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CAGMA
Quinoa rossa, quinoa bianca…. Quando è decorticata: ma prima, quanti sono i colori della quinoa!
Tra le Ande meridionali del Perù le comunità quechua socie di CAGMA coltivano i grani tipici, quinua e chia, ricchi di proprietà. Un progetto a tutela della sovranità alimentare, della biodiversità e del biologico. Una scommessa di 14 soci fondatori che ha permesso il riscatto di moltissime famiglie in una delle regioni più povere del Perù.
Paese: Perù
Fondazione: 2011
Persone coinvolte: oltre 400 soci
Sito Web

Il riscatto dei grani andini

Siamo nella Regione di Apurimac, Peru meridionale, piena zona andina; la zona è stata abitata dalla popolazione preincaica dei Chanka, tra i pochi ad avere sconfitto militarmente gli Inca. Negli anni ’80 e fino a metà anni ’90 la regione è stata colpita dalla violenza degli attacchi contro la popolazione del gruppo terroristico Sendero Luminoso. Ma ora i contadini dicono: “dopo tante sofferenze, ci stiamo rialzando”. La loro vita è cambiata grazie a CAGMA, la cooperativa agroindustriale Machu Picchu, e alla loro volontà di coltivare quinua, chia e amaranto, i grani Andini rigorosamente biologici.

De manera ancestral, producimos quinoa

I soci fondatori erano 14. In pochi anni la giovane cooperativa è cresciuta enormemente, i soci sono ora più di 400, sono aumentati i benefici per le comunità e il prezzo equo pagato da CAGMA è deciso assieme agli agricoltori. Nella provincia Andahuaylas, che fa parte della regione Apurímac, non si tratta di soci individuali, ma d’intere comunità che diventano socie. Sono quasi tutti piccoli produttori che possiedono di media un ettaro e mezzo di terra e che uniscono le forze, come avviene da secoli in queste aree remote, con poche risorse, che vivono di agricoltura e di sussistenza. Come dicono loro  “de manera ancestral, producimos quinoa”. E produrre così significa non vendere tutta la quinoa, il grano sacro delle Ande, ma tenerla per il consumo familiare e per la semina successiva. Tutte le comunità hanno le loro banche del seme, garantendo una tracciabilità totale del prodotto, che parte appunto dal seme!

La quinoa di Machu Picchu arriva in Italia

Se quinoa e chia, che crescono a oltre 3.000 metri, fanno da sempre parte della sovranità alimentare della cultura quechua, le famiglie e le trenta comunità della cooperativa CAGMA non avevano mai pensato che i grani delle Ande potessero attraversare l’oceano e giungere in Europa.  La cittadina di Andahuaylas è a oltre 16 ore da Lima, le distanze sono notevoli e le difficoltà a svolgere i rigorosi controlli di qualità e le pratiche d’esportazione sembravano insormontabili. Grazie al progetto triennale SuperA Perú, finanziato dall’Unione Europea, e realizzato da Cesvi in collaborazione con Altromercato, si è migliorata la capacità produttiva della quinoa biologica e sostenibile, si sono effettuati i controlli di qualità (in particolare il grado d’umidità e l’assenza di pesticidi), e si è svolto un lavoro di rete con vari organismi peruviani. Altromercato ha svolto la consulenza commerciale per la prima esportazione verso l’Unione Europea e nel 2016 è arrivata in Italia una tonnellata di quinoa bianca biologica! La possibilità di nuovi mercati e un’enorme soddisfazione per i campesinos che vivono nella zona più povera del Perù. E ora si parla di almeno 4 tonnellate di quinoa e si sono ampliate le importazioni anche alla chia.

Il grano millenario a tutela della biodiversità

La quinoa è da anni considerata un super alimento. Le piante appena prima del raccolto sono maestose, dominano il paesaggio, e sono coloratissime, proprio perché si tratta di centinaia di varietà, a tutela della biodiversità e dell’ambiente. Una volta raccolta, essiccata e decorticata, la quinoa si può consumare o aggiungere a vari piatti, abbinata per esempio ai cereali. La quinoa di CAGMA è ingrediente fondamentale di vari prodotti Altromercato come la farina di quinoa, i tondi e la birra rossa o chiara. Alimenti non solo biologici, ma anche senza glutine e quindi adatti ai celiaci. La quinoa è molto consigliata anche in diete vegetariane e vegane, è molto ricca di proteine nobili con aminoacidi essenziali meglio bilanciati che nei cereali come frumento, orzo e riso.

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La chia si coltiva nelle zone più basse rispetto alla quinoa, dai 2.500 ai 300 metri d’altitudine. Le comunità di CAGMA si trovano all’entrata della zona detta VRAE, acronimo per Valle de los Ríos Apurímac, Ene y Mantaro. Purtroppo questa regione è famosa per la forte concentrazione di coltivazioni di coca che si sono affermate in una zona poverissima con piccole comunità abbandonate, con poche risorse, che vivono di agricoltura e soprattutto di sussistenza. Poter avere un lavoro legale è un miraggio nel VRAE. I soci di CAGMA ora, grazie anche al Commercio Equo e Solidale, possono avere un lavoro sicuro e condizioni di vita dignitose. I semi di chia hanno moltissime proprietà tra cui un elevato contenuto di grassi omega 3, sono una preziosa fonte di calcio e altri minerali, aiutano a regolare i livelli degli zuccheri nel sangue e favoriscono il senso di sazietà, prevenendo un eccessivo aumento di peso. La parola "chia", in atzeco significa infatti "forza". E i soci di CAGMA che preferiscono la coltivazione della chia a quella della coca (ben più redditizia), di forza ne hanno molta.