Il riciclo della plastica è un tema caldo anche all’interno della filiera di produzione delle banane, dove si utilizzano sacchetti di plastica per la protezione dei frutti da agenti esterni dannosi. Uno dei grandi problemi in questa filiera riguarda la gestione della plastica come rifiuto, spesso abbandonato sul terreno o non trattato adeguatamente.

In Perù e in Ecuador, tuttavia, grazie ad Agrofair Europe e alla cooperazione con organizzazioni locali ed europee, alcuni produttori di Commercio Equo stanno portando avanti un progetto per il riciclo della plastica delle piantagioni.

La plastica nelle piantagioni di banane

Nella coltivazione delle banane si utilizzano sacchetti di plastica per proteggere i frutti da parassiti, insetti, uccelli, inquinamento, agenti atmosferici. Questi sacchetti vengono impregnati di insetticidi, talvolta naturali, come nel caso delle banane biologiche, altre volte chimici, utilizzati nelle coltivazioni convenzionali. 

I sacchetti di plastica aiutano i caschi di banane a crescere in modo sicuro e vengono rimossi una volta che i frutti sono pronti per la raccolta. Proprio in fase di raccolta, tuttavia, a meno che non ci sia un sistema ordinato per raccogliere i sacchetti usati, questi possono finire per inquinare il suolo. 

Nelle piantagioni convenzionali, infatti, spesso la plastica viene abbandonata nei terreni accanto alle coltivazioni o sulle strade, causando intuibili danni all’ambiente e alle comunità locali, soprattutto se i sacchetti sono impregnati di prodotti chimici.

Ma le cose stanno iniziando a cambiare, specialmente per le piccole organizzazioni di produttori della rete del Commercio Equo e Solidale.

La plastica nelle piantagioni di banane

Nella coltivazione delle banane si utilizzano sacchetti di plastica per proteggere i frutti da parassiti, insetti, uccelli, inquinamento, agenti atmosferici. Questi sacchetti vengono impregnati di insetticidi, talvolta naturali, come nel caso delle banane biologiche, altre volte chimici, utilizzati nelle coltivazioni convenzionali. 

I sacchetti di plastica aiutano i caschi di banane a crescere in modo sicuro e vengono rimossi una volta che i frutti sono pronti per la raccolta. Proprio in fase di raccolta, tuttavia, a meno che non ci sia un sistema ordinato per raccogliere i sacchetti usati, questi possono finire per inquinare il suolo.

Nelle piantagioni convenzionali, infatti, spesso la plastica viene abbandonata nei terreni accanto alle coltivazioni o sulle strade, causando intuibili danni all’ambiente e alle comunità locali, soprattutto se i sacchetti sono impregnati di prodotti chimici.

Ma le cose stanno iniziando a cambiare, specialmente per le piccole organizzazioni di produttori della rete del Commercio Equo e Solidale.

AgroFair e il progetto di riciclo della plastica nelle coltivazioni di banane

AgroFair, la principale centrale europea per l’importazione di frutta fresca equo solidale, partner di Altromercato, si impegna da tempo per affrontare la questione del riciclo della plastica utilizzata nelle coltivazioni di banane. L’impegno è iniziato già diversi anni fa, con attività di sensibilizzazione sul tema nei Paesi dove si trovano i produttori di banane equosolidali. All’inizio si è cercato di diffondere la conoscenza sulle buone pratiche di sostenibilità ambientale, successivamente sono stati messi in atto alcuni provvedimenti concreti.

In Costa Rica è stata fondata la RecyPlast, compagnia che tuttora ricicla la plastica usata nelle piantagioni di banane e la trasforma in tavole angolari per le spedizioni dei bancali. Da lì lo sguardo si è poi spostato in Perù.

In questo Paese si utilizzano oltre 20 milioni di sacchetti in un anno, più di 450 tonnellate di plastica. Nonostante l’impegno di produttori attenti all’ambiente, le piantagioni si trovano spesso in aree senza accesso ad adeguati impianti di smaltimento. Il risultato è che almeno il 40% della plastica utilizzata non viene gestita adeguatamente. 

