Prima Bio

verdura biologiche fresche e trasformati

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Paese:

Fondazione:

Persone coinvolte:

Prodotto:

Valore protetto/impegno:

Italia

1998

circa 70 persone, 4 aziende agricole

verdura biologiche fresche e trasformati

tutela dell’ambiente, lotta al caporalato

Segni particolari:

Non lontano dal famigerato ghetto di Rignano, la zona è nota per la strumentalizzazione del lavoro nero, l’immigrazione ed il caporalato. Nonostante le molte difficoltà, la cooperativa Prima Bio è sempre riuscita a portare avanti una politica di assunzioni legale e multietnica.

Motto / mission:

Le cose buone richiedono tempo.

Sito web:

Come nasce

Prima Bio nacque ufficialmente nel 1998 tra le fertili terre del Parco Nazionale del Gargano, in Puglia, alle pendici della collina dove sorge Rignano Garganico. La passione per l’agricoltura e la terra si tramandano da generazioni, da quando i primi terreni vennero acquistati dalla famiglia Terrenzio nel dopoguerra. Nel corso degli anni l’attività è cresciuta sempre di più, fino a raggiungere le dimensioni odierne.

Com’è oggi

Oggi sono quattro le aziende agricole della zona che collaborano con Prima Bio e coltivano oltre 300 ettari di terreni con metodi di agricoltura biologica. Prima Bio è una smart bio farm, con certificazioni biologiche ICEA da oltre 15 anni, e dalla fondazione riserva un’attenzione particolare alla salvaguardia del terreno, alle risorse idriche e all’utilizzo di energie rinnovabili.

Come lavora

Sostenibilità ambientale

Grazie al binomio ambiente ed innovazione, nel corso degli anni i soci di Prima Bio sono riusciti a valorizzare luoghi e campi trascurati ed incolti. Per le loro verdure biologiche utilizzano tecniche ecosostenibili, cercando di ridurre al minimo i consumi energetici, idrici e gli scarti alimentari, perché, come dice Giovanni Terrenzio, presidente della cooperativa, “la terra l’abbiamo ricevuta come eredità e come tale dobbiamo custodirla e rispettarla per noi stessi e i nostri figli”. E così negli anni si sono susseguite le scelte di creare bacini di raccolta dell’acqua piovana, impianti di irrigazione a goccia, un impianto fotovoltaico sui tetti di entrambi gli stabilimenti per la lavorazione delle verdure e un impianto di biomassa per la realizzazione di energia termica. Anche gli scarti della lavorazione vengono riutilizzati: sono l’alimento principale delle pecore dell’azienda agricola socia di Terrenzio Eligio.

Sostenibilità sociale

Per Prima Bio è estremamente importante mantenere una politica di lavoro etica, garantendo il rispetto delle norme di tutela del lavoratore, una busta paga equa e un ambiente di lavoro sereno. Nel loro territorio, non lontano dal famigerato ghetto di Rignano, la zona è nota per la strumentalizzazione del lavoro nero, l’immigrazione ed il caporalato. Nonostante le difficoltà, la cooperativa è riuscita a portare avanti una politica di assunzioni legale e multietnica. Alcuni dipendenti di origine straniera, ad esempio, parlano perfettamente il dialetto pugliese, dimostrando di essere integrati al 100 %.
Dal 2018 Prima Bio ha aderito alla rete NO CAP – Rete per La Terra per la filiera anti-caporalato, progettando tutte le fasi di raccolta, stoccaggio e lavorazione in rete d’imprese, scrivendo in questo modo una nuova storia. Come si legge sul sito dell’azienda: “Aderendo a questo nuovo progetto abbiamo dato il giusto valore a tutte le parti prese in causa ponendo al centro la vera ricchezza, l’essere umano, proponendo un prodotto giusto al giusto prezzo”.

