Paese:

Fondazione:

Prodotto:

Persone coinvolte:

Valore protetto/impegno:

Uganda

2006

caffè

oltre 8.000 soci produttori

empowerment femminile, sviluppo delle comunità, salvaguardia della biodiversità

Segni particolari:

I contadini di ACPCU provengono da comunità distinte e multietniche, parlano lingue diverse, ma condividono una voce comune: lavorare insieme per commercializzare il loro caffè e migliorare i propri mezzi di sussistenza.

Motto / mission:

Garantire un lavoro sicuro e giustamente remunerato ai soci delle singole cooperative, nonché garantire un accesso al credito

Sito web:

Come nasce

Dalle sue origini, nel 2006, ACPCU è cresciuta fino a diventare un’unione cooperativa di circa 8.200 membri impegnata nell’esportazione di caffè e di proprietà degli agricoltori stessi. Questi contadini provengono da comunità distinte e multietniche che si estendono attraverso le montagne del sud-ovest dell’Uganda, dai fertili pendii di Bushenyi alle vette e ai laghi scintillanti del cratere di Bunyaruguru. Parlano lingue diverse, ma condividono una voce comune: lavorare insieme per commercializzare il loro caffè e migliorare i propri mezzi di sussistenza.

Com’è oggi

ACPCU, Ankole Coffee Producers Cooperative Union, riunisce i piccoli produttori di caffè dei villaggi che si trovano nella zona sud occidentale dell’Uganda, nei distretti di Bushenyi, Mitooma, Sheema e Ntungamo. ACPCU ha degli obiettivi molto concreti: dare un lavoro sicuro e giustamente remunerato ai soci delle singole cooperative, garantire un accesso al credito alle cooperative, offrire formazione tecnica ai contadini soci, svolgere le pratiche per l’esportazione e rivolgersi con priorità al Commercio Equo e Solidale. 

La coltivazione del caffè per i contadini di ACPCU è un’attività che si tramanda da generazioni. Eppure, negli ultimi tempi, i cambiamenti climatici e le condizioni metereologiche estreme stanno mettendo a dura prova i contadini e la popolazione. ACPCU si sta occupando fortemente di affiancare i contadini con formazioni specifiche, ma i problemi in questo caso sono davvero globali.

Si stanno quindi sperimentando misure per adattare il modo di coltivare: ridurre l’erosione del suolo costruendo terrazze e piantando alberi; aumentare la fertilità del suolo con piante che fissano l’azoto, pacciame, compost fatto in casa e letame animale; promuovere il biogas per ridurre la necessità di abbattere alberi per la legna da ardere per cucinare.

Come lavora

Sostenibilità economica
ACPCU è una cooperativa composta da 21 società primarie i cui soci comprendono coltivatori di caffè che hanno la necessità di controllare il proprio caffè dalla coltivazione alla lavorazione, fino all’esportazione. Questi trasformano la vita dei coltivatori di caffè rurali sia dal punto di vista sociale che economico, consentendo loro di assumere la proprietà della catena del valore del caffè nel mercato internazionale. ACPCU fornisce un mercato redditizio per oltre 12.000 piccoli coltivatori nell’Uganda occidentale.

Sostenibilità ambientale
I contadini coltivano dei piccoli appezzamenti, poco più di un ettaro in media, sulle colline del distretto Bushenyi, fino alle montagne di Bunyaruguru, una zona famosa per i vulcani. Il terreno e il microclima sono molto particolari e il caffè biologico di qualità robusta, chiamata anche “canephora”, viene raccolto esclusivamente a mano e fatto essiccare al sole per 3 settimane, muovendolo più volte per evitare fermentazioni. Per migliorare il terreno e per garantire cibo alla propria famiglia, i contadini affiancano al caffè la coltivazione di banane, avocado, ananas e cassava. Di particolare importanza l’allevamento di bovini e capre. Il letame è un ottimo fertilizzante, come hanno imparato i contadini grazie alla formazione al biologico di ACPCU. 

