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Tecniche di lavorazione

LE TECNICHE DI LAVORAZIONE

BLOCK PRINTING (O XILOGRAFIA)

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Il block printing, o tecnicamente xilografia, consiste nell’imprimere l’inchiostro con l’utilizzo di matrici in legno. L'India è uno dei maggiori produttori ed esportatori di stoffa stampata al mondo.
Per produrre stoffe stampate a xilografia, si incide a rovescio su un blocco di legno di teak il disegno che si vuole ottenere.
Si versa l’inchiostro desiderato su un foglio di spugna, ci si imbeve il blocchetto di legno, che poi si appoggia e si pressa sulla superficie da decorare.

SCREEN PRINTING (O SERIGRAFIA)

Lo screen printing o serigrafia o è una tecnica, diffusasi sia in India che in Nepal, di stampa artistica di immagini e grafiche su qualsiasi supporto mediante l'uso di un tessuto (tessuto di stampa), facendo depositare dell'inchiostro su un supporto attraverso le aree libere del tessuto.
Il termine "serigrafia" deriva dal latino "seri" (seta) e dal greco "graphein" (scrivere), dato che i primi tessuti che fungevano da stencil erano di seta.

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RICAMO KANTHA

Nello stato del Bengala, in India, intorno al XIX secolo si è diffusa una delle tradizioni artigianali più ricche ed affascinanti tra quelle che ancora oggi si possono ammirare. Si tratta dei kantha, una lavorazione su stoffa che unisce il ricamo e la trapunta, una tecnica nata per il recupero di pezzi di stoffa altrimenti diventati inutilizzabili ma che, piano piano, ha assunto la dimensione dell’artigianato d’arte grazie alla creatività delle donne bengalesi che, nelle cuciture e nei ricami, hanno ricreato tutto il loro mondo domestico e quello religioso. I kantha sono così diventati vere e proprie opere d’arte popolare ed oggi sono molto apprezzati.

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Il fatto di usare vecchi pezzi di tessuti riempiva di significato i kantha: il rituale della restituzione di una nuova interezza faceva parte del ruolo delle donne nella casa ed esse gareggiavano nel compierlo con perfezione. I ricami, tutti fatti senza disegno preparatorio, rappresentavano l’universo delle donne ed ognuna esprimeva, attraverso di essi, la propria creatività, i propri sogni. In questo senso, ogni kantha è un pezzo unico.

La tecnica di lavoro è molto lunga e sofisticata e, come spesso accade nei Paesi del Sud del mondo dove la manodopera abbonda, le donne che ricamano i loro sogni sui kantha ricevono in cambio poche rupie. Alcune di queste donne hanno tuttavia scoperto il valore della tradizione che tramandano e, grazie a SASHA, si sono costituite in cooperative sin dal 1982 ed hanno cominciato a vendere i loro lavori, sia in India che all’estero, ricavandone un prezzo equo. Le cooperative, raggruppano oggi più di 150 donne Sasha.

MACRAMÈ DI COTONE

Il filo di cotone sottile, dal colore ecru naturale, scorre tra le dita delle artigiane indiane di Godavari, per creare intrecci con l’antica tecnica del Macramé, che, con apparentemente semplici nodi, più o meno fitti, creano tessuti dalle trasparenze e dai disegni che ricordano ricami leggeri di pizzo. La lavorazione avviene in verticale con l’aiuto di un bastone di legno.

Il filo di cotone sottile, dal colore ecru naturale, scorre tra le dita delle artigiane indiane di Godavari, per creare intrecci con l’antica tecnica del Macramé, che, con apparentemente semplici nodi, più o meno fitti, creano tessuti dalle trasparenze e dai disegni che ricordano ricami leggeri di pizzo. La lavorazione avviene in verticale con l’aiuto di un bastone di legno.