Come lavora

Sostenibilità ambientale

Grazie al binomio ambiente ed innovazione, nel corso degli anni i soci di Prima Bio sono riusciti a valorizzare luoghi e campi trascurati ed incolti. Per le loro verdure biologiche utilizzano tecniche ecosostenibili, cercando di ridurre al minimo i consumi energetici, idrici e gli scarti alimentari, perché, come dice Giovanni Terrenzio, presidente della cooperativa, “la terra l’abbiamo ricevuta come eredità e come tale dobbiamo custodirla e rispettarla per noi stessi e i nostri figli”. E così negli anni si sono susseguite le scelte di creare bacini di raccolta dell’acqua piovana, impianti di irrigazione a goccia, un impianto fotovoltaico sui tetti di entrambi gli stabilimenti per la lavorazione delle verdure e un impianto di biomassa per la realizzazione di energia termica. Anche gli scarti della lavorazione vengono riutilizzati: sono l’alimento principale delle pecore dell’azienda agricola socia di Terrenzio Eligio.

Sostenibilità sociale

Per Prima Bio è estremamente importante mantenere una politica di lavoro etica, garantendo il rispetto delle norme di tutela del lavoratore, una busta paga equa e un ambiente di lavoro sereno. Nel loro territorio, non lontano dal famigerato ghetto di Rignano, la zona è nota per la strumentalizzazione del lavoro nero, l’immigrazione ed il caporalato. Nonostante le difficoltà, la cooperativa è riuscita a portare avanti una politica di assunzioni legale e multietnica. Alcuni dipendenti di origine straniera, ad esempio, parlano perfettamente il dialetto pugliese, dimostrando di essere integrati al 100 %.
Dal 2018 Prima Bio ha aderito alla rete NO CAP – Rete per La Terra per la filiera anti-caporalato, progettando tutte le fasi di raccolta, stoccaggio e lavorazione in rete d’imprese, scrivendo in questo modo una nuova storia. Come si legge sul sito dell’azienda: “Aderendo a questo nuovo progetto abbiamo dato il giusto valore a tutte le parti prese in causa ponendo al centro la vera ricchezza, l’essere umano, proponendo un prodotto giusto al giusto prezzo”.

Cosa crea/produce

Prima Bio è specializzata sia in prodotti biologici freschi caratteristici del territorio, come pomodoro, broccolo, cavolfiore, asparago e grano, che in trasformati come passate, sughi pronti e sottoli biologici. Quello che è fondamentale per conservare qualità e tipicità dei prodotti è la filiera controllata al 100%. Tutto il ciclo produttivo, dalla selezione dei semi fino al prodotto finito, avviene all’interno della cooperativa. Prima di essere piantati nei vivai, i semi vengono selezionati con cura e seminati seguendo i ritmi della natura.
I pomodori, ad esempio, vengono raccolti a mano, senza fretta, quando hanno raggiunto la giusta maturazione e dopo un attento controllo qualità vengono lavorati nel più breve tempo possibile, spesso a poche ore dalla raccolta, garantendo freschezza e gusto.

Tomato Revolution

La passata di pomodoro Altromercato viene prodotta con pomodori tondi noti per la loro polpa soda e il gusto delicato. Si raccolgono nei caldi mesi estivi, poi nell’impianto della cooperativa la buccia viene sottratta con il vapore e quindi i pomodori vengono triturati, passati e concentrati. A questo punto la passata viene portata ad alte temperature, imbottigliata e pastorizzata per garantire la qualità nel tempo e il sapore dolce e inconfondibile dei migliori pomodori maturati al sole. Fa parte di Tomato Revolution anche il Sugo pronto alle melanzane bio Altromercato, dal sapore fresco e intenso, grazie alle melanzane “Tirrenia” coltivate e raccolte a mano nelle terre della cooperativa, trasportate in poche ore nello stabilimento lavate, tagliate a cubetti, passate in olio e cipolla. A questo punto viene aggiunta la passata di pomodoro e il basilico. Grazie a questa lavorazione attenta i prodotti conservano le proprietà nutritive e organolettiche e il sapore autentico e inconfondibile delle terre di Puglia.