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Ruolo delle donne

IL RUOLO DELLE DONNE

 

I prodotti tessili Altromercato molto spesso sono realizzati a mano e, nella maggior parte, da donne che vivono in paesi in cui è frequente la violenza domestica e dove lavorare è un privilegio. Per queste donne lavorare in un progetto equosolidale, significa potersi rendere indipendenti economicamente, avere stima di sé stesse e avere accesso a prevenzione per la salute o tutela della maternità e poter pagare l’istruzione, anche primaria, ai propri figli.

SASHA – INDIA

(estratto da “Storie di Donne per #unaltrovivere”)

“Non potrei immaginare una vita diversa”
C’è solidarietà tra donne qui, non c’è differenza tra uomini e donne, non si preferisce un uomo o una donna per il genere, dipende invece dalle loro capacità e da come fanno fronte alle responsabilità e alle opportunità di crescita, sia negli uffici, sia nelle comunità di donne con le quali lavoriamo. Naturalmente sono emerse un paio di leader nella comunità di artigiane, ma anche loro sono coinvolte nel processo di crescita, formazione e consapevolezza di tutte le altre donne.
Una volta le donne erano quelle che lavoravano dietro le quinte, lavori non riconosciuti o non pagati; il grande lavoro è stato far sì che venisse loro riconosciuto il loro ruolo, le loro capacità, perché facevano i lavori meno importanti, senza la possibilità di migliorare la loro posizione, cambiando mansione. Qui hanno l’opportunità di crescere e migliorare non solo al lavoro, ma anche a casa. Il processo di empowerment parte dal lavoro e si riflette a casa: a una donna che lavora viene riconosciuto un ruolo più importante, prende decisioni in famiglia, ha potere decisionale ed economico, può comprare il cibo.

Roopa Mehta, direttrice di Sasha

È avvenuto un vero cambiamento all’interno della nostra comunità, si è creato un mondo migliore, “un altro vivere”, specialmente per le donne artigiane. Inizialmente andavo nei villaggi e proponevo alle ragazze più povere o a quelle che avevano dovuto abbandonare gli studi di lavorare per il Commercio Equo e Solidale. C’era una certa ritrosia anche da parte delle famiglie, che non erano contente di mandare le figlie a lavorare qui.
Quando l’attività è cresciuta e i nostri lavori hanno cominciato ad essere apprezzati all’estero, le famiglie si sono convinte che questo lavoro garantiva un buon reddito e un posto sicuro e hanno cominciato a mandare qui le ragazze regolarmente. Dopo il matrimonio, le figlie si trasferivano nel villaggio del marito e si temeva che non sarebbero più venute a lavorare qui; invece, nel giro di qualche mese, iniziarono a lavorare qui anche le sorelle del marito e poi anche le mogli dei figli. Il coinvolgimento e il supporto dei diversi componenti della famiglia garantiva anche maggior sicurezza alle ragazze.
Questo è stato il cambiamento, questo il “fair world” che abbiamo creato nella nostra comunità.

Sagarika Das

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"Ora siamo più forti".
Prima i miei genitori, poi mio marito non davano importanza a quello che dicevo. Mi sono sposata molto tardi, come molte altre, perché prima le famiglie sistemano i figli maschi e solo dopo possono pagare la dote per le donne.

Come me, molte donne prima di iniziare a lavorare non hanno nessun potere in famiglia, nemmeno le loro idee hanno valore, mentre poi cominciano ad essere rispettate, perché la fonte di reddito è anche una fonte di rispetto e potere in famiglia, ti dà la possibilità di prendere decisioni in famiglia. Oggi vengo ascoltata dai membri della mia famiglia.

Ora noi donne siamo più indipendenti, abbiamo più potere, siamo più forti.

Non sto guadagnando tantissimo, ma i soldi sono miei, non li do a mio marito e tutto quello che faccio per i miei figli lo posso fare con i miei soldi.

Abha Biswas

GODAVARI - INDIA

COOPERATIVA CREATA DA UN’ARTIGIANA DI VILLAGGIO, CONVINTA DELLA FORZA CHE NASCE DALL’UNIONE DI DONNE MARGINALI MA RICCHE DI ABILITÀ E DETERMINAZIONE DONNE AL CENTRO DEL PROPRIO FUTURO

godavari-india

La condizione della donna nei villaggi rurali è molto difficile: considerata inferiore all’uomo, non ha accesso all’istruzione, alle cure mediche e alle occupazioni ufficiali. Alla donna sono negate le possibilità di rendersi indipendente dalla sottomissione ai maschi della famiglia, lasciandola intrappolata nel sistema della dote che ne svilisce il valore e la rappresenta solo come un peso e una disgrazia. Riunirsi in cooperativa significa per le socie di Godavari essere in grado di migliorare la propria vita in prima persona; il fair trade è per queste donne una fonte di reddito che significa indipendenza, ma anche riconoscimento personale e possibilità di cambiamento. Non solo: grazie ai guadagni del commercio equo Godavari offre programmi di risparmio e credito, alfabetizzazione ed educazione, salute.

