MAJOMUT

Caffè

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Valore protetto/impegno:

Messico

1983

Caffè

Circa 1.000 famiglie di produttori

Tutela dell’ambiente, protezione delle culture indigene, emancipazione femminile

Segni particolari:

L’Unione Majomut ha vissuto anni di lotta, lavoro e fatica per assicurare un lavoro dignitoso sulle terre collettive del Chiapas, nel Messico meridionale, e lo sviluppo delle comunità indigene locali. Situata nelle terre della rivoluzione zapatista e delle etnie originarie messicane, Majomut è una cooperativa creata dai piccoli coltivatori di caffè per sottrarsi allo sfruttamento degli intermediari, chiamati coyotes.

Motto / mission:

“Noi lottiamo e sogniamo un mondo in cui tutte le famiglie di produttori di caffè possano migliorare le loro condizioni di vita, attraverso la produzione e la commercializzazione del caffè e di altri prodotti, tutti biologici”.

Sito web:

Come nasce

L’Unione Majomut è nata nel 1981 con l’obiettivo di migliorare le forme di produzione, trasformazione e commercializzazione del caffè dei suoi membri. L’Unione ha vissuto anni di lotta, lavoro e fatica per assicurare un lavoro dignitoso nelle terre collettive del Chiapas, nel Messico meridionale, e lo sviluppo delle comunità indigene locali. Situata nelle terre della rivoluzione zapatista e delle etnie originarie messicane, Majomut è una cooperativa creata dai piccoli coltivatori di caffè per sottrarsi allo sfruttamento degli intermediari, chiamati coyotes, e alla corrotta inefficienza delle istituzioni pubbliche che avrebbero dovuto tutelare i piccoli agricoltori. Sin dalla sua creazione, Majomut ha puntato sulla propria autonomia, attrezzandosi per l’esportazione, e sulla valorizzazione del lavoro dei soci tramite l’agricoltura biologica e l’ingresso nel Commercio Equo nel 1992. L’Unione, come scrivono loro stessi, segue una precisa filosofia: “Noi lottiamo e sogniamo un mondo in cui tutte le famiglie di produttori di caffè possano migliorare le loro condizioni di vita, attraverso la produzione e la commercializzazione del caffè e di altri prodotti, tutti biologici. Vogliamo garantire la sicurezza alimentare, rispettare l’ambiente in cui viviamo e portare avanti un sistema in cui tutti gli uomini e le donne possano decidere in modo democratico, e che le famiglie campesine di piccoli produttori creino una cultura del risparmio”.

Com’è oggi

L’Unión Majomut raggruppa oggi circa 1.000 famiglie di produttori di caffè provenienti da 35 comunità indigene di etnia Tzotzil e Tzeltal della regione Los Altos de Chiapas. Con circa 1.000 ettari e un’altitudine media compresa tra 900 e 1.700 metri sul livello del mare, Majomut ha un volume di produzione di ca. 400 tonnellate all’anno in media. Il caffè è di alta qualità e proviene dai comuni di Chenalhó, San Juan Cancuc, Tenejapa, Oxchuc e Pantelhó. L’Unione cerca di migliorare le condizioni di vita delle famiglie dei suoi membri, in armonia con l’ambiente, attraverso la diversificazione del cibo per la sicurezza alimentare, con la partecipazione delle donne, e attraverso la produzione e commercializzazione di prodotti biologici di qualità per i consumatori.

Come lavora

In un mercato internazionale altamente competitivo e ingiusto, Majomut ha deciso di basare la propria struttura sulle radici culturali, cioè quelle della famiglia indigena “cafetalera”. Il 10% dei lavoratori è rappresentato da donne, madri sole, separate o vedove, per cui un lavoro sicuro è l’unico modo per garantire l’istruzione ai propri figli. Nella produzione di caffè biologico di qualità arabica è fondamentale recuperare la cultura locale, perché gli indigeni avevano sviluppato molte tecniche “naturali” per incrementare la produttività e mantenere sano il suolo. Le comunità indigene hanno sempre avuto dei “promotores y promotoras”, che avevano il compito di scambiarsi le informazioni utili sulla tecnologia agricola già sperimentate da una comunità e di condividerle con le altre comunità e anche tra regioni diverse. Majomut mantiene la struttura dei “promotores y promotoras” e aggiunge una formazione tecnica compartecipata per tutti i soci, con almeno dieci incontri.

