“Solidarietà è un rapporto di fratellanza che unisce tra loro i membri di una società, di una collettività, legati da comuni interessi, o dell’intera umanità, che si manifesta con atti di reciproco aiuto e assistenza materiale e morale”.

Per noi di Altromercato e per i produttori nel mondo con cui collaboriamo, la solidarietà non ha bisogno di essere spiegata: valori come questo sono insiti nella natura del mercato che realizziamo. Le organizzazioni equosolidali internazionali e le cooperative nel Sud e nel Nord del mondo, infatti, sono nate per essere solidali con i produttori marginalizzati e per favorire lo sviluppo economico e sociale di tante comunità.

Uciri in Messico, Tradin Organic in Sierra Leone e Manduvirà in Paraguay sono solo tre delle tante realtà per le quali la solidarietà, sia tra i soci che proveniente da fonti esterne, ha fatto e continua a fare la differenza. Scopriamole insieme.

Uciri e la solidarietà nella filiera del caffè in Messico

La lotta contro la povertà è una delle espressioni della solidarietà. Lo sanno bene i coltivatori di Uciri, cooperativa nata in Messico negli anni Ottanta proprio per combattere la grave miseria nella zona Zapoteca e Mixe de la Sierra, oggi nella regione di Oaxaca.

In questo territorio, a carattere fortemente indigeno, le comunità di coltivatori di caffè soffrivano una condizione di dipendenza dagli intermediari, i cosiddetti coyotes, e non riuscivano ad avere guadagni dignitosi. 

Con l’istituzione della Unión de Comunidades Indígenas de la Región del Istmo R.I. (UCIRI, appunto), tanti contadini si sono liberati da questi intermediari, scoprendo nuove opportunità di mercato, soprattutto grazie al Commercio Equo e Solidale.

Ad oggi l’organizzazione si impegna sempre di più per far capire agli agricoltori la differenza tra un prezzo stabilito in modo equo e stabile e un prezzo oscillante e inaffidabile, come quello degli intermediari. Quello che si cerca di far comprendere ai contadini è che non si tratta solo della vendita del prodotto, ma che essere organizzati in una cooperativa, lavorare insieme, implica poter promuovere programmi di sviluppo ed essere riconosciuti in politica e in economia.

All’interno di Uciri principi come solidarietà, unità e consapevolezza sono assi di sviluppo importanti. Oltre alla solidarietà interna tra i soci, fin dall’inizio e soprattutto in momenti difficili l’organizzazione ha potuto contare su solidarietà esterna. Noi di Altromercato, ad esempio, siamo partiti 35 anni fa collaborando proprio con Uciri, per sostenere il progetto ambizioso di questi produttori di caffè offrendo loro lo sbocco commerciale del Commercio Equo Solidale.

La relazione si è poi consolidata negli anni, così come il supporto. Nel 2017, per esempio, un terremoto ha lasciato oltre 500 soci produttori di UCIRI senza casa e senza scuola elementare. Noi di Altromercato ci siamo subito attivati, anche tramite progetti di cooperazione. Qualche anno prima, Uciri ha attraversato un periodo molto duro a causa dell’invecchiamento delle piante di caffè che davano una bassissima redditività. Grazie alla solidarietà dei consumatori italiani sono state raccolte migliaia di euro, che hanno permesso ai soci di Uciri di rimettersi in sesto.

Uciri e la solidarietà nella filiera del caffè in Messico

La lotta contro la povertà è una delle espressioni della solidarietà. Lo sanno bene i coltivatori di Uciri, cooperativa nata in Messico negli anni Ottanta proprio per combattere la grave miseria nella zona Zapoteca e Mixe de la Sierra, oggi nella regione di Oaxaca. In questo territorio, a carattere fortemente indigeno, le comunità di coltivatori di caffè soffrivano una condizione di dipendenza dagli intermediari, i cosiddetti coyotes, e non riuscivano ad avere guadagni dignitosi. 

Con l’istituzione della Unión de Comunidades Indígenas de la Región del Istmo R.I. (UCIRI, appunto), tanti contadini si sono liberati da questi intermediari, scoprendo nuove opportunità di mercato, soprattutto grazie al Commercio Equo e Solidale.