«Se con forza intendiamo la forza bruta, allora senza dubbio la donna è meno bruta dell’uomo. Ma se con forza intendiamo l’energia morale, allora la donna è incommensurabilmente superiore.» Gandhi

CREATIVE HANDICRAFTS – INDIA

IL RISCATTO DELLE DONNE DELLO SLUM DI MAHAKALI CAVES ROAD

Mumbai o Bombay: una metropoli di oltre 12 milioni di persone, la città indiana più densamente popolata. Il 65% di queste persone abitano, o meglio sono ammassate, nel 6% del territorio: gli slum. E’ qui che Suor Isabel, una missionaria di origine spagnola, decide di andare a vivere negli anni ’80. Suor Isabel vuole vivere come le donne dello slum di Mahakali Caves Road, senza servizi igienici, raccogliendo l’acqua dal pozzo e con un’unica stanza come abitazione. Presto si rende conto di due cose: le donne fuori casta vivono in condizioni molto difficili sia a livello economico che sociale, sono discriminate per sesso, abbandono, degrado culturale. Non hanno strumenti per contrapporsi e sono spesso vittime di violenze domestiche. Le donne hanno però dei grandi valori e sono sempre pronte ad aiutarsi vicendevolmente e a offrire quel poco, pochissimo che hanno. Le donne lottano quotidianamente per affrontare le enormi difficoltà della vita nella baraccopoli, valorizzando la propria creatività e le ricchezze informali presenti nella comunità.

UN’ORGANIZZAZIONE DI DONNE, PER LE DONNE, CREATA DALLE DONNE

Creative Handicrafts si definisce un’organizzazione di donne, per le donne, creata dalle donne. Non stupisce quindi che accanto all’attività produttiva le artigiane abbiano pensato subito ai propri figli: vicino ad ogni laboratorio di tessitura c’è un asilo, in modo che le donne possano lavorare sapendo che i loro bimbi sono in buone mani. Un altro dei capisaldi dell’organizzazione è la creazione di programmi di risparmio e credito. Le donne degli slum non hanno documenti e non potrebbero avere alcun prestito dalle banche. Quando hanno bisogni di soldi, si rivolgono agli strozzini dello slum che applicano degli interessi che variano dal 60 al 100%! Il risparmio e il credito gestito dai gruppi di donne hanno permesso il miglioramento delle condizioni di vita di molte famiglie dello slum e il riconoscimento del ruolo fondamentale che le donne ricoprono all’interno della famiglia.

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DA “STORIE DI DONNE PER #UNALTROVIVERE”

Il dramma della volenza domestica.
A safe India for women è il titolo di un progetto per garantire la sicurezza delle donne indiane. Creative Handicrafts ha aderito al progetto, all’interno del proprio programma di formazione. Molte donne pensano che discriminazioni e violenza facciano parte della “normalità”. Dicono: “la vita è così e non ci si può fare nulla”. I recenti episodi di violenza sessuale e gli omicidi di donne in molti stati dell’India hanno portato le donne e l’opinione pubblica a indignarsi e attivarsi. Durante i seminari le artigiane di Creative Handicrafts hanno affrontato assieme il problema molto diffuso della violenza domestica. Le educatrici hanno spronato le donne a non accettare le violenze, a rompere il silenzio, a parlarne e a denunciarle. Hanno spiegato chi sono le autorità competenti e che aiuto possono offrire. La testimonianza di una tessitrice di Creative Handicrafts, vittima di violenza per anni, serve ad altre donne per trovare il coraggio di denunciare violenze e soprusi, superare i traumi e ritrovare la dignità.

QUID – ITALIA

UNA SECONDA OPPORTUNITÀ PER LE DONNE IN DIFFICOLTÀ

QUID è una cooperativa sociale, un’iniziativa imprenditoriale in grado di coniugare solidarietà, sostenibilità ambientate e valorizzazione del territorio. Le rimanenze di campionatura di tessuti pregiati di grandi aziende locali di moda, che altrimenti sarebbero rimaste inutilizzate, si trasformano in creazioni uniche, grazie al lavoro sartoriale molto accurato di una decina di donne con un passato di fragilità o svantaggio sociale, che hanno ora un lavoro sicuro e giustamente remunerato. Il reinserimento lavorativo in attività produttive che rispondono alle logiche del mercato ha stimolato una partecipazione attiva alla bellezza e alla creatività di donne che prima vivevano in situazioni d’emarginazione sociale, dando loro speranza e fiducia nel futuro, per sé e i propri figli.

LA VENENTA- ITALIA

venenta

L’Associazione di volontariato Comunità Santa Maria della Venenta Onlus nasce nel 2000.
L’Associazione è radicata sul territorio bolognese e nel cosiddetto territorio del Distretto Pianura Est. Ad oggi continua a portare avanti svariate attività di volontariato. Da ormai 18 anni l’Associazione distribuisce cibo e vestiario a famiglie che si trovano in situazione di disagio socio-economico, segnalate dai Servizi Sociali Territoriali.
Dal 2002 la Comunità ha iniziato ad accogliere persone presso la propria casa e, nel tempo, le famiglie residenti hanno scelto di offrire accoglienza ad altre piccole famiglie in situazioni di disagio. Oggi i progetti di accoglienza sono rivolti a mamme e bambini in situazioni di fragilità in carico ai servizi sociali e con storie familiari spesso segnate da maltrattamenti e violenza.
L’obiettivo della cooperativa è quello di offrire alle mamme la possibilità di imparare un mestiere, far parte del progetto sociale restituendo dignità e speranza ad ogni persona. Per partire da zero e ricominciare da una nuova esperienza, condividendo con un gruppo un obiettivo, favorendo l’espressione creativa di ciascun individuo.

filiera tessile