“In India le vacche sono state considerate sacre e inviolabili per secoli, madri della prosperità dei sistemi alimentari. L’epidemia della “mucca pazza” si diffuse somministrando ai bovini farine ottenute con carcasse di animali infetti. Ai produttori e ai consumatori non era concesso conoscere la “tracciabilità” dei mangimi, fornendo solo la composizione chimica ma non l’origine biologica.”
Il libro
La fame e l’insicurezza alimentare non sono causate dalla povertà o dal “sottosviluppo”, bensì dal “furto” dell’offerta globale di cibo, da parte delle multinazionali ai danni di milioni di poveri contadini, pastori e pescatori.
Il focus del libro è dunque la fame, l’insicurezza alimentare nel mondo, e in particolare dell’India, e la descrizione dei meccanismi che la determinano. La vacca “sacra “ si è trasformata in mucca “pazza”. Per quali motivi?
L’agricoltura industriale si basa su monoculture, allevamento intensivo del bestiame, ingegneria genetica e in particolare l’introduzione di sementi geneticamente modificate; tutto ciò crea un’illusione di crescita, di aumento della produzione, mentre ha conseguenze molto negative sul piano ambientale, ecologico, genetico e della salute pubblica.
Un acro destinato all’allevamento di gamberi per l’esportazione, ad esempio, causa la distruzione di duecento acri di ecosistemi produttivi e fondamentali per l’economia locale. La distruzione dell’ambiente provocata dalla produzione intensiva di gamberi è uno dei fattori principali che ne spiega l’espansione verso il Sud del mondo, benché i principali consumatori risiedano nei ricchi paesi occidentali.
Il testo analizza inoltre i grossi limiti della rivoluzione verde, dell’introduzione forzata della soia, dell’allevamento intensivo dei bovini, della pirateria delle sementi tradizionali.
Per ricostruire la democrazia alimentare e il diritto al cibo per tutti, sostiene la Shiva, è necessario conservare la biodiversità e promuovere l’agricoltura biologica, per noi, l’ambiente e le generazioni future.
L’autrice si è impegnata in prima persona per dare vita i al progetto Navdanya, che mira a salvare le sementi, sottrarre l’agricoltura al controllo dei monopoli, diffondere banche dei semi in tutta l’India e costruire un sistema agricolo e alimentare senza brevetti, senza chimica, e senza ingegneria genetica, per recuperare la libertà e la sicurezza alimentare.
L'autrice
Vandana Shiva è una delle scienziate più famose al mondo, ha dedicato la propria vita a salvaguardare la sua terra e ha dimostrato come la scienza possa essere al servizio dell’umanità. Attivista politica e ambientalista indiana, è tra le figure più prestigiose che si battono a livello internazionale contro la globalizzazione liberista. Shiva ha vinto il premio Nobel alternativo per la pace nel 1993 ed è direttore della Research Foundation for Science, Technology and Natural Resource Policy.
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