Le terre dove crescono gli arbusti del caffè, chiamati cafetales, sono piuttosto vecchi, tra i trenta e i quarant’anni. Il loro rinnovamento diventa fondamentale per garantire una buona produttività, che può variare dai 6-8 sacchi ai 8-10 sacchi per ettaro. Per fare questo Majoumt sta promuovendo dei vivai a livello comunitario, utilizzando solo i semi della regione. Per non diminuire troppo la produzione si rinnova un quarto di ettaro all’anno e si cerca di migliorare la fertilità del suolo anche attraverso concime biologico come il compost autoprodotto e biofertilizzanti. Il cambiamento climatico globale preoccupa molto i campesinos che stanno monitorando gli effetti sulla produzione di caffè e portano avanti alcune azioni specifiche come la riforestazione, la diversificazione produttiva e un’attenta gestione di una risorsa preziosa come l’acqua.

Cosa crea/produce

La coltivazione del caffè è arrivata nella regione del Chiapas meno di 100 anni fa, quando gli avi dei produttori odierni portavano i semi dalle fattorie di Soconusco (regione vicino al confine con il Guatemala), dove andavano a lavorare nella raccolta, e li adattavano ai propri frutteti. Il caffè di Majomut non proviene da grandi piantagioni commerciali, né è coltivato con tecnologia “moderna”. Gli appezzamenti di caffè di ciascuno dei membri dell’Unione fanno parte di un sistema di coltivazione ereditato dagli antenati Maya, in cui sono associate piante da frutto che aiutano a fornire ombra, piante alimentari, mantenendo una grande diversità ecologica e una struttura molto simile alla vegetazione originaria dei luoghi.

Ci sono molti caffè nel mondo che sono considerati biologici perché coltivati ​​senza l’utilizzo di prodotti chimici, ma sono pochi quelli che vengono ottenuti direttamente dagli stessi produttori e dalle loro famiglie in un intimo rapporto con la natura e con il sapere dei loro antenati.
L’agricoltura biologica nell’Unione Majomut nasce in un contesto di crisi internazionale dei prezzi del caffè, con il vuoto e l’abbandono di programmi di assistenza tecnica e formazione rivolti al sociale e in diretta opposizione a pacchetti tecnologici di tipo green revolution, promossi da centri di ricerca e dalle istituzioni. Per far fronte ai diversi livelli di crisi, l’Unione Majomut ha deciso di avviare un processo di riconversione produttiva biologica, basato sulla formazione di una propria equipe tecnica composta da professionisti e sulla costruzione di una rete di comunità indigene promotrici per la conversione all’agricoltura biologica.

Progetti di cooperazione o progetti particolari

Majomut non si occupa solo del pregiato caffè del Chiapas, bensì vuole assicurare ai piccoli produttori la sicurezza alimentare, introducendo alimenti biologici equilibrati e recuperando alimenti tradizionali. È così che nasce il “Programa de mujeres”, per favorire la partecipazione delle donne. Le contadine si trovano e coltivano insieme gli orti comunitari, dividendo poi in modo equo la verdura e la frutta. Un gesto semplice ma importante perché assicura prodotti sani e l’autonomia alimentare a tutta la comunità.

Vi sono poi altri progetti sociali realizzati, mirati da un lato alla diffusione della cultura del risparmio e all’accesso al credito, e dall’altro alla coltivazione di alimenti organici per l’autosufficienza alimentare gestita totalmente dalle donne. L’attività produttiva mostra anche una buona sostenibilità ambientale ed è già certificata organica.

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