre ) è uno dei primi esempi in Nepal di contadini uniti nella produzione di tè, che normalmente viene coltivato nelle grandi piantagioni con un unico proprietario. KTERC aiuta i contadini nel supporto tecnico, nel controllo qualità e ha costruito centri di raccolta vicini agli appezzamenti. Inoltre, incoraggia i contadini a coltivare vicino al tè altre colture, sia per l'autoconsumo che per la vendita. Come avviene tradizionalmente i contadini sono molto fieri delle loro spezie: cannella, zenzero, pepe nero, cardamomo e chiodi di garofano, che unite creano un infuso energizzante e antinfiammatorio, sapientemente miscelati come nella medicina ayurvedica.

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Ecologia e istruzione: due parole chiave

I cestini in foglia di bambù, in cui è confezionato l'infuso di spezie Altromercato, sono solo un esempio della grande attenzione che Shangrila riserva all'ambiente. Per arricchire il suolo sono stati piantate diverse piante (bakaino, vertiver, asuro, khirro), mentre per i lavoratori provenienti da un'altra zona del Nepal c'è il progetto Eco-friendly houses. Le case ecologiche sono costruite esclusivamente con materiali locali, argilla e pietre, hanno un orto per ogni famiglia e soprattutto un forno sicuro in pietra che non affumichi la casa, problema molto diffuso nei villaggi. Altro progetto interessante è il Cow bank project, 150 mucche sono state distribuite ai contadini che possono vendere al mercato il latte. Quando le mucche danno alla luce un vitellino, questo viene dato all'associazione che lo dona a un'altra famiglia contadina. Il compost prodotto dagli escrementi della mucca viene venduto a KTERC che lo utilizza come fertilizzante. Infine, Shangrila ha sempre creduto e investito nell'educazione, con un nido aziendale vicino alla fabbrica di Kathmandù per permettere alle donne di lavorare, la ristrutturazione della scuola nel villaggio di Kalika e oltre 2.000 borse di studio per i figli dei lavoratori che vogliono studiare veterinaria, scienze biologiche e corsi in medicina ayurvedica.