Ad oggi l’organizzazione si impegna sempre di più per far capire agli agricoltori la differenza tra un prezzo stabilito in modo equo e stabile e un prezzo oscillante e inaffidabile, come quello degli intermediari. Quello che si cerca di far comprendere ai contadini è che non si tratta solo della vendita del prodotto, ma che essere organizzati in una cooperativa, lavorare insieme, implica poter promuovere programmi di sviluppo ed essere riconosciuti in politica e in economia.

All’interno di Uciri principi come solidarietà, unità e consapevolezza sono assi di sviluppo importanti. Oltre alla solidarietà interna tra i soci, fin dall’inizio e soprattutto in momenti difficili l’organizzazione ha potuto contare su solidarietà esterna. Noi di Altromercato, ad esempio, siamo partiti 35 anni fa collaborando proprio con Uciri, per sostenere il progetto ambizioso di questi produttori di caffè offrendo loro lo sbocco commerciale del Commercio Equo Solidale.

La relazione si è poi consolidata negli anni, così come il supporto. Nel 2017, per esempio, un terremoto ha lasciato oltre 500 soci produttori di UCIRI senza casa e senza scuola elementare. Noi di Altromercato ci siamo subito attivati, anche tramite progetti di cooperazione. Qualche anno prima Uciri ha attraversato un periodo molto duro a causa dell’invecchiamento delle piante di caffè che davano una bassissima redditività. Grazie alla solidarietà dei consumatori italiani sono state raccolte migliaia di euro, che hanno permesso ai soci di Uciri di rimettersi in sesto.

Tradin Organic e il cacao solidale in Sierra Leone

Tradin Organic, società olandese che connette produttori di materie prime biologiche e imprese di tutto il mondo, dal 2015 ha avviato un progetto di approvvigionamento di cacao biologico certificato insieme ai contadini in Sierra Leone. Iniziare un progetto in questo Paese è particolarmente significativo se si pensa alla grave situazione sociale, sanitaria ed economica di qualche anno fa. Tra la guerra civile e l’epidemia di ebola, il sistema sanitario e la società stessa sono collassati e il mercato del cacao ha subito un crollo, con non pochi problemi per i piccoli agricoltori.

Il progetto di Tradin Organic ha permesso di dare nuova speranza a tanti contadini, grazie al prezzo equo pagato per il loro lavoro. Oggi sono oltre 35.000 i produttori certificati che collaborano con Tradin Organic, perlopiù persone che gestiscono piccoli appezzamenti di terreno, spesso tramandati di generazione in generazione. L’agricoltura è quindi su base familiare e gli agricoltori riescono a vendere il cacao che raccolgono a un prezzo più alto del mercato, aumentando così il reddito e riuscendo a procurarsi alloggi adeguati e a mandare i figli a scuola. 

Essere solidali con le comunità significa fornire gli strumenti per garantire sostenibilità anche in futuro: con Tradin Organic, ad esempio, sono state realizzate le “Farmer Fields School” per andare a lavorare insieme ai contadini su come migliorare la produttività dei campi. Tradin Organic ha anche implementato un programma specifico di protezione dell’infanzia che affronti la povertà e aumenti la consapevolezza dei diritti dei bambini, evitando così il lavoro minorile.

Tradin Organic e il cacao solidale in Sierra Leone

Tradin Organic, società olandese che connette produttori di materie prime biologiche e imprese di tutto il mondo, dal 2015 ha avviato un progetto di approvvigionamento di cacao biologico certificato insieme ai contadini in Sierra Leone. Iniziare un progetto in questo Paese è particolarmente significativo se si pensa alla grave situazione sociale, sanitaria ed economica di qualche anno fa. Tra la guerra civile e l’epidemia di ebola, il sistema sanitario e la società stessa sono collassati e il mercato del cacao ha subito un crollo, con non pochi problemi per i piccoli agricoltori.

Il progetto di Tradin Organic ha permesso di dare nuova speranza a tanti contadini, grazie al prezzo equo pagato per il loro lavoro. Oggi sono oltre 35.000 i produttori certificati che collaborano con Tradin Organic, perlopiù persone che gestiscono piccoli appezzamenti di terreno, spesso tramandati di generazione in generazione. L’agricoltura è quindi su base familiare e gli agricoltori riescono a vendere il cacao che raccolgono a un prezzo più alto del mercato, aumentando così il reddito e riuscendo a procurarsi alloggi adeguati e a mandare i figli a scuola. 

