IL PREMIO BIO E LA CONVERSIONE AL BIOLOGICO

Sosteniamo e spesso accompagniamo i partner produttori nel percorso per la conversione in biologico dei loro prodotti, un percorso importante sotto molti punti di vista.

Attraverso il riconoscimento di un premio pagato oltre il prezzo minimo del fair trade, i produttori vengono motivati a operare la scelta verso una coltivazione e una produzione più responsabile nei confronti della terra, di coloro che la lavorano e del consumatore finale.

Il percorso verso il biologico di datteri e cous cous della Palestina

Palestina, Cisgiordania e Striscia di Gaza, territori di occupazione israeliana

È l’alba dei primi anni Ottanta quando, in un contesto di forte instabilità politica ed economica, un gruppo di agronomi, tecnici agricoli, agricoltori pionieri e medici veterinari fondano l’Ong PARC (Palestinian Agricultural Relief Committee) con lo scopo di promuovere la cultura della convivenza e del rispetto, lo sviluppo rurale e l’emancipazione femminile attraverso formazione e lavoro, con la convinzione che la permanenza dei contadini sui territori palestinesi costituisca un aspetto essenziale per la rivendicazione dello stato palestinese contro l’occupazione israeliana.

PARC, affiancata dal braccio commerciale Al-Reef, ha creduto fin dall’inizio nell’importanza dell’agricoltura biologica per accedere ai mercati internazionali, adottando un approccio strategico sostenibile e proponendo prodotti sani per l’uomo e sicuri per l’ambiente

Da più di 13 anni, PARC e Al-Reef hanno avviato una collaborazione con l’ente di certificazione biologica palestinese COAP (Company of Organic Agriculture in Palestine) e hanno investito risorse insieme a diverse cooperative di contadini palestinesi diffondendo conoscenze e competenze nel campo dell’agricoltura biologica. Questo percorso è culminato con l’ottenimento di certificazioni biologiche per 12 cooperative agricole di produttori d’olio d’oliva e per un frantoio, che hanno contribuito ad espandere i mercati di questo prodotto.

Visto il successo ottenuto, negli ultimi anni questo progetto è stato esteso ad alcuni piccoli agricoltori di grano (materia prima per il cous cous) e di datteri palestinesi della pregiata varietà Medjoul

Grazie al Progetto Palestina Pass (2014-2017) dell’associazione Chico Mendes di Milano, in collaborazione con Altromercato, con i partner PARC e PYU, italiani Cospe, l’Università di Milano – Dipartimento di Agraria, AIAB Lombardia e il Comune di Milano, sono state avviate una serie di azioni migliorative a livello produttivo che hanno portato nel 2019 alla certificazione bio per i datteri e nel 2020 quella per il cous cous.

Il primo grano bio palestinese è di Yousef Fayad

La sua azienda agricola Aman si trova ad Al-Zababdeh, una città palestinese nel nord della Cisgiordania, a 15 chilometri a sud-est di Jenin. Qui alla coltivazione del grano bio si alterna quella del sesamo, prassi prevista dal sistema biologico per garantire la fertilità del suolo. Dopo una serie di analisi da parte di Al Reef, Yousef Fayad è riuscito a ottenere la certificazione biologica a giugno 2020.

Il cous cous artigianale che da dignità alle donne

Il cous cous, chiamato in Palestina Maftoul, è unico al mondo. Si ottiene tramite lavorazione artigianale, con tecniche semplici ma raffinate, che vengono tramandate da generazioni.
Il grano duro integrale, chiamato
hambar, viene mescolato al grano tenero spezzettato, bulgur, quindi si aggiungono acqua e sale e, con movimenti rotatori delle mani, si impasta la semola ottenendo i granelli di cous cous. Maftoul significa proprio «Movimento rotatorio delle mani». I granelli vengono successivamente setacciati, essiccati e cotti al vapore. 

Il grano biologico macinato viene trasportato al laboratorio di Gerico, dove una cooperativa dà lavoro a più di 30 donne provenienti dai campi profughi di Ain Al-Sultan e Aqabt Jaber. Le mani di queste donne trasformano il grano macinato in cous cous, con tecniche artigianali che si tramandano da generazioni. Per una donna palestinese avere un lavoro significa non solo possedere una fonte di reddito, spesso l’unica per la famiglia, ma significa anche ottenere un riconoscimento sociale nella comunità.

I datteri Medjoul biologici nella valle del Giordano

La prima azienda agricola certificata da COAP per i datteri biologici è stata quella di Amjad Barakat, a Jiftlik, nella valle del Giordano. Questa zona è una delle più colpite dall’occupazione israeliana e la coltivazione di datteri qui è una forma di resistenza che permette ai contadini della Palm Tree Farmers Association di non abbandonare i villaggi e di presidiare il territorio. Quando una terra resta incolta, infatti, per legge può essere espropriata dallo stato israeliano, anche se si trova in Cisgiordania. 

PARC e Al Reef hanno investito nella costruzione di un moderno impianto di lavorazione in grado di controllare con tecnologie avanzate l’intero processo di lavaggio, selezione lavorazione e confezionamento dei datteri. Dal 2019 anche questo impianto è stato certificato da COAP e può lavorare i datteri biologici. Dopo l’esperienza di Amjad Amjad Barakat, altri tre contadini hanno intrapreso il percorso di conversione al biologico.