La filiera del pomodoro in Italia è tristemente conosciuta per lo sfruttamento dei lavoratori da parte di intermediari, i caporali, che si insinuano nelle trame della catena di valore e si arricchiscono illegalmente. Il fenomeno del caporalato colpisce le persone più vulnerabili, principalmente migranti e senza permesso di soggiorno, che si trovano in stato di bisogno e finiscono per accettare condizioni di lavoro, e di vita, estenuanti. 

Le cronache nazionali raccontano storie di braccianti che vivono in baraccopoli improvvisate, fanno viaggi pericolosi per raggiungere il campo di raccolta o sono vittime di violenze e razzismo. I diritti dei lavoratori soggetti all’influenza del caporalato vengono accantonati: non vi è tutela per loro, spesso non vi sono nemmeno dei contratti. Questi lavoratori ricevono un salario inferiore di circa il 50% rispetto a quanto previsto da CCNL e CPL. Talvolta lavorano a cottimo, guadagnando solo in base a quanto raccolgono.

La situazione è ancora più critica per le donne sotto caporale, che percepiscono un salario inferiore rispetto ai loro colleghi maschi. Non solo: le lavoratrici tendono a essere più isolate e quindi più dipendenti dal datore di lavoro, cosa che rende i rapporti facilmente caratterizzati da forme di abuso, incluse quelle a sfondo sessuale.

Tutto questo è inaccettabile. È tempo di una vera rivoluzione.

Tomato Revolution è il nostro progetto per una filiera del pomodoro etica, trasparente e “caporalato free”, nella quale non si coltivano soltanto pomodori, ma soprattutto diritti e legalità. 

La filiera del pomodoro in Italia è tristemente conosciuta per lo sfruttamento dei lavoratori da parte di intermediari, i caporali, che si insinuano nelle trame della catena di valore e si arricchiscono illegalmente. Il fenomeno del caporalato colpisce le persone più vulnerabili, principalmente migranti e senza permesso di soggiorno, che si trovano in stato di bisogno e finiscono per accettare condizioni di lavoro, e di vita, estenuanti. 

Le cronache nazionali raccontano storie di braccianti che vivono in baraccopoli improvvisate, fanno viaggi pericolosi per raggiungere il campo di raccolta o sono vittime di violenze e razzismo. I diritti dei lavoratori soggetti all’influenza del caporalato vengono accantonati: non vi è tutela per loro, spesso non vi sono nemmeno dei contratti. Questi lavoratori ricevono un salario inferiore di circa il 50% rispetto a quanto previsto da CCNL e CPL. Talvolta lavorano a cottimo, guadagnando solo in base a quanto raccolgono.

La situazione è ancora più critica per le donne sotto caporale, che percepiscono un salario inferiore rispetto ai loro colleghi maschi. Non solo: le lavoratrici tendono a essere più isolate e quindi più dipendenti dal datore di lavoro, cosa che rende i rapporti facilmente caratterizzati da forme di abuso, incluse quelle a sfondo sessuale.

Tutto questo è inaccettabile. È tempo di una vera rivoluzione.

Tomato Revolution è il nostro progetto per una filiera del pomodoro etica, trasparente e “caporalato free”, nella quale non si coltivano soltanto pomodori, ma soprattutto diritti e legalità. 

Con Tomato Revolution da anni ci impegniamo a cercare, supportare e promuovere progetti agricoli italiani che operano con coraggio in zone a rischio di spopolamento o di sfruttamento della terra e delle persone. In tal senso fanno parte del nostro progetto alcune organizzazioni di produttori partner nel Sud Italia, che come noi credono con orgoglio che una filiera del pomodoro alternativa sia possibile. 

Quest’anno i pomodori di Tomato Revolution nascono nei territori di due realtà in particolare: Prima Bio, in Puglia, e Cooperativa Rinascita, in Sicilia. 

Prima Bio è un’impresa familiare che da generazioni coltiva pomodori e ortaggi biologici lottando con coraggio in un territorio, quello del foggiano, dove la “quarta mafia” italiana e il caporalato sono presenti in modo capillare. Nell’entroterra siciliano, invece, la Cooperativa Rinascita dà lavoro ai giovani del territorio, difendendolo dallo spopolamento, e coltiva il pomodoro con metodo siccagno, cioè senza l’apporto di acqua, in perfetta armonia con l’ambiente.

Dalla collaborazione con queste realtà, nascono passate di pomodoro e sughi pronti made in Italy, buoni nel sapore e nella sostanza, perché tutelano i lavoratori e preservano le risorse idriche e il suolo dalle minacce dell’agricoltura tradizionale.

Lo sfruttamento e l’illegalità che combattiamo con Tomato Revolution, però, non si fermano soltanto nel campo dove i braccianti raccolgono il pomodoro. Dai lavoratori ai produttori, dai trasformatori ai distributori, ognuno può fare qualcosa per realizzare un cambiamento concreto lungo la filiera di produzione del pomodoro, trasformando una catena di sfruttamento in una catena di valore. 

Tomato Revolution è la tua occasione per scegliere una filiera differente. 

Nel nostro shop online o nei negozi sul territorio puoi trovare tutta la gamma Tomato Revolution in promozione fino al 30 aprile.

Noi abbiamo scelto un pomodoro che non piace ai caporali. Ora tocca a te.

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Lo sfruttamento e l’illegalità che combattiamo con Tomato Revolution, però, non si fermano soltanto nel campo dove i braccianti raccolgono il pomodoro. Dai lavoratori ai trasformatori, dai distributori ai consumatori, ognuno può fare qualcosa per realizzare un cambiamento lungo la filiera di produzione del pomodoro.

Tomato Revolution è la tua occasione per scegliere una filiera differente. Nel nostro shop online o nei negozi sul territorio puoi trovare tutta la gamma Tomato Revolution in promozione fino al 30 aprile.

Noi abbiamo scelto un pomodoro che non piace ai caporali. Ora tocca a te.

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