IL VALORE NELLE PERSONE
Il valore del nostro lavoro nasce dalle persone e dalle relazioni con i produttori.
oltre 90
organizzazioni
di produttori
oltre 30
paesi, nel Sud e nel
Nord del Mondo
Migliaia
di contadini
Conosciamo personalmente i volti e le voci di chi produce i prodotti che scegli. Con loro abbiamo una relazione diretta, ci conosciamo, li sentiamo, li vediamo, andiamo a trovarli.
Il dialogo con i produttori avviene in tanti modi, tanti punti di contatto: mail, whatsapp, visite in loco, incontri formali, commerciali e fieristici vivono accanto a eventi informali con la loro partecipazione e testimonianza diretta e coinvolgente per il pubblico, interviste questionari, vere e proprie coprogettazioni. Una relazione che coltiviamo continuativamente nel nostro lavoro quotidiano.
Formazione e cooperazione
Pari Opportunità
Giovani e infanzia
Uguaglianza sociale
Tutela del lavoro
Attività e progetti nelle comunità
Siamo impegnati nella crescita tecnica e formativa dei nostri partner produttori, anche attraverso progetti di cooperazione.
Esempi concreti di come intendiamo la Cooperazione con i produttori sono progetti di intervento tecnico su impianti produttivi e formazione, come nelle filiere dello zucchero di canna con mulini e zuccherifici indipendenti in Ecuador e Filippine; o attività rivolte alle donne in diversi Paesi, come la collaborazione per i laboratori di saponi per le donne palestinesi.
AOWA E IL PROGETTO DEDICATO AI SAPONI DELLA PALESTINA
Dal 1994 AOWA promuove iniziative sul ruolo delle donne nella società e nelle aree rurali palestinesi, con attività legate al lavoro e alla partecipazione, in territori soggetti a occupazione e gravi interventi verso la popolazione civile locale.
A sostenere le donne palestinesi ci siamo anche noi.
All’interno del progetto“Bee the Change”, del quale siamo partner insieme a Felcos Umbria, Ponte Solidale, e con capofila la Regione Umbria, diamo continuità alla relazione nata precedentemente con un progetto finanziato di cooperazione internazionale che aveva come obiettivo quello di dare alle donne di AOWA le capacità per la produzione di saponi artigianali all’olio d’oliva, attività che forniva uno sbocco lavorativo alle donne palestinesi. Con questo progetto si intendeva proprio aumentare la capacità di sussistenza e di generare reddito delle donne, attraverso il potenziamento delle attività di produzione, trasformazione e vendita di erbe, oli essenziali e saponi, e tramite l’attivazione di sinergie permanenti con apicoltori palestinesi, anch’essi coinvolti in una parte del progetto.
In questo contesto noi di Altromercato abbiamo contribuito a migliorare la strumentazione e il flusso produttivo del processo di saponificazione, nonché a inglobare la produzione degli oli essenziali che prima venivano acquistati dalla Siria. Tra le altre cose abbiamo anche spinto all’utilizzo di materie prime più complesse come argille, burri e altri oli (come il cocco) nei saponi.
Grazie al progetto le donne di AOWA sono riuscite ad costruire un impianto di distillazione e di irrigazione per completare la parte del processo di agricoltura e distillazione che mancava. Oltre agli strumenti tecnici, le donne hanno ricevuto anche la formazione necessaria sia per la parte di saponificazione, che agricola e di distillazione.
In questi due anni le donne di AOWA hanno gestito dei campi per coltivare e raccogliere menta e lavanda da distillare.
La produzione di oli essenziali richiede quantità elevate di materia vegetale e quindi sufficienti superfici coltivate; nel progetto la gestione agricola dei terreni è presentata anche come forma di presidio locale della terra dalle occupazioni.
Garantiamo la tutela dei diritti e lottiamo per le pari opportunità.
Perché le donne contano.
GIE TARGANINE E L’ARGAN CHE EMANCIPA LE DONNE
Marocco, Arganeraie Biosphere Reserve
In Marocco c’è una foresta di venti milioni di alberi di argan, un’estensione di circa 800 mila ettari tra Safi e Goulimin, nel sud ovest del paese, dichiarata Riserva della biosfera dall’Unesco. Quest’area è importantissima dal punto di vista della protezione del suolo dall'erosione; poiché le radici dell’argan contribuiscono a rallentare la desertificazione, L'argan è fondamentale anche per le attività delle donne berbere nelle comunità, che ne conoscono i segreti e le tradizioni. Secondo i dati riportati da Fao nella in occasione della Giornata Internazionale dell'Argania (10 maggio), le attività economiche connesse all’argan coinvolgono oltre 3 milioni di persone e rappresentano una fonte di lavoro e reddito nelle aree rurali.