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INTRECCIO DELLA JUTA

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La tecnica dell’intreccio della juta per farne tappeti, cesti, borse è antica e appartiene ad una fibra resistente ricavata dalle canne che crescono spontanee nelle zone acquitrinose del West Bengala. La colorazione naturale e calda della juta si mescola qui con l’indaco, un pigmento vegetale ricavato dalla fermentazione delle foglie di Indigofera tinctoria, tipico dell’India.

COLORAZIONE TIE & DYE

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Letteralmente dall’inglese “lega e tingi”, rende l’idea del lavoro che questa tecnica comporta. Infatti, dopo aver tracciato il disegno con un gessetto, il tessuto viene legato seguendo una traccia.

La stoffa viene legata a piccoli nodi, tanto più piccolo sarà il nodo tanto più delicata la decorazione. La stoffa viene poi immersa nella tintura che darà colore solo alle parti esposte. Quando la stoffa viene estratta, i nodi vengono slegati e scopriranno la parte di tessuto non tinta che formerà il decoro con un effetto sfumato e dai bordi irregolari tipici di questa tecnica. Con più bagni di colore, si possono ottenere effetti decorativi magnifici. Tuttavia la lavorazione è molto lunga. Per esempio, per un copriletto singolo, ci vuole un giorno di lavoro. È comunque difficile stimare i tempi perché dipende molto dal disegno e dal numero di nodi che si fanno al tessuto.

TESSITURA A TELAIO A MANO

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I tessuti a telaio Altromercato utilizzano due tecniche principali: l’armatura a telaio e la tessitura Jacquard. Nell’armatura a telaio, la tecnica più antica, i fili sono tutti paralleli e perpendicolari e creano una tessitura geometrica semplice. Il telaio Jacquard rappresenta la prima grande innovazione tessile della storia, in grado di eseguire disegni più complessi.

TINTURA IKAT

L'antica tecnica ikat per la decorazione di tessuti (che prendono lo stesso nome e che sono destinati a particolari cerimonie cultuali) consiste nel fissaggio di disegni decorativi mediante complesse operazioni di tintura del filato da tessere. Il filato viene disposto in vari mazzetti, alcune parti dei quali si ricoprono con fibra allo scopo di renderle immuni da colorazione durante il processo di tintura; si ottiene così un filato colorato soltanto parzialmente, che una volta tessuto rivela un animato disegno decorativo.

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BATIK

Si tratta di una pittura con l’utilizzo di copertura in cera. Questa tecnica utilizzata prevalentemente per i tessili consiste nel creare un disegno su tela con della cera che avrà la funzione di impedire la colorazione del prodotto. Una volta immerso il prodotto nella tintura e asciugato, si fa sciogliere la cera che lascerà il disegno in negativo. I passaggi saranno tanti quanti i colori che si vogliono utilizzare.

LAVORAZIONE AI FERRI

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All’interno dell’organizzazione di commercio equo Kumbeshwar Technical School (KTS) si eseguono in modo artigianale tutte le fasi della lavorazione del cotone filato: pulitura, tintura e lavorazione finale con i ferri o l’uncinetto. La tintura interna permette infinite sfumature e aumenta le possibilità di lavoro e la libertà da logiche di mercato monopolistiche. La maglieria in cotone di KTS è perfettamente tracciabile in tutte le sue fasi di produzione.
Maglia rasata: Alternando un ferro lavorato tutto a diritto e un ferro tutto a rovescio si ottiene la maglia rasata.
Maglia legaccio: Lavorando tutti i ferri a diritto o tutti i ferri a rovescio si ottiene la maglia legaccio.

CAPI CONFEZIONATI A MANO

I capi delle collezioni di Moda Etica Altromercato sono confezionati a mano dalle abili artigiane che lavorano presso diverse realtà partner di Altromercato. Tutto viene realizzato come in una sartoria: dalla lettura del cartamodello, al taglio dei tessuti, alla confezione con le macchine da cucire. Ogni capo ha in sé il valore delle ore di lavoro equamente remunerato, delle donne artigiane in India, Nepal, Bangladesh, Italia

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filiera tessile