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Le spezie: il sapore del cambiamento

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Le spezie. Raffinate, intense, colorate. Fonti di accostamenti insoliti che esaltano il gusto dei cibi e ricordano terre antiche e misteriose.
Le spezie sono ormai parte del nostro quotidiano. Agli aromi mediterranei abbiamo affiancato quelli delle spezie orientali e mediorientali: pepe, cannella, zenzero, curcuma e tanti altri tipi di spezie, hanno tutte conquistato i nostri appetiti.
Ma sai veramente cosa c’è dietro gli aromi che rendono unici i tuoi piatti? Scopriamolo insieme.

Le spezie e un mercato che polverizza i più piccoli

Meno noto del cacao o del caffè e di minori dimensioni, anche quello delle spezie è un mercato soggetto alle dinamiche dei prodotti coloniali (cacao, zucchero, caffè): i prezzi sono spesso determinati da speculazioni di borsa (ad esempio, le spezie come pepe e cardamomo vengono quotate anche nelle Borse telematiche), sono influenzati da politiche di dazio e protezionismo dei Paesi occidentali o vengono imposti da intermediari senza scrupoli.

Il mercato delle spezie è «un pesce piccolo nell'economia globale». Rispetto a mercati come quello del caffè è molto ridotto in dimensione. Ti basti pensare che a livello mondiale, il mercato del caffè vale 83 miliardi di dollari (fonte: International Institute for Sustainable Development, Global Market Report: Coffee), mentre quello delle spezie poco più di 6 miliardi (fonte: Macfrut 2020).

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Le poche grandi realtà internazionali presenti sul mercato lo dominano e lo condizionano in molti aspetti: sfruttando grandi piantagioni in modo intensivo, proponendo sul mercato tipi di spezie a volte di qualità molto variabile e, in alcuni casi tramite brevetti (patents) imposti su alcune varietà, appropriandosi di patrimoni millenari dei Paesi del Sud del mondo. La domanda da parte dei Paesi occidentali impone, inoltre, standard e controlli restrittivi, ai quali i piccoli produttori difficilmente riescono a far fronte, che favoriscono essenzialmente le grandi industrie occidentali, alle quali va una grossa fetta del profitto a discapito dei coltivatori.

Oltre a tutto ciò, i piccoli produttori devono far fronte, spesso senza alcun mezzo, al grande impatto che i cambiamenti climatici stanno avendo sulle loro produzioni. Uragani sempre più frequenti, stagioni delle piogge instabili, siccità e aumento delle temperature sono fattori che influenzano il loro lavoro in ogni fase, aumentando i costi di tutto: dai semi ai controlli, alla sterilizzazione contro microbi e agenti patogeni. Questa situazione, inoltre, aumenta la ricerca da parte dei grandi gruppi internazionali di terre da coltivare in modo intensivo per rispondere alla domanda crescente, col rischio di erodere grandi porzioni di foreste vergini.

Quello delle spezie è perciò un sistema che penalizza molto i piccoli produttori, le economie familiari, che trovano enormi difficoltà di accesso al mercato, al credito e a prezzi dignitosi, mettendo a repentaglio la loro sovranità alimentare e la conservazione della biodiversità e della cultura agricola e contadina dei loro territori.

Le spezie che profumano di giustizia

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Le spezie equosolidali non si limitano a fare la differenza nel tuo piatto. Sono raccolte e confezionate a mano nei loro Paesi d’origine, selezionate secondo saperi antichi di chi le coltiva da secoli.

Spezie dal mondo, prodotte in contesti “piccoli” e nelle zone più vocate: dallo Sri Lanka, all’India nella zona del West Bengala, dove sopravvive il modello del villaggio spirituale Ushagram, dalla Palestina nella zona di Jerico, dove si coltiva il timo e il sesamo e dove nasce il sumacco, all’anti atlante Marocchino, zona berbera di montagna arida a 1200 metri d’altezza.

Ogni famiglia contadina possiede poca terra e su di essa, insieme alle spezie, coltiva ciò di cui ha bisogno per sostentarsi.

La coltivazione non è mai intensiva, la terra non si stressa, le piante vivono insieme, in tradizionali “giardini di spezie”. Questi metodi di coltivazione sono rispettosi della terra e dei suoi ritmi naturali, donano fertilità al terreno e conferiscono alle spezie grande aromaticità e sapore intenso.

Il valore aggiunto di queste spezie, dalla coltivazione al confezionamento, resta ai piccoli produttori, una grande differenza rispetto ai sistemi più diffusi in cui la catena del valore si sposta quasi totalmente verso i traders locali, le aziende internazionali e la distribuzione.

Il loro prezzo viene fissato insieme ai piccoli produttori e a volte i contadini ottengono un valore doppio rispetto al mercato locale e un prezzo superiore a quelli di borsa, scambiati in maniera speculativa alle borse di New York e Londra a scapito della vita dei veri protagonisti sul campo: i contadini che coltivano e lavorano le spezie.

Il nostro prezzo trasparente

Le spezie Altromercato si fanno sentire

Tutti i tipi di spezie Altromercato danno voce alle persone e alle necessità delle loro comunità.

Le spezie equosolidali fanno la differenza per tante donne discriminate: in Sri Lanka, ad esempio, con la lavorazione delle spezie e con il confezionamento nel laboratorio di Negombo, le donne senza casta hanno possibilità di avere un reddito che non solo dà loro una vita dignitosa ma le qualifica socialmente.

Sono tanti i progetti che germogliano grazie al prefinanziamento e ai premi fair trade che garantiamo ai produttori: dalla costruzione di sedi per la lavorazione come quella per i masala in West Bengala, all’essiccatore solare per i peperoncini nel mezzo della giungla a nord dello Sri Lanka, a progetti per migliorare l’irrigazione, fino a quelli per il sostegno all’educazione e la formazione nelle comunità rurali.

Anche le confezioni in cui sono contenute le spezie rispettano le persone e il pianeta: i cofanetti vengono confezionati all’origine per lasciare il valore del confezionamento alle cooperative dei nostri produttori che li creano in economia circolare con carta fatta a mano da fibre di zenzero e foglie di banano.

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Quali sono le spezie Altromercato?

Spezie orientali e mediorientali, dall’Africa, al Medio Oriente, fino all’India e Sri Lanka: le spezie in cucina sono tante e queste che proverai ti porteranno in ogni piatto il profumo del riscatto dei luoghi dove sono nate: conoscile più da vicino e portale subito nella tua cucina.

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Origine, uso in cucina e una storia che punge le ingiustizie
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