È in questo contesto che nasce l’organizzazione Targanine. Oggi Targanine è un Gie (Groupement d’interet economique), un gruppo formato da più di 500 donne, divise in 6 cooperative di villaggio.Per le donne di Targanine, secondo il loro racconto, il reddito legato all’argan è associato a maggiore autonomia economica e partecipazione sociale.
All’inizio le donne erano solo in 15 e la loro vita è cambiata quando hanno capito l’importanza di avere un reddito proprio. Con questo potevano mandare a scuola i figli, non dipendevano più dai mariti e potevano andare al suk, al mercato, e comprare un pezzo di stoffa, cibo, e perché no, un montone, una capra, un pollo. L’ambiente sociale è tradizionalista e fino a pochi anni fa era impensabile che una donna potesse andare da sola a fare la spesa.
Secondo il racconto riportato, l’iniziativa ha favorito maggiore autonomia economica, un aumento dell’autostima e nuove attività di lavoro nel villaggio.
Grazie anche alla collaborazione con un’Ong, per Targanine è stato subito prioritario un intenso lavoro di educazione e formazione rivolto alle socie delle cooperative.
La formazione in lingua e scrittura è stata considerata importante per consentire alle socie di partecipare al controllo della filiera produttiva e alla gestione dell’attività in maniera indipendente e secondo requisiti di qualità e di produzione.
I giovani sono il futuro del mondo in tutto il mondo.
Diamo quindi spazio alle iniziative dei produttori e ai loro progetti di formazione dedicati a bambini e ragazzi.
SOPPEXCCA E I GIOVANI COME AGENTI DEL CAMBIAMENTO
Nicaragua, distretto di Jinotega, nord del paese
Jinotega si trova nella zona settentrionale del Nicaragua, al centro della Cordillera Isabelia, a 168 chilometri da Managua, la capitale. È una delle regioni che si trova a maggiore altitudine, con un clima subtropicale umido, ideale per la coltivazione del caffè. Il distretto rappresenta “la Capital del Café en Nicaragua” ed è qui che coltivano il caffè i 700 agricoltori di Soppexcca, Sociedad de pequenos productores y compradores de cafè, organizzazione entrata nel commercio internazionale nel 1999.
Uno degli obiettivi sociali più importanti di Soppexcca è la promozione delle pari opportunità, attraverso la valorizzazione del ruolo e la partecipazione delle donne nelle attività dell’organizzazione. Ma non solo.
Nonostante alcuni progressi, secondo fonti internazionali (worldmeter FMI) il Nicaragua risulta come tra i paesi con PIL più bassi dell'America Latina e con criticità nell’accesso all’istruzione e povertà soprattutto nelle aree rurali.
Per questi motivi, Soppexcca ha deciso di investire molto nella formazione dei giovani, tramite il finanziamento di scuole nelle aree rurali e la creazione di borse di studio in campo tecnico ed universitario.
Nel 2025, oltre cinquanta giovani avevano ottenuto il diploma di tecnico in agro-ecologia e altri partecipavano al controllo della qualità del caffè nelle diverse fasi.
Le competenze acquisite consentono ai giovani coinvolti di partecipare al controllo della qualità del caffè nelle diverse fasi e di contribuire al miglioramento dei processi produttivi.
I figli e le figlie dei produttori sono gli “Agenti del cambiamento”, vogliono rafforzare le loro comunità e le cooperative, unendo teoria e pratica. Grazie agli studi compiuti, sono in grado di analizzare il suolo, intervenire nel caso di parassiti, conoscono tutti i criteri del Commercio Equo e Solidale e i segreti della degustazione di un buon caffè.
Dare fiducia ai giovani per Soppexcca è dare fiducia al futuro.
Crediamo nella diversità come valore.
L’ARCOLAIO: “TUTTI MERITANO UN’ALTRA POSSIBILITÀ”
Sicilia, Casa Circondariale di Siracusa
L’ARCOLAIO è una cooperativa sociale che opera nella casa Circondariale di Siracusa e coinvolge concretamente persone svantaggiate o con percorsi difficili, come detenuti o immigrati, attraverso attività di lavoro e formazione.