È proprio in Perù che nel 2019 AgroFair Europe ha avviato un progetto per aumentare la capacità di riciclo delle organizzazioni di produttori con cui collabora. Insieme all’agenzia governativa olandese per lo sviluppo delle imprese, RVO, la catena di supermercati lussemburghese CACTUS, Solidaridad Perù insieme a Plastic Fantastic, la WASTE Foundation e organizzazioni di produttori come AVACH e APPBOSA, si è deciso di costruire un grande impianto di riciclaggio. Il meccanismo di riciclo prevede, come per RecyPlast, che dai sacchetti di plastica si ottengano tavole angolari per la spedizione di banane nel mondo. 

Per l’occasione i produttori e altri azionisti di interesse si sono uniti in una società fondata appositamente per il progetto: è nato così Grupo ECOBAN. La costruzione dell’impianto è iniziata nel giugno 2021 e l’edificio è stato completato qualche mese dopo, ad ottobre. L’impianto si trova proprio sul terreno della cooperativa APPBOSA, nella regione di Piura, in Perù. Ad oggi l’impianto è funzionante e ben collaudato, al punto che si possono realizzare tre le 500 e le 800 tavole angolari al giorno. 

A febbraio 2022 è stata inaugurata la prima spedizione di banane bio Altromercato su bancali con angolari fatti dalla plastica riciclata

Si prevede che altri due impianti di riciclaggio verranno implementati in Repubblica Dominicana, mentre in Nicaragua e in Ecuador sono attive iniziative minori. Questi progetti testimoniano che non solo grandi aziende o compagnie possono fare qualcosa per la sostenibilità ambientale, ma che anche imprese più piccole, in cooperazione tra loro e con il supporto internazionale, possono fare la loro parte.

AgroFair e il progetto di riciclo della plastica nelle coltivazioni di banane

AgroFair, la principale centrale europea per l’importazione di frutta fresca equo solidale, partner di Altromercato, si impegna da tempo per affrontare la questione del riciclo della plastica utilizzata nelle coltivazioni di banane. L’impegno è iniziato già diversi anni fa con attività di sensibilizzazione sul tema nei Paesi dove si trovano i produttori di banane equosolidali. All’inizio si è cercato di diffondere la conoscenza sulle buone pratiche di sostenibilità ambientale, successivamente sono stati messi in atto alcuni provvedimenti concreti.

In Costa Rica è stata fondata la RecyPlast, compagnia che tuttora ricicla la plastica usata nelle piantagioni di banane e la trasforma in tavole angolari per le spedizioni dei bancali. Da lì lo sguardo si è poi spostato in Perù. 

In questo Paese si utilizzano oltre 20 milioni di sacchetti in un anno, più di 450 tonnellate di plastica. Nonostante l’impegno di produttori attenti all’ambiente, le piantagioni si trovano spesso in aree senza accesso ad adeguati impianti di smaltimento. Il risultato è che almeno il 40% della plastica utilizzata non viene gestita adeguatamente. 

È proprio in Perù che nel 2019 AgroFair Europe ha avviato un progetto per aumentare la capacità di riciclo delle organizzazioni di produttori con cui collabora. Insieme all’agenzia governativa olandese per lo sviluppo delle imprese, RVO, la catena di supermercati lussemburghese CACTUS, Solidaridad Perù insieme a Plastic Fantastic, la WASTE Foundation e organizzazioni di produttori come AVACH e APPBOSA, si è deciso di costruire un grande impianto di riciclaggio. Il meccanismo di riciclo prevede, come per RecyPlast, che dai sacchetti di plastica si ottengano tavole angolari per la spedizione di banane nel mondo. 

Per l’occasione i produttori e altri azionisti di interesse si sono uniti in una società fondata appositamente per il progetto: è nato così Grupo ECOBAN. La costruzione dell’impianto è iniziata nel giugno 2021 e l’edificio è stato completato qualche mese dopo, ad ottobre. L’impianto si trova proprio sul terreno della cooperativa APPBOSA, nella regione di Piura, in Perù. Ad oggi l’impianto è funzionante e ben collaudato, al punto che si possono realizzare tre le 500 e le 800 tavole angolari al giorno. 

A febbraio 2022 è stata inaugurata la prima spedizione di banane bio Altromercato su bancali con angolari fatti dalla plastica riciclata

Si prevede che altri due impianti di riciclaggio verranno implementati in Repubblica Dominicana, mentre in Nicaragua e in Ecuador sono attive iniziative minori. Questi progetti testimoniano che non solo grandi aziende o compagnie possono fare qualcosa per la sostenibilità ambientale, ma che anche imprese più piccole, in cooperazione tra loro e con il supporto internazionale, possono fare la loro parte.