Si chiama Good Clothes, Fair Pay l’iniziativa dei cittadini europei (ECI) che intende chiedere alla Commissione Europea di proporre una legislazione che garantisca un salario dignitoso ai lavoratori del settore moda.
L’obiettivo dell’iniziativa è raccogliere almeno un milione di firme in un anno per poter richiedere leggi concrete a tutela di tante persone coinvolte nelle catene di approvvigionamento di grandi brand e distributori di abbigliamento, tessili e accessori.
Questa campagna, lanciata da Fashion Revolution e realizzata in collaborazione con Clean Clothes Campaign, è guidata da una coalizione di cittadini e supportata da ONG, responsabili politici ed esperti in materia.
Tra i vari partner ci siamo anche noi di Altromercato, perché da sempre crediamo che ci sia bisogno di un sistema moda più equo, in cui i brand siano ritenuti responsabili delle persone che realizzano i prodotti per loro e perché un salario dignitoso non è un lusso, bensì un diritto umano fondamentale.
Perché è necessaria una legislazione europea che tuteli i salari dei lavoratori del settore moda

Ad oggi la maggior parte delle persone che realizzano i vestiti che noi acquistiamo non guadagnano un salario dignitoso. Il problema non riguarda soltanto i paesi del sud-est asiatico, come saremmo portati a pensare, ma colpisce anche lavoratori negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa.
Nonostante centinaia di standard internazionali, leggi, regolamenti e sistemi di audit e certificazione che esistono per proteggere i diritti umani, lo sfruttamento rimane diffuso all’interno dell’industria della moda in tutto il mondo. Tra le violazioni dei diritti umani vi è proprio la retribuzione eccessivamente bassa, che non consente ai lavoratori di condurre uno stile di vita dignitoso. Ovunque nel mondo, infatti, i lavoratori del settore abbigliamento, per lo più donne, guadagnano in media il 45% in meno di quanto necessario per provvedere a sé stessi e alle loro famiglie. Ciò si traduce in incapacità di vivere in alloggi adeguati, di accedere all’assistenza sanitaria, persino di mandare i figli a scuola. Il lavoro minorile è una diretta conseguenza della mancanza di un salario dignitoso.
Gli attuali salari minimi legali nel settore, stabiliti dai governi nei paesi produttori di abbigliamento, non sono sufficienti. Per troppo tempo i grandi brand di moda hanno promesso di adottare misure per affrontare la situazione, ma le misure volontarie, di fatto, non hanno portato a grandi risultati.
Non è possibile aspettare che ogni azienda prenda provvedimenti in modo volontario. C’è bisogno di una legislazione che regolamenti e responsabilizzi le aziende del settore.









Chiunque può partecipare alla raccolta firme per i lavoratori del settore moda
ECI, l’iniziativa dei cittadini europei, è uno strumento che consente ai cittadini di chiedere direttamente alla Commissione Europea di proporre una legislazione. Si tratta quindi di un’occasione unica per ognuno di noi di compiere un piccolo gesto che potrebbe cambiare il futuro di milioni di lavoratori nel mondo della moda, un milione e mezzo solo nell’Unione Europea.
Grazie alla tua firma, i marchi e i rivenditori potrebbero essere legalmente tenuti a valutare i salari nelle proprie catene produttive, a mettere in atto piani per colmare il divario tra salario effettivo e salario minimo e a rivelare pubblicamente i propri progressi anno dopo anno.
Se anche tu come noi vuoi un sistema moda più equo, firma ora online.
Se hai bisogno di ulteriori informazioni, visita il sito ufficiale o vai su fashionrevolution.org.






