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Rinascita
Abbiamo affetto per la nostra terra. Vogliamo far rimanere i nostri giovani nella nostra terra
Nel cuore della Sicilia gli agricoltori di Valledolmo si uniscono nella cooperativa Rinascita per valorizzare la produzione biologica del pomodoro siccagno, una varietà antica dal sapore delicato che cresce senza l’apporto di acqua e quindi è a bassissimo impatto ambientale. Il pomodoro è coltivato dalla cooperativa Rinascita in parte su terreni confiscati alle mafie, all’insegna della sostenibilità e della legalità. La cooperativa aderisce a Libero Futuro, una rete di imprenditori siciliani che si oppone al pizzo e a ogni forma di estorsione mafiosa.
Paese: Italia
Fondazione: 1977
Persone coinvolte: oltre trenta (soci e lavoratori)
Sito Web

Oro rosso di Sicilia. Il pomodoro biologico raccolto a mano

Valledolmo è sempre stata una zona di produzione naturale del pomodoro Siccagno, che tanti anni fa veniva trasportato con i carretti alla stazione per la vendita. Per migliorare le condizioni di commercializzazione del pomodoro in una zona isolata e non facilmente raggiungibile, a fine anni ’70 i contadini capiscono che solo l’unità può garantire un reddito discreto e fondano la cooperativa Rinascita che opera a Valledolmo, in Provincia di Palermo, nel territorio delle basse Madonie. Dopo varie vicissitudini l’impianto di trasformazione del pomodoro entra a regime nel 2006 e da allora Rinascita gestisce l’intera filiera di produzione del pomodoro Siccagno, dalla coltivazione, alla raccolta, trasformazione e commercializzazione. La vicinanza dello stabilimento ai campi garantisce che il prodotto biologico venga conferito appena raccolto, mantenendo inalterate le caratteristiche qualitative ed organolettiche del pomodoro Siccagno, che viene trasformato entro 24 ore dal suo arrivo. La sfida è stata vinta: ora i contadini guadagnano un prezzo nettamente superiore a chi vende all'industria e la cooperativa garantisce inoltre il supporto tecnico a tutti i soci.

Il pomodoro siccagno a bassissimo impatto ambientale

La varietà di pomodoro coltivata dai piccoli produttori delle Madonie, a 700/800 metri d’altezza, in una zona incontaminata dell’entroterra siciliano, si chiama “Siccagno” perché non richiede l’apporto d’acqua. Le particolari caratteristiche del terreno argilloso consentono una buona fertilità e l’autoregolazione idrica nei periodi di siccità. Il sole, il clima e l’escursione termica tra giorno e notte mantengono una buona umidità atmosferica naturale che fa crescere le piante, che danno pochi frutti piuttosto piccoli ma ricchi di sostanze antiossidanti e con una forte concentrazione di vitamine e zuccheri. Il pomodoro siccagno è una varietà antica dal sapore delicato che cresce senza l’apporto di acqua ed è quindi è a bassissimo impatto ambientale. Inoltre, i trattamenti antiparassitari sono ridottissimi e avvengono solo con prodotti, a base di zolfo e rame, consentiti in agricoltura biologica e rispettosi dell’ambiente. la_filiera_bottom

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Contro il pizzo per la cultura della legalità

I soci di Rinascita non praticano la monocultura. Accanto ai pomodori crescono anche legumi e grano duro, che vengono venduti al trasformatore o al pastificio dove vengono lavorati. Nella cooperativa c’è una grande attenzione al rispetto della legalità. Tutta la filiera dev'essere trasparente e ogni anello della catena, produttore, trasformatore, commercializzazione deve rispettare le leggi. Alcuni dei terreni coltivati sono stati confiscati alla mafia.  Inoltre hanno dichiarato pubblicamente che “mai abbiamo pagato, né pagheremo il pizzo”. Aderiscono con orgoglio a Libero Futuro, una rete di associazioni antiracket siciliane, costituite prevalentemente da imprenditori, che vogliono essere un punto di riferimento per tutti coloro che vorrebbero vivere e lavorare in una società ed in un mercato più liberi e democratici. Associazioni capaci di moltiplicare le denunce e di gestire in sicurezza i colleghi che denunciano.