In particolare, L’Arcolaio offre un’alternativa concreta ai detenuti della Casa Circondariale di Siracusa. All’interno della Casa Circondariale, la cooperativa gestisce il laboratorio di produzione dolciaria che punta a valorizzare alcune eccellenze del territorio della Sicilia sud-orientale. Qui si tostano e confezionano le mandorle e si realizzano prodotti tipici della pasticceria siciliana, come le deliziose paste di mandorla dal cuore morbido.
Nel corso di un anno, nel laboratorio lavorano circa 20 detenuti, regolarmente assunti e retribuiti. I detenuti aderiscono a una proposta lavorativa impegnativa, che esige la massima attenzione alle rigorose procedure richieste nella produzione di alimenti, e acquisiscono una professionalità. Imparare l’arte della pasticceria e acquisire una professionalità può contribuire a percorsi di reinserimento e di riscatto sociale.
Il lavoro diventa quindi un progetto sociale nel quale si costruiscono reali percorsi di cambiamento e di reinserimento sociale, fondamentali in un ottica rieducativa e di inclusione.
Prestiamo attenzione alla dignità del lavoro, in ogni sua forma, secondo i principi del Commercio Giusto, su diritti e condizioni di lavoro. Questo per noi è la nostra priorità, da sempre.
"La forza dei lavoratori nella nostra organizzazione è quella di essersi organizzati in cooperative, una forma che può rendere più solida la loro capacità negoziale e l’accesso al mercato." UCIRI
UCIRI E LA FORZA DELL’UNIONE CONTRO GLI INTERMEDIARI DEL CAFFÈ
Messico
«Unidos venceremos/uniti vinceremo», è questo il motto che ha guidato negli anni le comunità indigene che costituiscono UCIRI, la Unión de Comunidades Indígenas de la Región del Istmo R.I., organizzazione che riunisce tanti piccoli produttori di un eccellente caffè biologico di alta montagna.
Accorciare la filiera ed evitare che i campesinos vendano ai coyotes – gli intermediari – sono da sempre tra gli obiettivi di UCIRI. Il caffè di alta montagna è di qualità pregiata e negli ultimi anni i coyotes sono diventati sempre più aggressivi, con la vana promessa di pagare un prezzo più alto. UCIRI, invece, mostra ai propri soci tutti i calcoli che hanno portato l’organizzazione a stabilire il prezzo del caffè che rimane stabile per una stagione.
Secondo il racconto di UCIRI, "al termine del raccolto i soci possono confrontare il prezzo stabile pagato dalla cooperativa con i prezzi variabili praticati dagli intermediari durante la stagione."
Naturalmente, rimane fondamentale il lavoro di coscientizzazione dei produttori, per fare capire ai campesinos che non si tratta solo della vendita del prodotto, ma che il fatto di essere organizzati significa poter promuovere programmi di sviluppo locale, mantenere il proprio stile di vita ed essere riconosciuti in politica e in economia.
Alcune organizzazioni partner operano in contesti fragili e sviluppano attività economiche e sociali con lavoratori, famiglie e comunità locali che rivitalizzano la zona.
UPPM: COLTIVARE UNA NUOVA SPERANZA
Bosnia Erzegovina, zona di Prijedor, fortemente colpita dalla guerra negli anni ’90
La guerra in Bosnia Erzegovina è stata durissima per la zona di Prijedor e molte sono le persone che hanno perso tutto, indipendentemente dal gruppo etnico di appartenenza.
Oggi 85 famiglie di agricoltori della zona di Prijedor sono riunite in UPPM per raccogliere erbe spontanee e coltivare lamponi e more, ingredienti utilizzati in infusi e tisane.
I soci di UPPM hanno avviato un’attività economica basata su erbe spontanee, lamponi e more, con obiettivi di collaborazione tra gruppi etnici e valorizzazione delle aree rurali colpite dalla guerra.
La Bosnia è un paese con una situazione economica e politica stagnante, e le zone rurali attorno a Prijedor sono caratterizzate da scarsità di infrastrutture e spesso anche da un difficile accesso. Il lavoro di UPPM in questo contesto è particolarmente importante.
I risultati ce li descrive il giovane coordinatore Drasko. "L’obiettivo iniziale era restituire dignità alle persone tramite il lavoro e la collaborazione tra diversi gruppi etnici.
UPPM può infatti offrire ai propri soci un lavoro giustamente remunerato e grazie ad Altromercato abbiamo acquisito competenze e abbiamo imparato a sviluppare un prodotto per il mercato europeo”.
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