Essere solidali con le comunità significa fornire gli strumenti per garantire sostenibilità anche in futuro: con Tradin Organic, ad esempio, sono state realizzate le “Farmer Fields School” per andare a lavorare insieme ai contadini su come migliorare la produttività dei campi. Tradin Organic ha anche implementato un programma specifico di protezione dell’infanzia che affronti la povertà e aumenti la consapevolezza dei diritti dei bambini, evitando così il lavoro minorile.

Manduvirà e lo zucchero solidale in Paraguay

La storia di Manduvirà è emblematica quando si tratta di solidarietà e sviluppo sociale. La cooperativa ha mosso i suoi primi passi nel contesto della dittatura di Stroessner, durante la quale i diritti civili venivano violati e non si poteva immaginare l’indipendenza dei campesinos dagli intermediari. Eppure, nel 1975 diversi soci hanno unito i risparmi e hanno dato vita a Manduvirà, inizialmente una cooperativa di risparmio e credito. Con il ritorno della democrazia, quindici anni più tardi, Manduvirà ha potuto trasformarsi in una cooperativa agro industriale e dedicarsi alla produzione di zucchero di canna insieme ai contadini del territorio.

Non è stato facile avviare l’attività e convincere i campesinos a unirsi. In Paraguay, infatti, i contadini fornivano manodopera ai grandi proprietari terrieri, perciò un progetto di indipendenza come quelle dei soci di Manduvirà sembrava improponibile. Ci sono voluti anni di sacrifici, di ipoteche sulle terre, di debiti e di ostacoli, ma alla fine i produttori di Manduvirà sono diventati proprietari dello zuccherificio che trasforma la canna da zucchero che loro stessi raccolgono.

Lo zuccherificio costruito da Manduvirà è l’esempio concreto di un sogno che si realizza. A renderlo possibile è stata anche la solidarietà arrivata dal Commercio Equo e Solidale, in particolare tramite diversi progetti di cooperazione promossi da Altromercato e tramite raccolte fondi organizzate ad hoc per sostenere la cooperativa. Oggi Manduvirà può sviluppare progetti di miglioramento sociale e di salvaguardia ambientale che quarant’anni fa non poteva nemmeno immaginare.

Manduvirà e lo zucchero solidale in Paraguay

La storia di Manduvirà è emblematica quando si tratta di solidarietà e sviluppo sociale. La cooperativa ha mosso i suoi primi passi nel contesto della dittatura di Stroessner, durante la quale i diritti civili venivano violati e non si poteva immaginare l’indipendenza dei campesinos dagli intermediari. Eppure, nel 1975 diversi soci hanno unito i risparmi e hanno dato vita a Manduvirà, inizialmente una cooperativa di risparmio e credito. Con il ritorno della democrazia, quindici anni più tardi, Manduvirà ha potuto trasformarsi in una cooperativa agro industriale e dedicarsi alla produzione di zucchero di canna insieme ai contadini del territorio.

Non è stato facile avviare l’attività e convincere i campesinos a unirsi. In Paraguay, infatti, i contadini fornivano manodopera ai grandi proprietari terrieri, perciò un progetto di indipendenza come quelle dei soci di Manduvirà sembrava improponibile. Ci sono voluti anni di sacrifici, di ipoteche sulle terre, di debiti e di ostacoli, ma alla fine i produttori di Manduvirà sono diventati proprietari dello zuccherificio che trasforma la canna da zucchero che loro stessi raccolgono.

Lo zuccherificio costruito da Manduvirà è l’esempio concreto di un sogno che si realizza. A renderlo possibile è stata anche la solidarietà arrivata dal Commercio Equo e Solidale, in particolare tramite diversi progetti di cooperazione promossi da Altromercato e tramite raccolte fondi organizzate ad hoc per sostenere la cooperativa. Oggi Manduvirà può sviluppare progetti di miglioramento sociale e di salvaguardia ambientale che quarant’anni fa non poteva nemmeno immaginare.

Il caffè di Uciri, il cacao di Tradin Organic e lo zucchero di canna di Manduvirà sono materie prime che trasformano i nostri prodotti in storie. Te la senti di provarle?