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Uciri2021-10-08T14:48:47+00:00

Uciri

Caffé

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Valore protetto/impegno:

Segni particolari:

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Messico

1983

Caffè

Oltre 1900 soci in più di 60 comunità

Tutela dell’ambiente, Salvaguardia della cultura indigena, Sviluppo sociale

Il primo caffè importato da Altromercato

Unidos venceremos/uniti vinceremo

www.uciri.com

Come nasce

Francisco van der Hoff, teologo ed economista olandese fondatore di Uciri, spiega così la situazione in cui nacque l’organizzazione, nelle zone montagnose dello stato messicano di Oaxaca: «La mappa della povertà coincide in Messico con la mappa della coltivazione del caffè, con la mappa della resistenza e delle proteste campesine nel paese».
La Unión de Comunidades Indígenas de la Región del Istmo R.I. (UCIRI, appunto) fu creata nel 1983 per combattere la miseria estrema nella
zona di Zapoteca e Mixe de la Sierra, per abbattere la dipendenza e lo sfruttamento dei coyotes e degli intermediari nella coltivazione e vendita del caffè. Da quell’anno l’organizzazione venne riconosciuta ufficialmente per legge e iniziò a esportare nel mondo, diventando un esempio di un nuovo tipo di commercio.

Com’è oggi

Oggi UCIRI lavora con oltre 1900 soci suddivisi in una sessantina di comunità del Messico e le esportazioni avvengono in diverse parti del mondo tramite il circuito del Commercio Equo e Solidale. Dal 2018 UCIRI è anche membro certificato di WFTO, l’Organizzazione mondiale del Commercio Equo e Solidale. Il successo di UCIRI è stata una tappa fondamentale nella storia del fair trade, un simbolo dell’efficacia di questa concezione alternativa del commercio internazionale.

Come lavora

Sostenibilità ambientale

Secondo la tradizione indigena di cui sono protettori i soci di UCIRI, per la maggior parte Zapotecos, Mixes e Chontales, la terra non è un’entità estranea da sfruttare il più possibile, ma una “Pacha Mama”, una Madre Terra da rispettare perché da essa dipende la nostra sopravvivenza e quella delle generazioni future.

Come molte comunità indios, i soci di UCIRI non concepiscono la proprietà privata, per cui la terra viene ripartita fra gli abitanti del villaggio ogni anno a seconda delle necessità. Una visione di questo genere è totalmente incompatibile con un tipo di coltivazione che faccia uso di pesticidi, erbicidi o fertilizzanti chimici e la produzione di caffè di UCIRI è totalmente biologica.

Sostenibilità economica

Accorciare la filiera ed evitare che i campesinos vendano ai coyotes – gli intermediari – sono da sempre tra gli obiettivi di UCIRI. Il caffè di alta montagna è di qualità pregiata e negli ultimi anni i coyotes sono sempre più aggressivi, promettendo di pagare un prezzo più alto.
UCIRI mostra ai propri soci tutti i calcoli che hanno portato l’organizzazione a stabilire il prezzo del caffè che rimane stabile per una stagione. Alla fine del raccolto i contadini vedono che UCIRI ha pagato il miglior prezzo, anche perché i coyotes speculano molto e cambiano il prezzo spesso durante il periodo della raccolta. Rimane fondamentale il lavoro di coscientizzazione, per fare capire ai campesinos che non si tratta solo della vendita del prodotto, ma che il fatto di essere organizzati significa poter promuovere programmi di sviluppo locale, mantenere il proprio stile di vita ed essere riconosciuti in politica e in economia.

Sostenibilità sociale

UCIRI si impegna costantemente per dare risposte valide di dignitosa sopravvivenza ai propri soci e alle comunità indigene cui appartengono, alla ricerca di alternative per lo sviluppo sociale, economico e culturale, che favoriscano il miglioramento delle loro condizioni di vita, sempre nel rispetto per la Pacha Mama.
L’organizzazione si muove seguendo il principio della democrazia, creando un corpo inclusivo di giovani e donne, nel quale vi siano solidarietà, unità e consapevolezza come asse di sviluppo, unitamente ad azioni di trasparenza che promuovono una maggiore responsabilizzazione di ognuno.

Come lavora

Sostenibilità ambientale

Secondo la tradizione indigena di cui sono protettori i soci di UCIRI, per la maggior parte Zapotecos, Mixes e Chontales, la terra non è un’entità estranea da sfruttare il più possibile, ma una “Pacha Mama”, una Madre Terra da rispettare perché da essa dipende la nostra sopravvivenza e quella delle generazioni future.

