BUONE PRATICHE DI RISPARMIO IDRICO
DAI PRODUTTORI IN ASIA

In alcune zone della Thailandia e dell’India, dove si coltiva principalmente riso, produttività sostenibile significa soprattutto risparmio dell’acqua e utilizzo di semi e compost nel modo più efficiente possibile. 

Per raggiungere l’umidità ottimale del chicco di riso è molto interessante il metodo innovativo SRI (System of Rice Intensification), che prevede l’umidificazione del suolo anziché la coltura in immersione, con un risparmio dell’acqua fino al 50%, un utilizzo di un minor numero di semi, e l’aumento della produttività di circa il 30%.

OASIS E I BENEFICI DEL METODO SRI PER RISPARMIARE L’ACQUA
Provincia di Surin, nel nord est della Thailandia

Nel nord est della Thailandia c’è un organizzazione chiamata Oasis (inizialmente Rice Fund Surin Organic Agricolture Cooperative) nata con l’idea di aiutare i contadini della provincia di Surin a vendere il proprio riso a prezzi equi, promuovendo un modello commerciale sostenibile, che tuteli i contadini, i consumatori e l’ambiente. Grazie a un intenso programma formativo, i contadini hanno imparato a coltivare il riso secondo i dettami dell’agricoltura biologica e non sono più dipendenti dai fertilizzanti chimici, che spesso hanno prezzi per loro troppo alti.

Il progetto di “Riso Jasmine Equo Solidale Sostenibile” nasce per rispettare l’ecosistema e diventa ancora più importante in un’epoca in cui i cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova le coltivazioni e i raccolti in moltissime zona del pianeta. Il progetto pluriennale, svolto in collaborazione con università, una ONG locale e l’Ong svizzera Helvetia, è incentrato sul riso biologico e il Commercio Equo e Solidale, sulle tecniche di partecipazione comunitaria, la tutela della biodiversità, gli adattamenti al cambiamento climatico e la gestione dell’acqua.

In particolare, in questa zona è risultato efficiente il metodo SRI. All’inizio i contadini erano scettici, ma visti i risultati, sempre più contadini si stanno convincendo e i più esperti hanno il compito di assistere i nuovi ad implementare il metodo SRI.

FAIR FARMING: UN RISO CHE PROFUMA DI GIUSTIZIA E SOSTENIBILITÀ
India, Stato dell’Uttarakhand, alle pendici dell’Himalaya

L’organizzazione Fair Farming Foundation Ramnagar riunisce i contadini di decine di villaggi delle regioni di Betalghat, Kotabag, Patkot, Dhela. Molti contadini di questi villaggi, spesso isolati, hanno un livello di scolarizzazione molto basso e questo li ha portati in passato a essere spesso sfruttati nella vendita del riso sul mercato locale. L’organizzazione, quindi, è nata proprio con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita di queste persone, innanzitutto pagando un prezzo giusto che consenta alle famiglie di vivere dignitosamente, organizzando i contadini collettivamente per consentire uno sviluppo rurale sostenibile ed evitando la migrazione verso le grandi città.

I contadini di Fair Farming, oggi oltre 500 piccoli produttori indiani che coltivano secondo i dettami dell’agricoltura biologica, sono proprietari di piccoli appezzamenti coltivati a riso (20-30%) e con altri prodotti come ceci, soia, leguminose, grano, miglio, curcuma. 

Negli ultimi anni, sono stati costretti ad affrontare il grosso problema della disponibilità dell’acqua, poiché le piogge sono molto meno frequenti a causa dei cambiamenti climatici. Per permettere la coltivazione del riso Basmati, uno dei più pregiati al mondo, con meno acqua si sta implementando il metodo agronomico SRI.

Razionalizzando la gestione dell’acqua con il metodo SRI e un sistema di canalizzazione gestito dal villaggio, i contadini riescono a coltivare verdure e soia biologiche nella “contro stagione” del riso, facendo sì che il terreno si rinvigorisca grazie alla rotazione delle colture e potendo avere verdure e leguminose biologiche per l’autoconsumo familiare e per la vendita al mercato locale, realizzando inoltre un reddito aggiuntivo.