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Cooperativa Pietra di Scarto

 
 

"L'inclusione sociale, il recupero della dignità della persona rappresenta il nostro senso di antimafia sociale"

 

Pomodori e olive liberi dalle mafie

La Cooperativa Pietra di scarto di Cerignola gestisce dal 2010 tre ettari di terreno confiscato alle mafie, coltivato in uliveto e pomodori.
Dal video: "Andiamo contro al caporalato". "Il senso di Solidale Italiano Altromercato sta nel creare una nuova visione della coltivazione del pomodoro che passa dalla riaffermazione dei diritti delle persone, soprattutto quelle immigrate".
Pietro Fragasso, presidente della Cooperativa sociale Pietra di scarto.

Vedi tutti i reportage del Solidale Italiano Altromercato>>

 
 
 

Una cartolina per Pietra di Scarto

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Cerignola, Foggia

Regione: Puglia

 
 
il logo di Pietra di Scarto

Il coraggio di fare tutto quello che nessuno fa

Il coraggio. Ne hanno tanto i ragazzi di questa cooperativa sociale che hanno deciso di fare tutto quello che nessuno fa, nel difficile contesto dell’agro di Cerignola, luogo di lotte per la terra, sfruttamento e battaglie sindacali di ieri e di oggi.

Sui 3 ettari confiscati ad un affiliato di uno dei clan foggiani di riferimento negli anni'80, la cooperativa produce olive “Bella di Cerignola” e pomodori cercando di mettere in pratica il senso più profondo della legge 109/96,e cioè quello di trasformare i luoghi simbolo del potere mafioso in laboratori di rinascita sociale ed economica, fondando la propria attività su un impegno politico quotidiano utile a promuovere un modello di cambiamento in un territorio strangolato da una sub-cultura mafiosa e da fenomeni mafiosi e odiosi quali il caporalato e lo sfruttamento della manodopera straniera.

 
 

Concretizziamo un sogno ad occhi aperti

Dal 2010 i ragazzi organizzano, insieme ad altre realtàdel territorio, campi di Libera e iniziative di antimafia sociale aprendosempre più le porte a gruppi, associazioni, scuole che arrivano a visitare iterreni e ad ascoltare questa piccola esperienza di economia di liberazione.Il bene confiscato è intitolato a Francesco Marcone, il coraggioso Direttore dell’Ufficio del Registro di Foggia assassinato dalla mafia foggiana il 31 Marzo 1995.
Dal 1996 stanno concretizzando un sogno fatto ad occhi aperti: ridare dignità e diritti acoloro i quali sono stati tolti. Con tenacia e molto, molto coraggio.

 
 

L'importanza della rete nel territorio

C’è una rete di associazioni e istituzioni che sul territorio foggiano cerca di trovare soluzioni innovative ai problemi del caporalato e della presenza criminale.
Pietra di Scarto ne fa parte e crea idee a getto continuo: Orti sociali, occasioni di lavoro per persone che escono da percorsi difficili, disponibilità ad accogliere detenuti a cui offrire alternative al carcere….Il progetto più grande è creare l’Ecovillaggio, un albergo diffuso in cui ospitare le centinaia di migranti che vivono da oltre 10 anni nello slum-ghetto di Rignano, un“serbatoio di schiavi” sfruttati dai caporali per i lavori agricoli nella zona, permettendo agli agricoltori e alle aziende di abbattere notevolmente i costi del lavoro e fare profitto sulla pelle di persone che vivono in un medio evo igienico, al di fuori di ogni legalità.
Ma per smantellare il ghetto è necessario cambiare una cultura di sfruttamento ben radicata, e offrire alternative di lavoro ai migranti: qui si innesta il progetto del Pomodoro Solidale, nato con la collaborazione delle associazioni e dei sindacati che tutelano i diritti dei migranti.

 
 

Il cammino comune di Pietra di Scarto Altromercato

La cooperativa Pietra di Scarto è socia del Consorzio Altromercato e gestisce una Bottega del Mondo a Cerignola, oltre a realizzare iniziative della rete di Libera ed a promuovere attività rivolte agli “emarginati vicini e lontani”.
La collocazione geografica è in Puglia, Italia, Europa, ma molto vicino al confine con un mondo di sfruttamento e violazione delle più elementari regole di dignità e salute, non solo dei migranti. Il cammino comune tra Pietra di Scarto e Altromercato hagli stessi interlocutori, i lavoratori che quotidianamente vivono ingiustizia e sfruttamento, nei tanti Sud e nei troppi ghetti.

 
 

Abbiamo preparato il terreno per il Pomodoro

"Abbiamo iniziato con le olive verdi, varietà “Belle di Cerignola”: gli olivi sono quelli del terreno confiscato, mancava il mercato.
La rete di distribuzione delle Botteghe era lo sbocco naturale, così nel 2010 è stata avviata la vendita delle olive verdi tramite le Botteghe. Nel 2014 sono state aggiunte le olive nere e, su prenotazione, le latte di olive in grandeformato: un’occasione in più per far conoscere questo frutto grande e polposo,eccellente come aperitivo e accompagnamento a tavola.

A fine 2013 è nata l’idea di coinvolgere Pietra di Scarto nella coltivazione del pomodoro solidale, all’interno del progetto dell’albergo diffuso di Rignano:abbiamo cercato un terreno e, dopo vari tentativi, la cooperativa ha deciso di utilizzare una parte del terreno confiscato che ha in gestione per laproduzione dei pomodori da usare per la passata e i pelati del Solidale Italiano. Ad aprile abbiamo preparato il terreno, a maggio messo a dimora le piantine, ad agosto è prevista la prima raccolta, a settembre arrivano i nuovi prodotti.
Nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori, scelti tra i migranti che vivono “ai margini” nei tanti ghetti della zona.