Come molte comunità indios, i soci di UCIRI non concepiscono la proprietà privata, per cui la terra viene ripartita fra gli abitanti del villaggio ogni anno a seconda delle necessità. Una visione di questo genere è totalmente incompatibile con un tipo di coltivazione che faccia uso di pesticidi, erbicidi o fertilizzanti chimici e la produzione di caffè di UCIRI è totalmente biologica.

Sostenibilità economica

Accorciare la filiera ed evitare che i campesinos vendano ai coyotes – gli intermediari – sono da sempre tra gli obiettivi di UCIRI. Il caffè di alta montagna è di qualità pregiata e negli ultimi anni i coyotes sono sempre più aggressivi, promettendo di pagare un prezzo più alto.
UCIRI mostra ai propri soci tutti i calcoli che hanno portato l’organizzazione a stabilire il prezzo del caffè che rimane stabile per una stagione. Alla fine del raccolto i contadini vedono che UCIRI ha pagato il miglior prezzo, anche perché i coyotes speculano molto e cambiano il prezzo spesso durante il periodo della raccolta. Rimane fondamentale il lavoro di coscientizzazione, per fare capire ai campesinos che non si tratta solo della vendita del prodotto, ma che il fatto di essere organizzati significa poter promuovere programmi di sviluppo locale, mantenere il proprio stile di vita ed essere riconosciuti in politica e in economia.

Sostenibilità sociale

UCIRI si impegna costantemente per dare risposte valide di dignitosa sopravvivenza ai propri soci e alle comunità indigene cui appartengono, alla ricerca di alternative per lo sviluppo sociale, economico e culturale, che favoriscano il miglioramento delle loro condizioni di vita, sempre nel rispetto per la Pacha Mama.
L’organizzazione si muove seguendo il principio della democrazia, creando un corpo inclusivo di giovani e donne, nel quale vi siano solidarietà, unità e consapevolezza come asse di sviluppo, unitamente ad azioni di trasparenza che promuovono una maggiore responsabilizzazione di ognuno.

Come crea / produce

Nella zona di Uciri, il caffè biologico si produce a un’altezza compresa tra i 1600 e i 1800 metri, in cafetales con coltivazione ad ombra, cioè le piante di caffè sono miste al sottobosco. La regolazione dell’ombra garantisce la qualità delle ciliegie di caffè: se l’ombra è poca, la temperatura è troppo elevata e si sviluppano le malattie tipiche delle piante di caffè; se invece è troppa, la pianta dà pochi frutti. I campesinos devono tagliare le piante con sapienza in modo da garantire la “giusta” ombra. Il lavoro di raccolta è totalmente manuale e richiede molto tempo.
Le ciliegie di caffè vanno selezionate subito per dividere il caffè verde da destinare al consumo domestico o al mercato nazionale da quello maturo da “de spolpare” e lavare per la produzione di caffè oro per esportazione.
I cafetales sono inclinati, lontani dalla casa del produttore, che deve usare un asino per trasportare il caffè raccolto e fare diversi viaggi di qualche chilometro su terreni scoscesi.

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Progetti di cooperazione Altromercato

Il Messico ha subito numerosi danni e negli ultimi anni alluvioni, uragani violenti e gelate non sono una rarità. Il terremoto del 2017 ha lasciato oltre 500 soci produttori di UCIRI senza casa e una scuola elementare è stata distrutta. Noi di Altromercato ci siamo subito attivati per sostenere
il nostro partner storico, anche tramite progetti di cooperazione.

Nel 2010 Uciri ha attraversato un altro periodo molto difficile, a causa dell’invecchiamento delle piante di caffè che davano una bassissima redditività. Abbiamo quindi deciso di organizzare la raccolta fondi Nuove radici per Uciri.

Grazie alla solidarietà dei consumatori italiani sono stati raccolti circa 15mila euro, che hanno permesso ai soci di Uciri di acquistare piante più giovani e forti e aumentare la produttività dei cafetales.

Progetti particolari

L’emigrazione rimane un problema, e sono soprattutto i giovani, i figli dei soci anziani, ad andarsene verso città messicane a vocazione turistica o negli Stati Uniti. Per preservare la cultura indigena anche tra i giovani, UCIRI sta promuovendo un servizio di piccoli prestiti agevolati ai soci gestito dalla cooperativa di risparmio e credito, la Esperanza Indigena Zapoteca. Di particolare rilevanza sociale è anche l’avvio di esperienze di ecoturismo, per avvicinarsi ai popoli della selva e trascorrere la giornata-tipo di un campesino. Mungere le vacche al mattino, raccogliere il caffè a mano, selezionarlo, “despulparlo” con la macchina a manovella, tostarlo e macinarlo prima di poterlo finalmente bere. Si tratta di un modo unico per assaporare l’aroma del caffè e conoscere i soci di UCIRI, persone e comunità che da oltre trent’anni lottano con dignità per un futuro migliore e più giusto, per tutti.

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