Perchè bio per i Produttori
Il biologico come valore, non come categoria di mercato. La maggiorparte dei prodotti di Altromercato sono biologici, ma il motivo è differente da quello per cui lo sono i prodotti del mercato tradizionale.
La maggiorparte dei prodotti di Altromercato sono biologici, ma il motivo è differente da quello per cui lo sono i prodotti del mercato tradizionale. Si tratta di scelte dei Produttori dettate, più che dalle strategie di marketing, dal rispetto della natura, dalla tradizione, a volte anche dall'economia locale.
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Per i discendenti Maya di Chajul il biologico è un valore, non una categoria di mercato. Coltivare il caffè con metodi biologici, rispettando l’ambiente, non è una strategia di marketing emersa da qualche ricerca di mercato, ma una pratica tradizionale indigena di cui sono portatori i soci di Chajul. Per i coltivatori dell’associazione infatti la terra non è un'entità estranea da sfruttare il più possibile, ma una Madre terra da rispettare perché da essa dipende la nostra sopravvivenza e quella delle generazioni future. Una visione di questo genere è totalmente incompatibile con coltivazioni che facciano uso di pesticidi, erbicidi o fertilizzanti chimici e quindi la scelta del biologico è stata per i contadini di Chajul la scelta naturale fin dall’inizio. I contadini hanno un comportamento particolarmente attento nei confronti della terra. Vengono coltivate diverse varietà di legumi per mantenere la fertilità del suolo. |
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"I nostri agronomi e tecnici agricoli che assistono i campesinos agiscono in base ad un principio per noi irrinunciabile: ascoltare gli elementi che stanno alla base della vita: sole, acqua, terra, animali e vegetali, per agire in armonia con la natura." Asociación Chajulense Va'l Vaq Quyol, Guatemala |
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Frans Van der Hoff ci spiega che per i produttori della Cooperativa Uciri in Messico l’unico metodo di coltivazione del caffè è da sempre quello che non fa uso di pesticidi e rispetta l'ambiente. Uciri non ha quindi nessuna difficoltà nel rispettare i criteri previsti dalla coltivazione biologica (il caffè di Uciri è da sempre bio!). La difficoltà maggiore che hanno dovuto affrontare è stata quella di ottenere la certificazione necessaria per venderlo come tale: l'iter burocratico, la compilazione periodica e l'aggiornamento dei libri e dei moduli richiesti e, non ultimo, il prezzo da pagare agli enti certificatori. |
| Alcuni produttori non fanno uso di pesticidi anche per il costo troppo elevato dei fertilizzanti chimici. | |
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Vitoon di Green Net in Tailandia ci spiega infatti che i contadini della sua Cooperativa che scelgono il biologico hanno un vantaggio anche economico: evitano i costi elevati dei pesticidi. Altri produttori che ora lavorano con il commercio equo hanno sperimentato l'aumento di produttività con l'uso di pesticidi previsti dalla coltivazione convenzionale e poi sono tornati al biologico, incoraggiati dalla richiesta sempre maggiore di Altromercato di prodotti che rispettino l’ambiente, la salute dei lavoratori e quella dei consumatori. |
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Tornare al caffè biologico (organico) dopo un periodo di coltivazione convenzionale significa attraversare un periodo di "conversione" che dura anni e che serve per bonificare il terreno da ogni traccia di pesticidi, oltre che per re-imparare le tecniche per nutrire il terreno in modo naturale.
Il commercio equo incentiva le coltivazioni biologico pagando un premio che copre parte delle spese di certificazione, di formazione e di conversione dei terreni.
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Le strategie adottate dalle Cooperative di Produttori nel periodo di conversione sono molte. La Cooperativa Soppexca in Nicaragua, per esempio, ha fornito una coppia di capre ad alcune famiglie di contadini, che si sono impegnate ad usarle al posto degli erbicidi e a cedere i primi capretti nati ad altri contadini. <- Soppexca, Matagalpa, Nicaragua |
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