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Solidale Italiano

IL PROGETTO

Lo sfruttamento della manodopera, i prezzi d’acquisto sottocosto, l’accaparramento delle terre, la zootecnia intensiva, i cambiamenti climatici e l’inaridimento dei suoli e delle falde acquifere, sono solo alcune delle cause della crisi epocale che oggi investe tutto il mondo. Tutto ciò concorre a debilitare il settore delle piccole produzioni agricole e artigianali non solo del cosiddetto terzo mondo, ma anche quello di aziende e botteghe artigiane del nostro paese. Ogni giorno infatti piccole realtà di qualità, ecologicamente e socialmente responsabili, sono schiacciate da costi impraticabili, da un credito inaccessibile e da politiche di sviluppo imprevidenti. Ciò rappresenta un danno enorme per il futuro delle nuove generazioni, la nostra economia, l’occupazione e per la coesione sociale, oltre che un danno inestimabile per l’ambiente, le risorse naturali, la tutela del paesaggio e l’incuria del nostro patrimonio nazionale.

Per contrastare questa difficile situazione, il consorzio Altromercato è impegnato da anni nel progetto di Domestic Fair Trade SOLIDALE ITALIANO. Lo scopo è impiegare le importanti e preziose esperienze accumulate dal Commercio Equo e Solidale in 30 anni di storia a favore di contadini e artigiani per un sostegno concreto sul piano distributivo e commerciale.
Un sostegno che le reti del Commercio Equo e Solidale possono e vogliono offrire.

SIA Pietra di scarto

ll progetto Solidale Italiano nasce con questo fine: sostenere i prodotti contadini e artigiani italiani grazie a sistemi di acquisto orientati a remunerare dignitosamente il lavoro, a rafforzare le relazioni di fiducia comunitarie e a incoraggiare la cura dei suoli attraverso metodi agricoli sostenibili.
Altromercato, inoltre, ha da sempre esteso questo tipo di approccio a progetti di agricoltura e produzione “sociale” finalizzate anche al reinserimento lavorativo di persone con percorsi di disagio o di esperienze difficili, restituendo dignità e valore positivo alle persone.

Crediamo in un Paese diverso, fondato su diritti e progetti di economia sociale.
Dobbiamo farlo per coltivare un futuro di speranza. Con la stessa determinazione e i medesimi criteri di equità e serietà del passato, dobbiamo continuare a lavorare per risollevare le sorti delle piccole realtà imprenditoriali italiane che versano in gravi difficoltà, dalle pianure meridionali oppresse dalla mafia alle pendici abbandonate dell’Appennino o nelle valli Alpine in via di spopolamento. Dobbiamo impegnarci per mantenere in vita territori, comunità ed economie locali, per generare lavori dignitosi, per preservare paesaggi, per rigenerare biodiversità, per valorizzare saperi tradizionali, per riscoprire e non disperdere abilità antiche e preziose. Questo può e deve essere il punto di partenza per la costruzione di una nuova e rinnovata economia nazionale.

10 CRITERI FONDAMENTALI

Per fare questo ci affidiamo a 10 criteri universali, fondamento del Commercio Equo e Solidale:

1. Opportunità di accesso al mercato.

Creazione di opportunità socio-economiche in situazioni di svantaggio, approntando strategie per migliorare le condizioni del lavoro; è strutturato con soci, lavoratori e produttori consapevoli delle finalità sociali dell’organizzazione.

2. Legalità.

Creazione di opportunità di lavoro in zone caratterizzate dalla presenza di mafie e pratiche illegali nella gestione della forza lavoro, sviluppando iniziative e progetti che aiutino la crescita di una cultura delle legalità.

3. Trasparenza.

Una gestione trasparente sia nella gestione interna e nella comunicazione esterna (dati di bilancio) che nelle relazioni commerciali (filiera produttiva).

4. Prezzo equo.

Pagamenti equi e corretti per tutti gli attori della filiera.

5. Contrasto dello sfruttamento del lavoro minorile. 

Promozioni finalizzate al contrasto dello sfruttamento del lavoro minorile e volte a favorire apprendimento e inserimento lavorativo di ragazzi e ragazze.

6. Pari opportunità.

Vendita o utilizzo di prodotti del commercio equo e solidale all’interno della struttura detentiva.

7. Condizioni di lavoro corrette. 

Garanzia di condizioni di lavoro legali in termini di contratti, orari di lavoro, salute e sicurezza.

8. Professionalità e formazione.

Sostegno allo sviluppo delle attività professionali e formative.

9. Commercio equo ed economia sociale.

Promozione commercio equo e sostegno all’economia sociale.

10. Tutela dell'ambiente.

Tutela dell’ambiente e promozione di pratiche coerenti con la ciclicità della natura, riducendo il proprio impatto ambientale.