Tre miscele di caffè in grani nate per la macchina del caffè automatica, realizzate con le migliori origini dall’America Centrale, dall’Asia e dall’Africa. È la novità tra i caffè Altromercato, ma non solo: è la storia di tante famiglie di coltivatori a cui viene riconosciuto un prezzo giusto, ogni giorno, tazzina dopo tazzina.

Come riconoscere un buon caffè in grani?

I due tipi di caffè più diffusi al mondo sono l’arabica e la robusta: la prima cresce in quota, ha un gusto più aromatico e delicato; la seconda è più resistente, con un corpo più pieno e maggiore presenza di caffeina. Le miscele di caffè di qualità nascono spesso dall’equilibrio tra le due, studiato per esaltare le qualità di entrambe. 

Nel caso del caffè in grani per macchina automatica, si aggiunge un ulteriore fattore di qualità: deve essere macinato fresco al momento dell’estrazione, così da preservare gli aromi volatili che altrimenti si perdono nelle ore e nei giorni successivi alla macinatura.

Ma cosa rende davvero buono un caffè in grani? La risposta non sta solo nell’aroma o nella corposità. Sta prima di tutto in quello che c’è prima dell’arrivo del caffè nella tazzina: il metodo di coltivazione, il tipo di pianta, la catena di persone che lo porta dalla ciliegia al chicco torrefatto.

La filiera del caffè Altromercato: equità che parte dalla terra

Il caffè equo solidale di Altromercato ha una storia che comincia molto prima della torrefazione.

Un cafetero  si sveglia prima dell’alba, percorre chilometri di strade impervie e raccoglie a mano le ciliegie di caffè mature – una ad una, con cura.

La filiera produttiva del caffè convenzionale è spesso segnata da squilibri profondi: l’80% del caffè mondiale è prodotto da circa 25 milioni di piccoli coltivatori, ma le fluttuazioni dei prezzi di mercato ne mettono a rischio la sopravvivenza. Altromercato lavora in senso opposto: garantisce un prezzo minimo concordato, più alto rispetto a quello di mercato, relazioni commerciali trasparenti e continuative, e supporto tecnico alle cooperative produttrici.

La coltivazione del caffè sostenibile: i giardini del caffè

La coltivazione del caffè sostenibile praticata dai partner di Altromercato si chiama “sistema dei giardini del caffè”: le piante crescono in altura, all’ombra di altri alberi, insieme ad altre colture. Un sistema che conserva la biodiversità e protegge il suolo dall’erosione. Oggi, quasi il 55% del caffè verde importato da Altromercato è certificato biologico: un dato che racconta meglio di qualsiasi slogan l’impegno reale del Commercio Giusto.

La coltivazione del caffè sostenibile: i giardini del caffè

La coltivazione del caffè sostenibile praticata dai partner di Altromercato si chiama “sistema dei giardini del caffè”: le piante crescono in altura, all’ombra di altri alberi, insieme ad altre colture. Un sistema che conserva la biodiversità e protegge il suolo dall’erosione. Oggi, quasi il 55% del caffè verde importato da Altromercato è certificato biologico: un dato che racconta meglio di qualsiasi slogan l’impegno reale del Commercio Giusto.

Tre nuove miscele: quale scegliere?

La nuova selezione di caffè in grani Altromercato per macchine automatiche comprende tre referenze, tutte confezionate in eco-pack aluminium free

Un blend di arabica centroamericana e robusta proveniente da India e Africa. Corpo medio, note fruttate pronunciate: il caffè per chi non rinuncia al carattere.

Miscela biologica di arabica e robusta per un’estrazione vellutata, cremosa, dalle note bilanciate. Ideale per chi ama un espresso avvolgente e senza spigoli.

Una fusione di arabica etiope e latinoamericana, dolcemente tostata. Delicato, aromatico, senza robusta: il caffè sostenibile per i palati più raffinati.

Tre miscele di caffè diverse per carattere, tutte legate dallo stesso filo: la certezza di sapere da dove viene quello che si beve, e che dietro ogni chicco c’è una scelta giusta.

I produttori: WSSS in India e SIDAMA in Etiopia

Le miscele della nuova selezione in grani nascono dalla collaborazione con due realtà produttrici di eccellenza.

WSSS – Wayanad Social Service Society, in India, è la fonte della robusta utilizzata nelle miscele: una cooperativa che lavora nel rispetto delle persone e dell’ambiente nel verde lussureggiante del Kerala.

SIDAMA, in Etiopia, fornisce la componente arabica: una delle origini più preziose al mondo, proveniente dalla regione considerata la culla del caffè. Grazie al premio fair trade, Sidama è riuscita a far arrivare l’elettricità nei centri di stoccaggio del caffè e ha investito nel miglioramento delle scuole e delle strade.

Il piacere del caffè sostenibile, ogni giorno

Scegliere il miglior caffè in grani non significa solo scegliere quello più buono in tazza. Significa scegliere un modello produttivo che rispetta la terra, che remunera equamente chi lavora, che costruisce relazioni di fiducia durature.

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