Paese:
Fondazione:
Prodotto:
Persone coinvolte:
Valore protetto/impegno:
Nepal
1984
tè biologico
oltre 500 contadini e lavoratori
tutela dell’ambiente, salvaguardia della biodiversità, lotta al cambiamento climatico, emancipazione femminile, sviluppo aree rurali, protezione delle culture indigene

Segni particolari:
Primo giardino di tè biologico certificato del Nepal.
Primo produttore di tè verde biologico.
Motto / mission:
Proteggere l’erosione e il degrado del suolo che avviene attraverso la coltivazione massiccia; praticare l’agricoltura biologica utilizzando letame agricolo disponibile localmente, sovescio e pratiche ayurvediche; fornire supporto sociale ai lavoratori e agricoltori coinvolti nell’impresa; fornire prodotti privi di residui ai consumatori attraverso mercati specializzati nel tè, rivenditori di prodotti biologici e organizzazioni del Commercio Equo e Solidale.
Sito web:
Come nasce
Kanchanjangha Tea Estate and Research Centre, il primo giardino del tè biologico certificato in Nepal, si trova a Ranitar nella remota regione collinare del distretto di Panchthar, nel Nepal orientale, al confine con l’area del tè di Darjeeling, a un’altitudine di 1.300 – 1.800 m. Il giardino si trova ai piedi del Monte Kanchanjangha che copre la più vasta area di vegetazione dove si si trovano condizioni naturali uniche per la crescita di tè aromatici esclusivi.
Il fondatore dell’organizzatore, il signor Deepak Prakash Baskota, rimase assai colpito dalle colline del Darjeeling indiano e decise di intraprendere un progetto sperimentale per trasformare la ripidissima zona di Kanchanjangha in Nepal in un giardino del tè. All’inizio venne visto con molto scetticismo dai contadini locali, ma la sua passione e determinazione, nonché i risultati raggiunti, convinsero i contadini a unire i piccoli appezzamenti per migliorare le condizioni di vita assai dure in questa zona remota e difficilmente raggiungibile del Nepal. L’impresa venne avviata nel 1984 dagli agricoltori locali su un modello cooperativo. Oltre 100 agricoltori si riunirono agli inizi mettendo in comune le loro terre e diventando proprietari della prima piantagione di tè di quasi 94 ettari di terreno. La terra che era appena sufficiente per il loro sostentamento ora è utilizzata per produrre tè biologico di alta qualità dell’Himalaya.
Gli obiettivi iniziali del signor Baskota erano di creare opportunità lavorative con un salario dignitoso per le famiglie contadini e migliorare la condizione delle donne, spesso prive di opportunità. Oggi questo è realtà: i contadini hanno un ingresso stabile e l’organizzazione vede tre donne in posizioni chiave. L’80% dei lavoratori nello stabilimento di Kathmandu, dove avviene la lavorazione finale del tè, sono donne.

Com’è oggi
Kanchanjangha Tea Estate and Research Center è considerato il pioniere dell’agricoltura biologica nel paese ed è anche il primo giardino di tè biologico certificato. KTE è l’unica industria agricola a Panchthar. Shangrila Agro World ltd., invece, è stata fondata come parte marketing di KTE per consentire a KTE di concentrarsi sulla produzione di qualità.



Come lavora
I terreni dove si coltiva il tè sono quasi verticali e c’è voluto molto lavoro per renderli produttivi. Quando il signor Baskota costruì l’impianto di lavorazione del tè a metà degli anni ’90, erano rarissimi i gruppi organizzati di contadini che gestivano collettivamente un giardino del tè. KTE è uno dei primi esempi in Nepal di contadini uniti nella produzione di tè, che normalmente viene coltivato nelle grandi piantagioni con un unico proprietario.
KTE aiuta i contadini nel supporto tecnico, nel controllo qualità e ha costruito centri di raccolta vicini agli appezzamenti. Inoltre, incoraggia i contadini a coltivare vicino al tè altre colture, sia per l’autoconsumo che per la vendita.
Sostenibilità ambientale

I cestini in foglia di bambù, in cui è confezionato l’infuso di spezie, sono solo un esempio della grande attenzione che Shangrila/KTE riserva all’ambiente. Per arricchire il suolo sono state piantate diverse piante (bakaino, vertiver, asuro, khirro).
Per i lavoratori provenienti da un’altra zona del Nepal c’è il progetto Eco-friendly houses. Le case ecologiche sono costruite esclusivamente con materiali locali, argilla e pietre, hanno un orto per ogni famiglia e soprattutto un forno sicuro in pietra che non disperda i fumi in casa, problema molto diffuso nei villaggi.
Altro progetto interessante è il Cow bank project: 150 mucche sono state distribuite ai contadini che possono vendere al mercato il latte. Quando le mucche danno alla luce un vitellino, questo viene dato all’associazione che lo dona a un’altra famiglia contadina. Il compost prodotto dagli escrementi della mucca viene venduto a KTE che lo utilizza come fertilizzante.
Infine, l’organizzazione ha sempre creduto e investito nell’educazione, con un nido aziendale vicino alla fabbrica di Kathmandù per permettere alle donne di lavorare, la ristrutturazione della scuola nel villaggio di Kalika e oltre 2.000 borse di studio per i figli dei lavoratori che vogliono studiare veterinaria, scienze biologiche e corsi in medicina ayurvedica.
Progetti di cooperazione o Progetti particolari
Oggi, Kanchanjangha Tea Estate non è solo un’azienda produttrice di tè, ma anche un centro per l’istruzione. Ogni anno un certo numero di studenti provenienti da vari paesi tra cui Francia, Germania, Corea, Giappone fanno stage per mesi e danno una mano mentre familiarizzano con la conoscenza dell’agricoltura biologica e dell’approccio cooperativo a un’azienda. KTE è servito come modello perfetto per lo sviluppo della comunità per ridurre la povertà nel distretto di Panchthar sin dalla sua istituzione e continuerà a farlo in futuro.