Parità di genere
L’esportazione del caffè richiede la garanzia di un’altissima qualità. ACPCU, pertanto, ha investito molto sul controllo di qualità finale, che viene eseguito col computer, ma anche manualmente su ogni chicco di caffè. Questo lavoro viene eseguito quasi esclusivamente da donne, che controllano quotidianamente da 3 a 4 sacchi di 60 kg di caffè. Delle migliaia di soci delle cooperative che formano ACPCU un terzo sono donne e nel Consiglio d’Amministrazione rappresentano il 40%. Un centinaio di donne sono “gender-agent”, si occupano di riflettere sul ruolo delle donne dei villaggi e di  incoraggiarle ad assumere maggiori responsabilità nella cooperativa e a formare gruppi di risparmio.

Come lavora

Sostenibilità economica
ACPCU è una cooperativa composta da 21 società primarie i cui soci comprendono coltivatori di caffè che hanno la necessità di controllare il proprio caffè dalla coltivazione alla lavorazione, fino all’esportazione. Questi trasformano la vita dei coltivatori di caffè rurali sia dal punto di vista sociale che economico, consentendo loro di assumere la proprietà della catena del valore del caffè nel mercato internazionale. ACPCU fornisce un mercato redditizio per oltre 12.000 piccoli coltivatori nell’Uganda occidentale.

Sostenibilità ambientale
I contadini coltivano dei piccoli appezzamenti, poco più di un ettaro in media, sulle colline del distretto Bushenyi, fino alle montagne di Bunyaruguru, una zona famosa per i vulcani. Il terreno e il microclima sono molto particolari e il caffè biologico di qualità robusta, chiamata anche “canephora”, viene raccolto esclusivamente a mano e fatto essiccare al sole per 3 settimane, muovendolo più volte per evitare fermentazioni. Per migliorare il terreno e per garantire cibo alla propria famiglia, i contadini affiancano al caffè la coltivazione di banane, avocado, ananas e cassava. Di particolare importanza l’allevamento di bovini e capre. Il letame è un ottimo fertilizzante, come hanno imparato i contadini grazie alla formazione al biologico di ACPCU. 

Parità di genere
L’esportazione del caffè richiede la garanzia di un’altissima qualità. ACPCU, pertanto, ha investito molto sul controllo di qualità finale, che viene eseguito col computer, ma anche manualmente su ogni chicco di caffè. Questo lavoro viene eseguito quasi esclusivamente da donne, che controllano quotidianamente da 3 a 4 sacchi di 60 kg di caffè. Delle migliaia di soci delle cooperative che formano ACPCU un terzo sono donne e nel Consiglio d’Amministrazione rappresentano il 40%. Un centinaio di donne sono “gender-agent”, si occupano di riflettere sul ruolo delle donne dei villaggi e di incoraggiarle ad assumere maggiori responsabilità nella cooperativa e a formare gruppi di risparmio.

Cosa crea/produce

I contadini di ACPCU coltivano caffè biologico di qualità robusta, chiamata anche “canephora”.

Progetti particolari

Grazie alla scelta dei soci di ACPCU di produrre caffè biologico e alla grande attenzione alla qualità, i contadini ora hanno un reddito sicuro e dignitoso. Mentre prima venivano fortemente sfruttati a sopravvivevano grazie a un’agricoltura di sussistenza, ora i soci delle cooperative possono usufruire di numerosi benefici. Anche nei villaggi più remoti sono state costruite scuole elementari e i bambini non devono più vivere lontano dalla famiglia per andare a scuola, come avveniva in passato per chi se lo poteva permettere. Il sovrapprezzo pagato dal Commercio Equo e Solidale è servito per costruire una piccola clinica in cui un medico visita la popolazione e segue alcuni progetti specifici per combattere la malaria e prevenire la diffusione dell’Aids. Molte case di argilla sono state sostituite con case di mattoni con un tetto e sono state costruite finalmente delle strade. I contadini vedono che ogni giorno la loro vita cambia e possono sperare nel futuro.